Accademia delle Scienze di Torino
L'Accademia delle Scienze di Torino è un'istituzione scientifica e culturale nata nel 1757 come società privata e diventata reale accademia nel 1783; ha sede nell'ex Collegio dei Nobili, in via Accademia delle Scienze 6, nello stesso palazzo del Museo Egizio. Il suo motto è «Veritas et utilitas».[1][3][2]
La società privata
Nel 1757 il conte Angelo Saluzzo di Monesiglio, il medico Gianfrancesco Cigna e il matematico Luigi Lagrange fondarono una «Società Privata Torinese», che si riuniva nella casa del conte; dal 1759 ne pubblicò i lavori la «Miscellanea philosophico mathematica Societatis privatae Taurinensis», antenata delle attuali Memorie.[1] Un primo tentativo di trasformarla in accademia sul modello francese fu bloccato nel 1760 dai ministri di Carlo Emanuele III; tra i corrispondenti dei primi anni figurano d'Alembert, Condorcet, Benjamin Franklin, Lazzaro Spallanzani, Linneo ed Eulero.[1]
L'accademia reale
Nel 1783 Vittorio Amedeo III concesse le lettere patenti di fondazione della Reale Accademia delle Scienze.[1] Il sovrano la volle come una sorta di consiglio scientifico per modernizzare lo Stato, con ricerche sul campo come quelle sulle miniere del Piemonte guidate da Nicolis di Robilant.[2] Il primo concorso, nel 1788, cercò impieghi per gli operai dei filatoi rimasti senza lavoro per la crisi dei gelsi; fino al 1865 l'accademia fece da consulente dello Stato sabaudo, esaminando tra l'altro i brevetti.[1]
Nel periodo francese, nel 1801, nacque una classe di letteratura e belle arti, dal 1815 Classe di Scienze morali, storiche e filologiche; nel 1804 Napoleone fu nominato presidente onorario.[1] Nel 1823 il Ministero dell'Interno affidò all'accademia il riordino del nuovo Museo Egizio, e nel 1879 il primo Premio Bressa andò a Charles Darwin.[1]
Il Novecento
Nel 1934 i soci dovettero giurare fedeltà al fascismo: chi rifiutò, come Gaetano De Sanctis e Lionello Venturi, fu allontanato, e altri furono espulsi con le leggi razziali del 1938; lo statuto del 1948 abolì le norme fasciste.[1] Dal 1985 l'accademia organizza il ciclo divulgativo «I Mercoledì dell'Accademia», dal 2000 è una persona giuridica di diritto privato e dal 2014 fa parte della federazione europea ALLEA.[1] Dal 1° novembre 2024 la presiede Marco Mezzalama; tra i soci figurano più di dieci premi Nobel viventi.[4]
La sede
Il Collegio dei Nobili fu ideato nel 1678 dal gesuita Carlo Maurizio Vota e realizzato solo in parte da Michelangelo Garove tra il 1679 e il 1690; la prima pietra fu posta nel giugno 1679 da Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours.[3] L'accademia vi si trasferì nel 1787, e Giovanni Galliari ne progettò la sala delle adunanze; l'ex teatro del collegio divenne la Sala dei Mappamondi, decorata con i simboli delle scienze moderne.[3][2] Nel bombardamento del 13 luglio 1943 tre dei quattro locali dell'accademia furono in parte distrutti; il portale monumentale di Giuseppe Talucchi del 1824 è oggi l'ingresso del Museo Egizio, e il palazzo è stato restaurato tra il 2012 e il 2015.[3]
Pagine che rimandano qui
- Amedeo Avogadro
- Galileo Ferraris
- Giuseppe Luigi Lagrange
- Museo di Anatomia umana Luigi Rolando
- Norberto Bobbio
Fonti
- Accademia delle Scienze di Torino
- MuseoTorino
- MuseoTorino
- Torino Oggi — 15 novembre 2024