Piazza Castello
Piazza Castello è la piazza centrale di Torino, il luogo da cui per tre secoli i Savoia governarono il loro Stato. Al centro sorge Palazzo Madama, nato su una porta romana; il lato nord è chiuso dal Palazzo Reale, che la rete delle Residenze Reali Sabaude definisce il «centro geografico, strategico e politico della capitale sabauda»[1]. Intorno, sotto i portici, si affacciano il Teatro Regio e la Real Chiesa di San Lorenzo; di qui partono le principali strade del centro storico.
Dalla porta romana al castello
Il cuore della piazza è più antico della piazza stessa. Nel I secolo d.C. qui si apriva la porta orientale di Augusta Taurinorum: due torri a sedici lati inquadravano quattro fornici, i due centrali per i carri e i due laterali per i pedoni, con un impianto simile a quello della Porta Palatina[2]. Tra il 1225 e il 1260 la porta smise di essere una soglia e divenne un elemento di difesa: il passaggio fu spostato in una nuova apertura nelle mura accanto alla torre meridionale, la porta Fibellona. Nel 1280 il marchese Guglielmo di Monferrato dovette cedere la città a Tommaso di Savoia, e nei documenti degli anni Novanta del Duecento l'edificio compare ormai come castrum, la fortezza da cui la piazza avrebbe preso il nome[2].
La piazza della capitale
La svolta arrivò nel 1563, quando Emanuele Filiberto trasferì la corte da Chambéry a Torino. Il castello era in cattive condizioni e il duca si sistemò provvisoriamente nel palazzo del vescovo, in attesa di una residenza nuova[3]. Un voto fatto dallo stesso duca alla battaglia di San Quintino, nel 1557, sarebbe stato sciolto dai suoi successori proprio sulla piazza, con la chiesa dedicata a san Lorenzo[4]. Dal 1584 Carlo Emanuele I avviò la costruzione della reggia sul lato settentrionale[1].
La forma regolare della piazza si deve ad Ascanio Vitozzi: il suo impianto, realizzato dal 1612, prevedeva palazzate uniformi di due soli piani sopra un portico continuo[5]. Alla sua morte, nel 1615, gli subentrò Carlo di Castellamonte, che dal 1620 progettò la «Città Nuova» verso sud: la via Nuova, l'attuale via Roma, doveva correre dalla porta omonima fino al cospetto della reggia, allargata da 7 a 11 metri con portici di 7,50, aprendosi a metà sulla Piazza Reale, oggi piazza San Carlo[6].
Il teatro della corte
Nel Seicento la piazza fu il palcoscenico del potere sabaudo. Il museo di Palazzo Madama la descrive come il luogo delle celebrazioni pubbliche e della propaganda della corte[5]. Nel 1613 un'incisione documenta il padiglione per l'ostensione della Sindone, sormontato da un baldacchino e collocato davanti al castello; l'8 aprile 1645 tutta la città festeggiò la fine delle lotte per la successione a Vittorio Amedeo I, che avevano opposto lo schieramento filofrancese della reggente Cristina di Francia e quello filospagnolo dei suoi cognati Tommaso di Savoia Carignano e Maurizio; nel 1650 le nozze di Adelaide di Savoia con Ferdinando di Baviera furono accompagnate da numerosi spettacoli sulla piazza[5].
Il Settecento diede alla piazza il suo pezzo più celebre. Tra il 1718 e il 1721 Filippo Juvarra costruì la facciata e lo scalone di Palazzo Madama; avrebbe voluto una loggia completamente aperta, ma il clima torinese lo costrinse a chiuderla con grandi vetrate[7]. Nel 1722, per le nozze di Carlo Emanuele III, Juvarra illuminò il palazzo con 450 torce e candele[7]. Nel 1731, appena dieci anni dopo la fine dei lavori, il viaggiatore e letterato tedesco Carl Ludwig von Pöllnitz ne fu entusiasta:
«tutto ciò che vi sia di più bello e di più perfetto in architettura moderna a Torino e forse in Europa è la facciata del palazzo della fu Madama Reale»
Il 26 dicembre 1740 fu inaugurato con l'Arsace di Francesco Feo il Teatro Regio, che con circa 2.500 posti tra platea e cinque ordini di palchi divenne subito un riferimento internazionale per capienza. Un incendio nella notte tra l'8 e il 9 febbraio 1936 lo distrusse; sopravvisse la facciata di Benedetto Alfieri, con cui dovette dialogare la nuova sala di Carlo Mollino, inaugurata il 10 aprile 1973 con I Vespri siciliani[8].
