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Juventus Football Club

Aggiornato il 25 settembre 2026

La home page di juventus.com, 25 settembre 2026
La home page di juventus.com il 25 settembre 2026

La Juventus Football Club è la società calcistica fondata a Torino il 1º novembre 1897 da un gruppo di studenti del liceo classico Massimo d'Azeglio.[1] La società si presenta come la squadra italiana più titolata e la prima ad aver conquistato tutte le coppe europee.[2] Dal 1923 la sua storia è intrecciata a quella della famiglia Agnelli e della FIAT.[1]

Una panchina in corso Re Umberto

Secondo il racconto del club, tutto comincia su una panchina di corso Re Umberto, dove un gruppo di amici appassionati del football, un gioco arrivato da poco dall'Inghilterra, decide di fondare una società sportiva. Il più grande di loro non superava i diciassette anni, e il nome lo dice:[1]

«Per questo il nome che scelgono, in latino, significa "gioventù". Quel nome è Juventus.»

Juventus, «La storia di una leggenda»

Il primo presidente fu Eugenio Canfari e il primo campo la Piazza d'Armi.[1] La prima sede era il retrobottega di un'officina di biciclette della famiglia Canfari in corso Re Umberto, e il nome iniziale, «Sport-Club Juventus», fu scelto per un richiamo latino che suonasse anche internazionale.[3]

Dalla maglia rosa al bianconero

Dopo una prima divisa bianca, nel 1898 i giocatori adottarono una camicia rosa con cravattino e pantaloni neri. Il primo successo arrivò il 18 marzo 1900, un 2-0 alla Ginnastica Torino.[3] Nel 1903 l'inglese Gordon Thomas Savage fece arrivare dall'Inghilterra le maglie a strisce del Notts County di Nottingham, e da allora il bianco e il nero sono i colori ufficiali della società.[3] Nel 1905 venne il primo titolo italiano, al termine di un girone finale a tre con Genoa e Milanese.[1]

Gli Agnelli e il Quinquennio d'oro

Il 24 luglio 1923 fu eletto presidente Edoardo Agnelli, figlio di Giovanni Agnelli, fondatore della FIAT; nello stesso anno debuttò in prima squadra il portiere Giampiero Combi. Il secondo scudetto arrivò nella stagione 1925-26, dopo lo spareggio con il Bologna.[1] Tra il 1930 e il 1935, con l'allenatore Carlo Carcano, la squadra vinse cinque campionati consecutivi, il cosiddetto Quinquennio d'oro, e nel 1934 fornì un apporto decisivo alla Nazionale campione del mondo a Roma.[1]

Nel 1947, dodici anni dopo la morte di Edoardo in un incidente aereo, la presidenza passò al figlio Giovanni, detto Gianni. Seguirono gli scudetti del 1950 e del 1952 e quello del 1958, con Omar Sivori e John Charles, che fece della Juventus la prima società italiana a raggiungere dieci titoli e a cucire la stella sulla maglia.[1]

L'era Boniperti

Giampiero Boniperti giocò in bianconero dal 1946 al 1961, con 444 presenze e 177 gol e cinque campionati vinti; lasciò il calcio giocato il 10 giugno 1961, entrò nella dirigenza nel 1969 e il 13 luglio 1971 divenne presidente.[4] Sotto la sua guida, fino al 5 febbraio 1990, la Juventus vinse nove campionati e, tra i trofei internazionali, la Coppa dei Campioni 1984-85.[4]

Quella coppa è legata alla notte più tragica della storia del club. Il 29 maggio 1985, allo stadio Heysel di Bruxelles, prima della finale con il Liverpool un gruppo di tifosi inglesi sfondò la rete che divideva i settori; nella fuga un muro cedette e morirono 39 persone, 32 delle quali italiane. La partita fu giocata ugualmente; la UEFA escluse i club inglesi dalle coppe europee per cinque anni e il Liverpool per sei.[5]

Da Roma alla Serie B

Il 22 maggio 1996, allo Stadio Olimpico di Roma, la squadra di Marcello Lippi, capitanata da Gianluca Vialli e con Alessandro Del Piero tra i titolari, pareggiò 1-1 con l'Ajax (gol di Fabrizio Ravanelli e di Jari Litmanen) e vinse la Champions League ai rigori; l'ultimo lo segnò Vladimir Jugović.[6] Il 20 dicembre 2001 le azioni della società furono ammesse alla Borsa italiana.[7]

Nel 2006 lo scandalo delle partite noto come Calciopoli portò la giustizia sportiva a condannare il club: il 25 luglio 2006 la Corte d'appello federale dispose la retrocessione in Serie B con 17 punti di penalizzazione, revocò lo scudetto 2004-05 e non assegnò quello 2005-06, che il giorno dopo la FIGC assegnò all'Inter; il titolo 2004-05 rimase non assegnato.[8] Il 10 maggio 2010 la Juventus chiese con un esposto di togliere all'Inter lo scudetto 2006, ma il 18 luglio 2011 il consiglio federale concluse che mancavano i presupposti giuridici per farlo.[8]

