Alessandro Del Piero

Alessandro Del Piero (Conegliano, 9 novembre 1974) è un ex calciatore italiano, attaccante e per diciannove stagioni volto della Juventus, di cui è stato capitano dal 2001 al 2012[1][2]. Detiene i record di presenze e di reti con la maglia bianconera e ha vinto il Mondiale del 2006 con la Nazionale[3][2]. Per quasi vent'anni Torino è stata la sua città sportiva: qui ha vissuto gli scudetti, la retrocessione in Serie B e un addio che la stampa ricorda ancora ogni 13 maggio.
Da Padova a Torino
Cresciuto calcisticamente nel Padova, arrivò alla Juventus nell'estate del 1993: a volerlo fu Giampiero Boniperti, che lo prelevò dai biancoscudati per due miliardi e mezzo di lire[1]. L'esordio in Serie A risale al 12 settembre 1993, allo stadio Zaccaria di Foggia: entrò nel finale al posto di Fabrizio Ravanelli, in una partita finita 1-1[1][3]. Il 25 marzo 1995 debuttò anche in Nazionale, contro l'Estonia[1].
Il soprannome che lo avrebbe accompagnato per tutta la carriera, «Pinturicchio», glielo diede Gianni Agnelli, che accostava la finezza del giovane attaccante, specie sui calci piazzati, al pittore umbro del Rinascimento[4]. Anni dopo l'Avvocato, deluso dalle attese, lo chiamò anche «Godot», il campione che tutti aspettano e che non arriva mai; Michel Platini lo definiva invece «un 9 e mezzo», né centravanti né numero dieci puro[5].
Gli anni di Lippi e l'infortunio di Udine
Nei primi mesi si alternò con Roberto Baggio; dal 1995, con Marcello Lippi in panchina, divenne titolare fisso di una squadra che vinse la Champions League 1995-96 e, nel 1996, la Supercoppa europea e la Coppa Intercontinentale[1]. La svolta negativa arrivò l'8 novembre 1998 a Udine, con un grave infortunio al ginocchio sinistro che ne condizionò a lungo il rendimento[1]. Dal 2001 portò la fascia di capitano, che tenne fino all'ultima stagione[2].
La Serie B e il ritorno
Nell'estate del 2006, dopo lo scandalo Calciopoli, la Juventus fu retrocessa in Serie B[6]. Del Piero rimase: nel campionato cadetto 2006-07 fu capocannoniere con 20 gol e contribuì all'immediata risalita[7]. Nella prima stagione dopo il ritorno in A, il 2007-08, vinse anche la classifica dei marcatori della massima serie con 21 reti, ultimo juventino a riuscirci per molti anni[7].
Pochi mesi prima della retrocessione aveva vissuto la notte più celebre in azzurro: il 4 luglio 2006, al Westfalenstadion di Dortmund, nella semifinale mondiale contro la Germania, segnò al 120° minuto il 2-0 su assist di Alberto Gilardino, due minuti dopo il gol di Fabio Grosso[8]. L'Italia vinse poi il titolo battendo la Francia ai rigori[8]. Sedici anni dopo, come riportò Tuttosport, pubblicando il video di quel gol lo commentò con una sola parola: «Indimenticabile»[8].
I record
Con la Juventus Del Piero ha disputato 705 partite ufficiali, 153 in più del precedente primato di Gaetano Scirea, e ha superato di oltre cento reti il record di gol di Boniperti, fermo a 179[3]. Il totale delle reti bianconere è indicato in 289 dal sito del club e in 290 da Sky Tg24, che ne conta 188 in Serie A[3][7]. Nel suo palmarès figurano, secondo il conteggio della società, otto campionati di Serie A e uno di Serie B, una Coppa Italia, quattro Supercoppe italiane, una Champions League, una Supercoppa europea e una Coppa Intercontinentale[3]; gli scudetti riconosciuti nell'albo sono sei[2][9], perché la giustizia sportiva revocò il titolo 2004-05 e non assegnò quello 2005-06[6].
L'addio del 13 maggio 2012
Nell'autunno del 2011 il presidente Andrea Agnelli annunciò che il contratto in scadenza nel giugno successivo sarebbe stato l'ultimo; Del Piero, che per restare un'ultima stagione con Antonio Conte aveva firmato un contratto in bianco, per mesi non commentò, limitandosi più tardi a dirsi «stupito»[5][10].
Il 13 maggio 2012, allo Juventus Stadium, contro l'Atalanta, segnò al 28° minuto con un tiro da fuori area su passaggio di Emanuele Giaccherini, nella partita che coincise con la festa per lo scudetto[10]. Conte lo sostituì al 57°: seguì un lungo giro di campo, mentre i quarantamila spettatori cantavano «Un capitano, c'è solo un capitano» ed esponevano striscioni come «Parlerò di te ai miei figli»[10]. L'ultima presenza in bianconero fu la finale di Coppa Italia persa contro il Napoli il 20 maggio[10]. Il giorno dopo la festa scrisse ai tifosi[11]:
«Sono felice che abbiate sorriso, esultato, pianto, cantato, urlato per me e con me.»
Nella stessa lettera aggiungeva: «Per me nessun colore avrà tinte più forti del bianco e nero»[11]. Il 30 giugno, giorno della scadenza del contratto, il commiato definitivo dal suo sito: «Finisce qui, il mio contratto con la Juventus scade oggi»[12].
Dopo la Juventus
Lasciata Torino, giocò due stagioni in Australia con il Sydney FC e nell'agosto 2014 firmò con i Delhi Dynamos per la prima edizione della Indian Super League, di cui fu anche ambasciatore; in quell'occasione si descrisse come un viaggiatore sulle strade del calcio[13]. Chiusa la carriera, si è trasferito a Los Angeles, dove ha aperto un ristorante e un'academy della Juventus, possiede dall'estate 2018 il club dilettantistico LA 10 FC e dal 2015 lavora come commentatore per Sky Sport, ESPN e Paramount+[2]. Ha pubblicato tre libri: Giochiamo ancora (2012), Il codice Del Piero (2015) e Detto tra noi (2017)[2].
Il legame con la città è rimasto un rito della stampa sportiva: nel decimo anniversario dell'addio, sui social, ricordò «19 anni di storia bianconera» vissuti con i tifosi, scrivendo di faticare ancora a descrivere ciò che quel giro di campo gli aveva lasciato[9].
Pagine che rimandano qui
Articoli collegati: Giampiero Boniperti, Juventus Football Club, Juventus Stadium
Fonti
- Treccani
- Meeting di Rimini
- Juventus FC
- Goal Italia
- Famiglia Cristiana — 20 aprile 2012
- Sky Sport — 23 marzo 2015
- Sky Tg24
- Tuttosport — 4 luglio 2022
- Corriere dello Sport — 13 maggio 2022
- Il Fatto Quotidiano — 13 maggio 2020
- Sky Sport — 14 maggio 2012
- Il Post — 1 luglio 2012
- ABC News — 29 agosto 2014