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Galileo Ferraris

Aggiornato il 26 settembre 2026

Galileo Ferraris , Italian physicist, electrical engineer
Galileo Ferraris , Italian physicist, electrical engineer — Photograph by Gibson from Chicago, circ, pubblico dominio

Galileo Ferraris (Livorno Vercellese, 30 ottobre 1847 – Torino, 7 febbraio 1897) è stato un ingegnere e fisico piemontese, professore di fisica tecnica al Regio Museo industriale di Torino e scopritore del campo magnetico rotante, il principio su cui funzionano i motori elettrici a corrente alternata[1]. Rifiutò di brevettare la scoperta e ne rese pubblici i risultati, rinunciando all'offerta di un grande gruppo industriale americano[1].

Da Livorno Vercellese a Torino

Nacque nel borgo di Livorno, nel Vercellese, figlio del farmacista Antonio e di Antonia Messia. A dieci anni lasciò il paese per Torino, dove fu accolto da uno zio medico[1]. Nel 1925 il comune natale prese il nome di Livorno Ferraris in suo onore[1]: per l'amministrazione locale è la data più importante della storia del paese[2].

A Torino studiò all'Università e alla Scuola di applicazione per ingegneri, laureandosi in ingegneria civile nel 1869, e proseguì poi gli studi di fisica e matematica[1]. Fu assistente di fisica di Giovanni Codazza, di cui poi assunse la cattedra[1]. Dal 1877 insegnò fisica tecnica al Regio Museo industriale, la scuola che nel 1906, fondendosi con la Scuola di applicazione per gli ingegneri, avrebbe dato vita al Politecnico di Torino[3]; tenne quella cattedra per tutto il resto della vita[4]. Nel 1879 divenne ordinario «senza concorso per meritata fama di singolare perizia»[1].

Dall'ottica all'elettrotecnica

I primi lavori riguardarono l'ottica geometrica e l'acustica: nel 1876 pubblicò un volume sugli strumenti diottrici costruito sulle teorie di Gauss[1]. Negli anni successivi si concentrò sulle correnti alternate, allora una tecnologia nuova e discussa: nelle memorie presentate all'Accademia delle Scienze di Torino, di cui era socio dal 1880, analizzò i fenomeni che avvengono nei trasformatori, formulò teoremi fondamentali sul comportamento delle correnti alternate e precisò i concetti di potenza e di rendimento nei circuiti a corrente alternata, anche in presenza di materiali ferromagnetici[1]. Rappresentò l'Italia all'Esposizione di elettricità di Parigi del 1881, alla conferenza parigina del 1882 e a Vienna nel 1883[4].

Giovanni Giorgi, che ne scrisse la voce per l'Enciclopedia Italiana, lo descrisse come «una mente chiarificatrice e un insegnante sommo», capace di rendere limpide teorie che altri lasciavano oscure[4]. Al Museo industriale fondò la prima scuola di elettrotecnica italiana dotata di un laboratorio[5]; tra i suoi allievi ci fu Camillo Olivetti, il futuro fondatore della Olivetti, che si laureò con lui in ingegneria elettrotecnica nel 1891[6].

Il campo magnetico rotante

L'idea arrivò nell'agosto 1885 e venne dall'ottica. Ferraris sapeva che due vibrazioni luminose piane, opportunamente sfasate, si compongono in una polarizzazione circolare; trasportò il ragionamento all'elettricità e sovrappose due campi magnetici perpendicolari, della stessa frequenza e sfasati, ottenendo un campo che ruota[1]. Fra agosto e settembre costruì il dispositivo, ne discusse pubblicamente il principio e mostrò il modello in aula[1]. Nella formula di Giorgi:

«Nell'anno 1885 egli fu condotto dal ragionamento a costruire un motore nel cui induttore arrivavano due correnti spostate di fase.»

Giovanni Giorgi, Enciclopedia Italiana

La memoria che ne dava conto, Rotazioni elettrodinamiche prodotte per mezzo di correnti alternate, uscì soltanto nel 1888, tre anni dopo gli esperimenti; Ferraris non chiese alcun brevetto[1]. I risultati apparvero anche sulla rivista L'Elettricità, mentre negli Stati Uniti Nikola Tesla stava brevettando il motore asincrono, e lo scienziato piemontese non ricavò dalla scoperta alcun guadagno[5]. All'Esposizione universale di Parigi del 1889 Tesla e l'americano R. Kennedy presentarono modelli di motori a campo rotante[1].

Già nel 1888 la Westinghouse gli aveva offerto una forte somma per la cessione del brevetto del motore; Ferraris rispose, secondo il suo biografo Francesco Lerda, «che non aveva mai tenuto segreti i risultati ottenuti e che voleva continuassero ad essere pubblici»[1].

Il riconoscimento

La consacrazione internazionale arrivò nel 1891 all'esposizione elettrotecnica di Francoforte, dove fu acclamato come lo scopritore del principio che rendeva possibili i motori a campo rotante[4]. Lo stesso anno fu nominato socio corrispondente dell'Accademia dei Lincei[1]. Nel 1893 andò al congresso di elettricità di Chicago accompagnato da Camillo Olivetti[6] e pubblicò il Metodo per la trattazione dei vettori rotanti o alternativi, con un'applicazione ai motori a corrente alternata[7]; il 3 giugno 1894 lesse all'Accademia dei Lincei un discorso sulla trasmissione elettrica dell'energia[4]. Thomas Edison lo definì «il più grande degli elettrotecnici viventi»[5].

Nel 1896 fu nominato senatore del Regno per meriti scientifici e, nel dicembre dello stesso anno, eletto presidente dell'Associazione elettrotecnica italiana appena fondata a Milano[5]. Non ebbe tempo di guidarla: morì a Torino di pleurite il 7 febbraio 1897, a quarantanove anni[1]. Postuma uscì nello stesso anno la Teoria geometrica dei campi vettoriali[7].

L'eredità torinese

Ferraris aveva proposto di dare all'Italia laboratori per i campioni delle misure elettriche. L'idea fu ripresa da Giancarlo Vallauri, che nel 1934 divenne il primo presidente dell'Istituto Elettrotecnico Nazionale Galileo Ferraris, con sede a Torino[8]. Nel 2006 le sue attività e quelle dell'Istituto di Metrologia Gustavo Colonnetti sono confluite nell'Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM), ente pubblico che ha sede in città[8]. Dagli orologi dell'istituto torinese dipende la sincronizzazione del segnale orario delle trasmissioni radiotelevisive nazionali[5]. Dal 1925 porta il suo nome anche il paese natale, oggi Livorno Ferraris, nel Piemonte orientale[1][2].

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Fonti

  1. Treccani – Dizionario Biografico degli Italiani
  2. Comune di Livorno Ferraris
  3. MuseoTorino
  4. Treccani – Enciclopedia Italiana
  5. Treccani – Enciclopedia dei ragazzi
  6. Associazione Archivio Storico Olivetti
  7. Treccani – Enciclopedia online
  8. INRiM – Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica

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