Il Risorgimento sotto i portici
Nell'Ottocento la piazza divenne il luogo delle istituzioni. Nel 1832 Carlo Alberto aprì al primo piano di Palazzo Madama la Reale Galleria, embrione della Galleria Sabauda, che vi rimase fino al 1865; nel 1848 il grande salone del palazzo, trasformato da Ernesto Melano, divenne l'aula del Senato subalpino, e il 2 aprile 1860 un discorso di Vittorio Emanuele II vi aprì il primo parlamento dell'Italia settentrionale e centrale; per mancanza di spazio, la prima seduta del Regno d'Italia si tenne invece a Palazzo Carignano, il 18 febbraio 1861[9]. Dal 1822 al 1920 le torri romane ospitarono anche un osservatorio astronomico[9].
Davanti alla facciata juvarriana, sede del Senato, sta il monumento all'Alfiere dell'Esercito sardo di Vincenzo Vela: un portabandiera con la spada sguainata e il tricolore, dono degli esuli milanesi all'esercito piemontese dopo i successi diplomatici di Cavour al Congresso di Parigi[10]. Fu inaugurato il 10 aprile 1859[11]. Per prudenza verso l'Austria la dedica, «I Milanesi all'esercito sardo il dì 15 gennaio 1857», venne coperta con una lastra di marmo nero e restò nascosta fino all'8 giugno 1859, quando le truppe franco-piemontesi entrarono a Milano[10].
Da rotatoria a salotto
Per buona parte del Novecento la piazza fu attraversata dal traffico come una grande rotatoria. Tra il 1999 e il 2006, nell'ambito della strategia di rilancio dell'immagine della città, la piazza fu ridisegnata: materiali diversi e dislivelli delimitarono lo spazio riservato ai pedoni, furono realizzate fontane a scomparsa e il Palazzo Reale, restaurato, tornò all'originario bianco avorio[12]. Il nuovo spazio divenne il principale palcoscenico delle Olimpiadi invernali del 2006 e ospitò Festivalbar, piste di pattinaggio e manifestazioni di ogni genere: iniziative che, secondo MuseoTorino, trovarono «pareri di segno opposto tra la cittadinanza» ma segnarono un nuovo uso degli spazi aulici del centro[12].
Da allora la piazza è il luogo delle grandi adunate torinesi. Il 13 maggio 2012 il pullman scoperto della Juventus, partito dallo stadio, arrivò in piazza Castello per la festa del trentesimo scudetto tra centinaia di migliaia di tifosi, secondo le stime tra 300 e 400 mila, e i più applauditi furono Antonio Conte e Alessandro Del Piero[13]. Dal 28 aprile al 5 maggio 2025, nell'anno del Giubileo, una tenda allestita sulla piazza ha permesso di esplorare in digitale l'immagine a grandezza naturale della Sindone, al posto di un'ostensione tradizionale[14].
Pagine che rimandano qui
- Alessandro Antonelli
- Augusta Taurinorum
- Baratti & Milano
- Biblioteca Reale di Torino
- Caffè Mulassano
- Camera di Commercio di Torino
- Casa Savoia
- Casale Monferrato
- Chiesa Reale di San Lorenzo
- Cristina di Francia
- Digi.TO - Il magazine online dell'Informagiovani di Torino
- Diniego delle piazze di Torino alla Polizia Penitenziaria per la Festa nazionale del Corpo (settembre 2026)
- Flc Cgil
- Galleria Sabauda
- Galleria Subalpina
- Gran Madre di Dio
- Grattacielo Piemonte
- Gruppo Torinese Trasporti
- Guarino Guarini
- Guida Torino
- Guido Gozzano
- Marco Travaglio
- Monte dei Cappuccini
- Osapp
- Palazzo Carignano
- Palazzo Madama
- Palazzo Reale
- Piazza Bodoni
- Piazza San Carlo
- Piazza Vittorio Veneto
- Pietro Micca
- Porta Palatina
- Portici di Carta 2026
- Real Chiesa di San Lorenzo
- Residenze sabaude
- Sindaci di Torino
- Sindone
- Teatro Regio
- Terra Madre Salone del Gusto
- Toret
Articoli collegati: Assedio di Torino del 1706, Augusta Taurinorum, Camillo Benso di Cavour, Casa Savoia, Palazzo Madama, Palazzo Reale
Fonti
- Residenze Reali Sabaude
- Palazzo Madama – Museo Civico d'Arte Antica
- Palazzo Madama – Museo Civico d'Arte Antica
- MuseoTorino
- Palazzo Madama – Museo Civico d'Arte Antica
- Treccani – Dizionario Biografico degli Italiani
- Palazzo Madama – Museo Civico d'Arte Antica
- Fondazione Teatro Regio di Torino
- Palazzo Madama – Museo Civico d'Arte Antica
- MuseoTorino
- Torino Oggi — 16 marzo 2022
- MuseoTorino
- Sky Sport — 13 maggio 2012
- ACI Stampa