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Novara

Aggiornato il 26 settembre 2026

Immagine dalla pubblicazione di Il Post
Dalla pubblicazione di Il Post, 2019-02-07

Novara è un comune del Piemonte orientale, capoluogo dell'omonima provincia, costruito su un rilievo che domina la Pianura Padana a 162 metri di quota, accanto al torrente Agogna; nel 2020 contava 103.287 abitanti[1]. Città di confine tra Piemonte e Lombardia, legata per secoli alle sorti di Milano, divenne sabauda soltanto nel 1738. Per Torino il suo nome evoca soprattutto la sconfitta del 23 marzo 1849, che chiuse la prima guerra d'indipendenza e costò la corona a Carlo Alberto; ma Novara è anche la città della cupola di San Gaudenzio, l'opera a cui Alessandro Antonelli lavorò fino alla morte, e la capitale del gorgonzola.

Da Novaria alla Lega lombarda

L'antica Novaria, città della Transpadana augustea, aveva origini preromane, forse più galliche che liguri; divenne municipio ascritto alla tribù Claudia e sorgeva sulla grande strada che nel tardo Impero univa Milano a Vercelli, protetta da una solida cinta di mura[2]. Nel IV secolo diventò sede vescovile[1]. Dopo l'assedio e la distruzione subiti a opera di Massimo, fu ricostruita sotto Teodosio il Grande su preghiera del vescovo Gaudenzio[2].

Nel X secolo Novara era capoluogo di una contea e all'inizio dell'XI si costituì in libero comune[1]. Nel 1110 l'imperatore Enrico V le inflisse gravissimi danni; nel 1167 la città aderì alla Lega lombarda contro Federico Barbarossa[2]. Dopo lunghe contese con la vicina Vercelli, nel Trecento si sottomise ai Visconti[1].

Milanese, spagnola, sabauda

Da allora Novara seguì le sorti di Milano: prima i Torriani, poi i Visconti, con la breve parentesi di un'occupazione del marchese Giovanni II di Monferrato nel 1356[2]. Durante le guerre d'Italia la città fu due volte campo di battaglia. Nel 1500 Ludovico il Moro la riprese ai Francesi ma la riperse, tradito dai mercenari svizzeri; pochi anni dopo furono gli stessi Svizzeri a cacciare i Francesi e a proclamare duca di Milano Massimiliano, figlio del Moro[2]. Nel 1538 Novara fu eretta in marchesato e concessa a Pier Luigi Farnese, per poi tornare sotto la Spagna[2]; nel 1714 passò all'Austria[1].

La svolta arrivò con il trattato di Vienna del 1738: Novara, insieme a Tortona, fu acquisita da Carlo Emanuele III, re di Sardegna, ed entrò così nello Stato di casa Savoia governato da Torino[2]. In età napoleonica fu capoluogo del dipartimento dell'Agogna e nel 1814 tornò al Regno di Sardegna[2].

La battaglia del 23 marzo 1849

Il 23 marzo 1849, riaperta la guerra contro l'Austria, l'esercito piemontese si schierò a sud della città. Il comando era nominalmente del re Carlo Alberto, ma quello effettivo spettava al generale polacco Chrzanowski; di fronte c'erano gli Austriaci del maresciallo Radetzky[2]. I Piemontesi disposero tre divisioni in prima linea e due di riserva lungo un ciglione solcato da fossi che rendevano difficili gli spostamenti; il cuore dello scontro fu la località della Bicocca, occupata dagli Austriaci, invano caricati dalla cavalleria, e a lungo contesa[2]. Dopo qualche successo iniziale, i Piemontesi furono battuti[3].

Il re mandò il generale Fecia di Cossato a chiedere un armistizio, ma le condizioni austriache furono durissime e i generali dichiararono impossibile continuare a combattere: quella stessa sera, a Novara, Carlo Alberto abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II[3][4]. Nella notte tra il 23 e il 24 marzo partì in incognito, con un passaporto intestato al conte di Barge, in direzione di Vercelli e poi della Francia, della Spagna e del Portogallo[3]. A Cadorna, che gli aveva preparato il passaporto, disse[4]:

«I miei voti saranno sempre per la salute e la felicità del nostro paese. Io ho fede che verranno per l'Italia giorni migliori.»

Carlo Alberto, Novara, 23 marzo 1849

Arrivò a Oporto il 19 aprile secondo il Dizionario Biografico degli Italiani[3], il 20 secondo l'Enciclopedia Italiana[4], e vi morì il 28 luglio 1849[3]. La sconfitta, osserva la stessa Enciclopedia Italiana, «ebbe grande importanza nella storia del Risorgimento italiano»[2]: spinse il Piemonte alle riforme militari e politiche che dieci anni più tardi resero possibile la nuova guerra contro l'Austria[2].

