Chivasso

Chivasso è un comune della Città metropolitana di Torino, a 183 metri di quota nella pianura del Canavese, sul Po[1]. Antica piazzaforte dei marchesi di Monferrato e poi dei Savoia, è oggi il centro di riferimento del Chivassese, una delle zone omogenee della Città metropolitana, che raggruppa 24 comuni[2]. Nella sua storia si incrociano una tipografia del Quattrocento, la presa d'acqua del Canale Cavour, uno stabilimento Lancia e un dolce di nocciole che arrivò sulla tavola dei re.
Dalla strada romana ai marchesi di Monferrato
Il territorio era abitato da popolazioni celtiche prima dell'arrivo dei Romani, che vi stabilirono un insediamento lungo la strada che collegava Augusta Taurinorum con Eporedia (Ivrea), Aosta e Milano[3]. Le prime attestazioni sicure risalgono all'età carolingia, quando Chivasso faceva parte della marca d'Ivrea; nel 1164 Federico Barbarossa la infeudò ai marchesi del Monferrato[1]. Gli Aleramici vi costruirono un castello con torri e mura, e nel 1307 Teodoro I Paleologo vi aprì una zecca che batteva monete d'oro e d'argento[3]. Del castello resta soltanto una torre ottagonale, databile al XII secolo[4].
Il passaggio ai Savoia viene datato in modo diverso: l'Enciclopedia Italiana fa terminare il dominio monferrino nel 1431[4], mentre la voce più recente di Treccani colloca nel 1453 l'annessione allo Stato sabaudo[1]. Nel Cinquecento la città subì pestilenze, saccheggi di mercenari svizzeri e lanzichenecchi e, nel 1536, l'occupazione francese, che rase al suolo i borghi fuori dalle mura; tornò ai Savoia con la pace di Cateau-Cambrésis del 1559[3].
Duomo, pittori e la «Summa Angelica»
Il simbolo del centro storico è il duomo di Santa Maria Assunta, iniziato nel 1415: la facciata e il portale del 1425, in stile gotico, sono coperti di decorazioni in terracotta, e all'interno si conserva un Cristo deposto di Defendente Ferrari[4]. Proprio Defendente era chivassese: un documento lo identifica come figlio di Francesco, residente nel quartiere di Santa Maria, e la sua formazione è collegata alla bottega di Martino Spanzotti, la cui moglie era di Chivasso e che vi lavorava nel 1502[5]. Opere di Defendente sono oggi alla Galleria Sabauda e al Museo Civico d'Arte Antica di Torino[5].
Chivasso ebbe anche una delle prime tipografie del Piemonte. Giacomo Suigo da San Germano vi stampò nel 1486 la Summa Angelica[4], il manuale per confessori scritto dal francescano Angelo Carletti, nato a Chivasso intorno al 1414. Carletti studiò a Bologna teologia e diritto, entrò tra gli Osservanti nel 1441, fu vicario generale dell'Ordine, nunzio papale per la predicazione della crociata contro i Turchi nel 1480 e, negli anni 1491-1493, incaricato di combattere l'eresia valdese in Savoia e in Piemonte. Morì a Cuneo l'11 aprile 1495 e fu proclamato beato nel 1753[6].
Città sabauda e fortezza
Nel 1690 Vittorio Amedeo II elevò Chivasso al rango di città[1]. Le sue mura sostennero diversi assedi durante le guerre tra Francia e Spagna[4]; nel 1705 la piazzaforte resistette all'assedio delle truppe francesi, dando tempo alla capitale di prepararsi alla difesa in vista dell'assedio di Torino del 1706[3]. Durante la dominazione napoleonica la città fu inserita nel Dipartimento della Dora e le fortificazioni furono smantellate; con la Restaurazione tornò ai Savoia[3].
Il Canale Cavour e la ferrovia
Nell'Ottocento l'arrivo della ferrovia fece di Chivasso un nodo delle comunicazioni, e vi nacque un mercato del bestiame[3]. Soprattutto, a Chivasso si trova l'edificio di presa dal Po del Canale Cavour, costruito nel 1863-66 su disegno dell'ingegnere Carlo Noè, che la città ricorda con un monumento[4]. La prima pietra fu posata qui il 1° giugno 1863 e il canale fu inaugurato il 12 aprile 1866 alla presenza di Vittorio Emanuele II: circa 83 chilometri fino al Ticino a Galliate, con 101 ponti, 210 sifoni e 62 ponti canale. Il progetto generale era stato presentato dall'ingegnere Pietro Paleocapa: l'opera, intitolata a Cavour, doveva portare le acque del Po alle campagne delle province di Vercelli, Novara, Milano e Pavia[7].
La popolazione crebbe lentamente: 8.593 abitanti nel 1861, 10.084 nel 1911, 10.861 nel 1921[4]. Nel 2008 gli abitanti erano 24.572[1].
