Museo di Anatomia umana Luigi Rolando
Il Museo di Anatomia umana «Luigi Rolando» è il museo anatomico dell'Università di Torino, nel Palazzo degli Istituti Anatomici in corso Massimo d'Azeglio 52; voluto nel 1739 sotto Carlo Emanuele III, conserva gli arredi e l'allestimento ottocenteschi, rimasti inalterati nel Novecento.[1][2]
La storia
La scuola anatomica torinese comincia nel 1563 con la chiamata del savonese Angelo Visca; nel 1739 Giovanni Battista Bianchi creò il museo dell'Università nel palazzo di via Po, e della raccolta settecentesca restano una statua in gesso di donna gravida e alcune cere.[2][1] Nel 1830 Luigi Rolando espose le collezioni al pubblico nel Palazzo dei Regi Musei, oggi sede del Museo Egizio e dell'Accademia delle Scienze; nel 1837 il museo passò all'ospedale San Giovanni Battista e nel 1898 nella sede attuale.[2][1]
Luigi Rolando (1773-1831), laureato a Torino nel 1793, aveva frequentato la scuola di ceroplastica di Firenze; a lui si devono i nomi della «scissura di Rolando» e della «sostanza gelatinosa di Rolando».[3] Carlo Giacomini (1840-1898), direttore dell'Istituto Anatomico dal 1876, portò il museo nel nuovo palazzo; il suo scheletro è conservato nel museo per sua volontà testamentaria.[4]
Le collezioni
La collezione di cere conta oltre duecento opere: dal 1815 lavorò il «Gabinetto di lavori in cera» voluto da Rolando, con i modellatori Luigi e Giuseppe Cantù, e verso il 1830 si acquistarono cere di Firenze e di Napoli.[5] Nei depositi ci sono oltre duecento strumenti medico-chirurgici militari dalla fine del Settecento alla fine dell'Ottocento e una collezione di calchi paleoantropologici, iniziata nel 1980, indicata come la più ricca d'Italia.[6]
Il palazzo e il restauro
I due «minareti» del Palazzo degli Istituti Anatomici sono camini di aspirazione delle sale settorie; con la convenzione del 2001 tra Università e Regione è nato il progetto Museo dell'Uomo, che riunisce i musei di Anatomia, di Antropologia ed Etnografia e «Cesare Lombroso», mentre per intervento della Città nel palazzo è entrato il Museo della Frutta.[7] Il restauro, tra il 2003 e il 2006, ha impegnato 35 restauratori e tecnici su stucchi, colonne di granito, pavimenti alla veneziana e undici ritratti a olio di scienziati; il museo ha riaperto nel 2007.[8][1][9] Il museo di Anatomia ha ingresso da corso Massimo d'Azeglio 52, quelli di Lombroso e della Frutta da via Pietro Giuria 15.[10]
Articoli collegati: Museo della Frutta Francesco Garnier Valletti
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Fonti
- MuseoTorino
- Museo di Anatomia umana, Università di Torino — 8 novembre 2023
- Museo di Anatomia umana, Università di Torino — 15 giugno 2026
- Museo di Anatomia umana, Università di Torino — 19 luglio 2022
- Museo di Anatomia umana, Università di Torino — 12 luglio 2022
- Museo di Anatomia umana, Università di Torino — 12 luglio 2022
- Museo di Anatomia umana, Università di Torino — 18 febbraio 2020
- Museo di Anatomia umana, Università di Torino — 26 febbraio 2020
- ANSA — 18 febbraio 2017
- Museo di Anatomia umana, Università di Torino — 27 luglio 2026