Antonelli e la cupola di San Gaudenzio

Alessandro Antonelli, il futuro architetto della Mole Antonelliana, era nato il 14 luglio 1798 a Ghemme, nel Novarese, e a Novara lavorò per tutta la vita[5]. Nel 1833 progettò l'altare maggiore del duomo, con la decorazione scultorea affidata alla collaborazione di Thorvaldsen; tra il 1840 e il 1845 costruì case in corso Cavour e in corso Alberto e il palazzo Avogadro presso San Marco; nel 1850 intervenne sull'Ospedale Maggiore e dal 1854 ricostruì il duomo, rimasto incompiuto[5]. Il duomo attuale, rifatto negli anni 1865-1869, sta accanto al battistero ottagonale, probabilmente ricostruito tra X e XI secolo, con gli affreschi dell'Apocalisse[1][2].

L'opera maggiore è la cupola della basilica di San Gaudenzio, che custodisce dipinti di Gaudenzio Ferrari e del Morazzone[1]. Secondo il Dizionario Biografico i lavori cominciarono nel 1841 e proseguirono fino alla morte dell'architetto[5]; l'Enciclopedia Italiana data l'«altissima cupola, ornata di gallerie» tra il 1844 e il 1888[2]. Secondo il Dizionario Biografico, nella cupola si esprime in modo drammatico l'impossibilità di fondere struttura e forma in un'immagine unitaria: un divario che nella Mole torinese si attenua, senza però scomparire del tutto[5]. Più severo il giudizio sul Broletto, antico palazzo del comune, che secondo la stessa enciclopedia fu restaurato al punto da diventare «un monumento notevole di falso gotico moderno»[2].

Riso, gorgonzola e industria

Nel primo Novecento Novara era un centro industriale di prima grandezza, con grandi stabilimenti tessili e chimici e le riserie alimentate dall'intensa coltura del riso della pianura[2]. La popolazione passò da circa 23.500 abitanti nel 1871 a 55.021 nel 1931, e sul mercato cittadino dei cereali e dei formaggi transitavano allora i quattro quinti della produzione italiana di gorgonzola[2].

Il legame con il formaggio erborinato si è consolidato: il gorgonzola, nato secondo la tradizione nell'omonimo paese alle porte di Milano, oggi si produce in massima parte nel Novarese, e dal 1970 Novara è sede del Consorzio per la tutela del Gorgonzola[6]. Nel 2019 il ministero della Salute ordinò il ritiro di alcuni lotti di gorgonzola dolce venduti con marchi diversi ma prodotti tutti in uno stabilimento di Cameri, in provincia di Novara[7]. La provincia, che nel 2020 contava 364.980 abitanti, vive ancora di tessile, editoria, meccanica specializzata e chimica dei materiali[1].

La città di oggi

Nel 1998 è stata istituita l'Università del Piemonte Orientale, che ha sedi ad Alessandria, Novara e Vercelli[1] e porta il nome del fisico torinese Amedeo Avogadro[8]. Nel giugno 2011, quando il Novara Calcio tornò in serie A dopo 55 anni e diecimila persone festeggiarono in piazza fino alle tre di notte, l'amministratore delegato della Banca Popolare di Novara, Nico De Angelis, lo disse così alla Stampa: «E' tornato l'orgoglio della novaresità, senza ci riduciamo a dormitorio di Milano e Torino»[9]. Nelle stesse settimane il centrosinistra, con Andrea Ballarè, conquistò il Comune dopo un decennio di amministrazioni leghiste[9].

Cronologia

  • — Silicon Box avvia in primavera il cantiere del nuovo stabilimento di semiconduttori a Novara, un investimento da 3,2 miliardi di euro con 1.600 posti di lavoro previsti. → ANSA Piemonte Quotidiano Piemontese
  • — La polizia di Stato di Novara arresta per tentato omicidio un 25enne, individuato come responsabile dell'accoltellamento alla gola di un uomo sotto i portici di piazza Garibaldi, nella sera del 10 settembre, seguito dalla fuga in monopattino. ANSA Piemonte Quotidiano Piemontese
  • — A Novara viene trovato senza vita, nei pressi della linea ferroviaria Novara-Vercelli, il corpo di una persona non identificata, con conseguente interruzione della circolazione sulla Milano-Torino e disagi per i pendolari. → Quotidiano Piemontese CronacaQui Torino
  • — I carabinieri forestali confiscano due esemplari di serval, felini selvatici la cui detenzione privata è vietata dalla legge, in un'abitazione di Adro, nel Bresciano, e li trasferiscono in una struttura zoologica autorizzata nel Novarese. → ANSA Piemonte Quotidiano Piemontese
  • — A Novara un uomo di 43 anni è arrestato a bordo di un treno diretto a Napoli dopo aver derubato e aggredito una coppia di anziani con la truffa del finto carabiniere, portando con sé oro, contanti e una pistola. → Quotidiano Piemontese CronacaQui Torino

Articoli collegati: Alessandro Antonelli, Carlo Alberto, Gorgonzola (formaggio), Mole Antonelliana, Regno di Sardegna, Vercelli

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Fonti

  1. Treccani
  2. Treccani - Enciclopedia Italiana
  3. Treccani - Dizionario Biografico degli Italiani
  4. Treccani - Enciclopedia Italiana
  5. Treccani - Dizionario Biografico degli Italiani
  6. Consorzio per la tutela del formaggio Gorgonzola
  7. Il Post — 7 febbraio 2019
  8. Università del Piemonte Orientale
  9. Il Post (da La Stampa, Giuseppe Salvaggiulo) — 14 giugno 2011

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