Il treno di Primo Levi
La stazione di Chivasso entra anche nella memoria della deportazione. Dopo l'arresto, Primo Levi fu portato in treno da Aosta al campo di Fossoli, prima della deportazione ad Auschwitz. In un'intervista a Giovanni Tesio del 1980 raccontò un episodio che nei suoi libri non aveva mai narrato, il passaggio da Chivasso[8]:
«Quando il treno arrivò a Chivasso, era un tramonto di febbraio. Il cielo era torbido ma dalla stazione riuscii a vedere la Mole. Fu quello il momento dello strappo, un addio che mi straziò.»
La Mole Antonelliana vista da quella stazione fu dunque l'ultima immagine della città prima della prigionia. Chivasso torna anche in un altro testo di Levi, «Il Gabbiano di Chivasso», raccolto nelle Pagine sparse 1947-1987: un dialogo con un gabbiano sul degrado ambientale del Po e di Torino[8].
La Lancia e l'economia del Novecento
Nel secondo dopoguerra l'industria meccanica cambiò la città. Nel 1963 la Lancia vi aprì il suo secondo stabilimento torinese[9]. La fabbrica portò prosperità; la sua chiusura, nel 1993, aprì una lunga crisi economica per la città[3]. Treccani ricorda anche le industrie metallurgiche, alimentari e dell'abbigliamento e una centrale termoelettrica di rilievo[1]. Oggi il Chivassese unisce agricoltura, meccanica, agroalimentare, commercio e logistica[2], e l'economia cittadina è prevalentemente terziaria[3].
I nocciolini
Il prodotto più noto della città sono i nocciolini, piccoli dolci di nocciole tostate, zucchero e albume. Secondo la tradizione li creò nel 1850 il pasticciere Giovanni Podio; il genero Ernesto Nazzaro ne registrò il marchio presso il Ministero del Commercio del Regno d'Italia. I nocciolini furono presentati all'Esposizione universale di Parigi del 1900 e all'Esposizione di Torino del 1911, la pasticceria divenne fornitrice della Real Casa grazie all'apprezzamento di Vittorio Emanuele III, e oggi figurano tra i Prodotti agroalimentari tradizionali. A settembre la città li celebra con una festa[10].
Cronologia
- — Un incendio, con pista dolosa al vaglio degli investigatori, danneggia gravemente il capannone del negozio di bricolage La Prealpina a Chivasso. → CronacaQui Torino La Stampa
- — Il Consiglio regionale del Piemonte discute il sovraffollamento della linea bus extraurbana Gtt 3429 tra San Benigno Canavese e Chivasso, dopo l'interrogazione del consigliere Pd Alberto Avetta e la replica della capogruppo dem Gianna Pentenero alla risposta dell'assessore ai Trasporti Marco Gabusi. → La Stampa TorinoOggi
- — A Chivasso una banda di almeno tre persone disattiva le telecamere e sfonda con una mazza la vetrina della gioielleria «De Simone» in via Torino, fuggendo con il bottino prima dell'arrivo dei carabinieri. → CronacaQui Torino Il Torinese
- — Nel centro storico di Chivasso torna, per il 10 e l'11 ottobre, la 22ª edizione della Festa d'Autunno, con mercatini di prodotti tipici, artigianato e benessere naturale tra via Torino, piazza della Repubblica e piazza Carletti. → TorinoOggi
Articoli collegati: Città metropolitana di Torino, Piero Fassino, Primo Levi, Settimo Torinese, Stazione di Porta Nuova
Pagine che rimandano qui
- ASL 7 di Chivasso (sito)
- Asl 9 Ivrea
- ASL TO4
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- Casale Monferrato
- Città metropolitana di Torino
- Cristina di Francia
- Festa d'Autunno di Chivasso 2026
- Furto al distaccamento dei vigili del fuoco volontari di Volpiano (ottobre 2026)
- Furto nella gioielleria De Simone di Chivasso (ottobre 2026)
- Giornale La Voce
- Grissino torinese
- Il sovraffollamento della linea bus Gtt 3429 tra San Benigno Canavese e Chivasso (ottobre 2026)
- Incendio al capannone del negozio La Prealpina di Chivasso (settembre 2026)
- Indagini sull'omicidio di Fabio Colapietro: analisi forensi (settembre 2026)
- La Sentinella del Canavese
- Monica Canalis
- Omicidio di via Gulli a Torino
- Piero Fassino
- Pinerolo-Torino (linea ferroviaria)
- Prima Chivasso
- Primi host del dominio to.it
- Primo Levi
- Regione Piemonte
- Servizio ferroviario metropolitano di Torino
- Settimo Torinese
- Stazione di Porta Nuova
- Tangenziale di Torino
- Tribunale di Torino
- Unione Artigiana di Torino e Provincia
- Volpiano
Fonti
- Treccani
- Mole24 — 28 gennaio 2015
- Mole24 — 2 gennaio 2024
- Treccani, Enciclopedia Italiana
- Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
- Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
- Mole24 — 14 aprile 2016
- MuseoTorino
- Mole24 — 5 giugno 2015
- Mole24 — 24 ottobre 2018