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Andrea Agnelli

Aggiornato il 26 settembre 2026

Andrea Agnelli (Torino, 6 dicembre 1975) è un dirigente sportivo e imprenditore, presidente della Juventus dal 2010 al 28 novembre 2022. Nei suoi dodici anni alla guida del club bianconero la squadra vinse diciannove trofei; la presidenza si chiuse con le dimissioni dell'intero consiglio di amministrazione durante l'inchiesta della procura di Torino sui bilanci.[1]

La famiglia e l'arrivo alla Juventus

Agnelli appartiene alla famiglia che controlla la Juventus attraverso la holding Exor ed è cugino di John Elkann.[2] Il legame fra la famiglia e il club torinese è descritto dalla stampa come quello di una società «gestita dalla stessa famiglia da un secolo, un caso unico in Europa».[3] Nel 2012 la stampa riferiva che per l'anno precedente aveva ricevuto dal gruppo poco più di 551 mila euro, mentre la Juventus chiudeva il bilancio con una perdita di 48,7 milioni.[2]

Diventato presidente nella primavera del 2010, già il 10 maggio di quell'anno presentò alla Federcalcio un esposto per chiedere di rivedere l'assegnazione all'Inter dello scudetto 2005-06, tolto alla Juventus dopo Calciopoli.[4] Fu l'inizio di un lungo conflitto con gli organi del calcio italiano: nell'agosto 2011, in una conferenza stampa a Roma, disse che quello scudetto «lo hanno chiamato lo scudetto degli onesti, ma a questo punto è lo scudetto dei prescritti».[4] La società chiese al TAR del Lazio un risarcimento di 443 milioni di euro e fece cucire sulle maglie la scritta «30 sul campo», contestando il conteggio ufficiale dei titoli; nell'agosto 2012, dopo la conferma della squalifica dell'allenatore Antonio Conte, scrisse sul sito del club che «il sistema deve essere riformato dalle sue fondamenta».[4]

Lo stadio e i nove scudetti

L'8 settembre 2011 inaugurò lo Juventus Stadium, costruito sull'area del vecchio Stadio delle Alpi, più raccolto e senza pista d'atletica. Per la serata fu invitato il Notts County, il club inglese da cui la Juventus aveva preso i colori bianconeri.[5]

«Dopo 114 anni il popolo bianconero ha finalmente conquistato la sua casa»

Andrea Agnelli, inaugurazione dello Juventus Stadium, 8 settembre 2011

Con lo stadio cominciò il ciclo più lungo della storia della Serie A: nove scudetti di fila dal 2012 al 2020, tre con Conte, cinque con Massimiliano Allegri e uno con Maurizio Sarri, un primato senza precedenti nei principali campionati europei.[6] Nel 2017 la sede si spostò da corso Galileo Ferraris alla Continassa, una cascina settecentesca restaurata accanto allo stadio, dove sorgono anche i campi di allenamento.[7] Allegri, che Agnelli aveva voluto a Torino nel 2014 e di nuovo nel 2021, rimase per otto stagioni complessive; al suo esonero, il 17 maggio 2024, l'ex presidente gli scrisse un saluto pubblico.[8]

Il caso dei biglietti e la tifoseria

Nel 2017 la procura federale lo deferì per la vendita di biglietti a gruppi ultras dello stadio. Il 25 settembre 2017 il Tribunale federale nazionale ritenne che la Juventus avesse venduto per circa cinque stagioni biglietti oltre il limite di quattro a persona e che Agnelli lo sapesse, e lo inibì per dodici mesi; respinse invece del tutto l'accusa di rapporti consapevoli con la 'ndrangheta, definendo sporadici i contatti con un tifoso poi indagato, che il presidente interruppe appena ne conobbe la posizione.[9] Il 18 dicembre 2017 la Corte federale d'appello accolse il ricorso: l'inibizione fu ridotta fino al giorno della sentenza e sostituita da una multa personale di 100 mila euro.[10]

La Superlega

Presidente dell'Associazione dei club europei (ECA), Agnelli fu tra i principali promotori della Superlega, annunciata la sera del 18 aprile 2021 da dodici grandi club europei: presidente sarebbe stato Florentino Pérez, del Real Madrid, e Agnelli uno dei vicepresidenti. Lo stesso giorno lasciò la presidenza dell'ECA, formalmente contraria al progetto.[11] Il 21 aprile, in un'intervista a Repubblica, sostenne che «Fra i nostri club c'è un patto di sangue, andiamo avanti», ma la sera prima i sei club inglesi si erano già ritirati e nello stesso giorno ammise che il progetto non poteva proseguire in quella forma.[12] Evelina Christillin, allora rappresentante della UEFA nel consiglio della FIFA, ha raccontato di non essere stata informata della «fuga in avanti» e di aver vissuto quella notte nella sala di crisi della UEFA a Montreux.[13]

L'inchiesta sui bilanci e le dimissioni

Dal novembre 2021 Agnelli fu indagato dalla procura di Torino nell'inchiesta Prisma sulle plusvalenze del club e il 28 novembre 2022 si dimise con l'intero consiglio di amministrazione.[15] Sul piano sportivo scontò ventiquattro mesi di inibizione per le plusvalenze e dieci per la cosiddetta manovra stipendi[16][18]; sul piano penale, trasferito il procedimento a Roma, il 22 settembre 2025 patteggiò un anno e otto mesi con pena sospesa.[20] Contro le inibizioni ha fatto ricorso fino alla Corte di giustizia dell'Unione europea, che si è pronunciata nel luglio 2026.[22]

Dopo la Juventus

Nell'aprile 2026 ha fondato ad Amsterdam, con l'ex capitano bianconero Giorgio Chiellini e con Rocco Benetton, Gamma Waves, società d'investimento a capitale permanente dedicata alla proprietà intellettuale sportiva e alle tecnologie per lo sport.[24] A oltre un anno dalle dimissioni, per il suo compleanno la Juventus gli ha dedicato un messaggio che ricordava i «19 trofei conquistati insieme».[1]

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Articoli collegati: Inchiesta Prisma sui conti della Juventus, Juventus Football Club, Juventus Stadium, Stadio delle Alpi, Stadio Olimpico Grande Torino

Fonti

  1. Il Fatto Quotidiano — 6 dicembre 2023
  2. Il Fatto Quotidiano — 18 settembre 2012
  3. Il Post — 10 luglio 2022
  4. Il Fatto Quotidiano — 23 agosto 2012
  5. TUTTOmercatoWEB
  6. ANSA — 26 luglio 2020
  7. Juventus
  8. Sky Sport — 17 maggio 2024
  9. Il Post — 26 settembre 2017
  10. Il Post — 18 dicembre 2017
  11. Il Post — 19 aprile 2021
  12. Il Post — 21 aprile 2021
  13. Il Fatto Quotidiano — 19 settembre 2025
  14. Il Post — 29 novembre 2021
  15. Il Post — 29 novembre 2022
  16. Sky Sport
  17. FIGC — 28 agosto 2023
  18. Fanpage.it — 19 gennaio 2024
  19. Il Fatto Quotidiano — 17 luglio 2024
  20. Il Post — 23 settembre 2025
  21. Il Fatto Quotidiano — 22 settembre 2025
  22. Sky Sport — 16 luglio 2026
  23. Calcio e Finanza — 25 luglio 2026
  24. Sky Sport — 24 aprile 2026

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