Lo stadio e i nove scudetti

L'8 settembre 2011 fu inaugurato lo Juventus Stadium, costruito sull'area dello Stadio delle Alpi di Italia '90: senza la pista d'atletica del vecchio impianto. Per l'amichevole inaugurale fu invitato proprio il Notts County, finita 1-1 con Luca Toni primo marcatore dell'impianto.[9] Quella sera il presidente Andrea Agnelli disse: «Dopo 114 anni il popolo bianconero ha finalmente conquistato la sua casa».[9]

Seguì il ciclo più lungo della storia del campionato: nove scudetti consecutivi dal 2012 al 2020, tre con Antonio Conte, cinque con Massimiliano Allegri e uno con Maurizio Sarri, un primato senza eguali nei principali campionati europei.[10] Nella stagione 2017-18 nacque la squadra femminile, la Juventus Women, e nel 2018-19 la seconda squadra maschile, oggi Next Gen, iscritta alla Serie C.[11]

Crisi e riassetto

Dal 2021 lo scudetto non è più tornato a Torino: nella stagione 2022-23 la squadra finì settima anche per una penalizzazione di dieci punti nel caso plusvalenze. I ricavi scesero dai 621 milioni del 2018-19 ai 394 del 2023-24, e il bilancio al 30 giugno 2024 chiuse con una perdita di 199,2 milioni, la peggiore di sempre.[12] Il 28 novembre 2022 si dimise l'intero consiglio di amministrazione guidato da Andrea Agnelli e Pavel Nedvěd; il 18 gennaio 2023 la presidenza passò a Gianluca Ferrero.[12]

L'assemblea degli azionisti del 7 novembre 2025 approvò un bilancio 2024-25 con la perdita ridotta a 58,1 milioni e un aumento di capitale, confermò Ferrero presidente e portò il consiglio da cinque a nove membri, con Damien Comolli amministratore delegato e un rappresentante di Tether, società di criptovalute titolare dell'11,5% delle azioni; l'azionista di controllo resta Exor, presieduta da John Elkann.[13]

La Continassa

La sede è in via Druento 175, nel complesso del J Village, tra l'Allianz Stadium e i campi del centro di allenamento JTC Continassa; ha sostituito i vecchi uffici di corso Galileo Ferraris.[14] L'edificio è una cascina del Settecento, la Continassa, a lungo abbandonata e restaurata tra il 2015 e il 2017 sotto la vigilanza della Soprintendenza, che ha voluto conservare fregi e volte; fu inaugurata il 17 luglio 2017.[15] Vi lavorano circa trecento dipendenti su 4.400 metri quadrati, le sale riunioni portano gli anni dei titoli vinti e l'antica cappella sconsacrata è diventata una sala per le riunioni.[14]

Il canale principale verso i tifosi è il sito juventus.com, in italiano e in inglese: biglietti per lo stadio, il museo e i tour, programmi di membership, video di Juventus TV, notizie sulla prima squadra, sulla squadra femminile e sulle giovanili, oltre alle pagine societarie e per gli investitori.[16]

Pagine che rimandano qui

Parte della curva volta le spalle al minuto di silenzio per Sandro Mazzola (20 settembre 2026)

Il 20 settembre 2026, prima della gara di Serie A tra Juventus e Atalanta all'Allianz Stadium di Torino, una parte della Curva Sud bianconera volta le spalle al campo durante il minuto di silenzio dedicato alla memoria di Sandro Mazzola, morto il giorno precedente, intonando cori con i nomi di Gaetano Scirea, Andrea Fortunato e Gianni Agnelli; il resto dello stadio osserva il raccoglimento con applausi. La società diffonde una nota di condanna dell'episodio, affermando che "non c'è rivalità che possa giustificare la mancanza di rispetto durante un minuto di silenzio". Il 22 settembre 2026 il Giudice Sportivo sanziona la Juventus con una multa di 10 mila euro per il comportamento di parte dei tifosi, senza disporre la chiusura della Curva Sud, tenendo conto del numero limitato di persone coinvolte rispetto al pubblico presente e della rapida presa di posizione del club.

Cronologia

  • — L'ex attaccante di Juventus, Roma e Inter Daniel Osvaldo viene ricoverato in terapia intensiva a Buenos Aires per un grave versamento pleurico al polmone destro, complicato da un'infezione. → TorinoOggi Quotidiano Piemontese

Articoli collegati: Alessandro Del Piero, Allianz Stadium, Andrea Agnelli, Giampiero Boniperti, Giovanni Agnelli (1866-1945), Juventus multata per il minuto di silenzio non rispettato per Sandro Mazzola

Fonti

  1. Juventus.com
  2. Juventus.com
  3. Eurosport
  4. Treccani, Enciclopedia dello Sport
  5. Euronews — 28 maggio 2015
  6. Tuttosport — 24 maggio 2015
  7. Juventus.com
  8. Sky Sport — 23 marzo 2015
  9. TUTTOmercatoWEB
  10. ANSA — 26 luglio 2020
  11. Juventus.com
  12. Key4biz
  13. ANSA — 7 novembre 2025
  14. Juventus.com
  15. il Giornale — 17 luglio 2017
  16. Juventus.com
  17. ANSA Piemonte — 20 settembre 2026
  18. TorinoToday — 22 settembre 2026

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