Verbania

Verbania è una città del Piemonte affacciata sulla sponda occidentale del Lago Maggiore, capoluogo della provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Conta circa 30.300 abitanti (30.293 nel 2020) su 37,6 km², e la sede comunale è a 197 metri sul livello del mare[1]. È una città giovane costruita su due borghi antichi: nacque nel 1939 dalla fusione di Intra e Pallanza, due centri separati dal promontorio della Castagnola e da secoli di rivalità, uno industriale e l'altro turistico e amministrativo[1][2].
Due borghi medievali
Al 999 risale la prima citazione di un castrum sull'Isolino davanti a Pallanza[2]. Nell'alto Medioevo la valle di Intra dipendeva da monasteri regi di Pavia e di Arona; la pieve di San Vittore compare nei documenti dal 916, e il dominio passò poi ai conti di Castello, riconosciuto dall'Impero nel 1152[3]. Nel Duecento il comune di Novara acquistò i diritti sulla zona e nel 1270 fondò e fortificò il borgo di Sant'Ambrogio, popolandolo con gente della valle per fare da contrappeso a Pallanza[3][2]. Nel Trecento il territorio entrò nell'orbita dei Visconti; dal 1466 Intra e Trobaso furono feudo dei Borromeo, mentre Pallanza conservò lo statuto di borgo regio[2].
Intra guardava soprattutto a Milano: nel Settecento i suoi mercanti controllavano quasi del tutto la vendita del vino sulla piazza milanese e buona parte del commercio del legname, e già nel Medioevo il borgo lavorava il vetro[3].
La «Manchester del Verbano» e il lago dei grandi alberghi
La strada napoleonica del Sempione, aperta nel 1806, cambiò il destino delle due sponde della Castagnola[2]. A Intra sorse nel 1808 la prima filatura meccanica del cotone in Italia, seguita da stabilimenti meccanici, vetrerie e cartiere: il borgo si guadagnò il soprannome di «Manchester del Verbano»[2]. Nel 1927 vi si contavano 349 esercizi con 5.667 addetti, soprattutto in cotonifici, cappellifici e officine meccaniche[3].
Pallanza prese un'altra strada: dalla seconda metà dell'Ottocento divenne una delle principali località di villeggiatura dell'Italia settentrionale, con alberghi e ville allineati sulla riva e una specializzazione nei vivai di piante esotiche[2][4]. Anche qui però arrivò l'industria: nella piana alluvionale del torrente San Bernardino si insediarono fabbriche di raion, cotone e iuta[4]. Nel 1927 il comune assorbì Suna e Cavandone e nel 1931 contava 8.707 abitanti[4].
La fusione del 1939
Con il regio decreto del 4 aprile 1939 Intra e Pallanza furono unite in un solo comune, chiamato Verbania[2]. Il progetto prevedeva di fare della fascia intermedia, dove era sorto lo stabilimento Rhodiatoce, il nuovo centro direzionale della città; nel dopoguerra quello spazio fu invece riempito da quartieri residenziali, e il disegno urbanistico non fu mai realizzato[2]. Nel corso del Novecento entrarono nel comune anche Arizzano Inferiore, Trobaso, Unchio e Zoverallo, insieme a Cavandone e Suna già uniti a Pallanza: ne è nata una città policentrica, che tale è rimasta[2].
L'eccidio di Fondotoce
Il 20 giugno 1944 quarantasei partigiani, catturati nei giorni precedenti durante il rastrellamento della Val Grande, furono torturati e fatti sfilare in corteo da Intra fino a Fondotoce, presso il canale che unisce il lago di Mergozzo al Lago Maggiore[5]. Tre furono risparmiati all'ultimo momento, quarantatré furono fucilati. Uno solo, Carlo Suzzi, riuscì a sopravvivere e tornò a combattere con il nome di battaglia «Quarantatré»[5]. Sul luogo della strage sorgono oggi il sacrario «Parco della Memoria e della Pace» e la Casa della Resistenza[5], che ha sede in via Filippo Turati e gestisce una biblioteca, anche digitale, e un centro di documentazione con archivio fotografico e fondi archivistici[6].
Giardini, chiese e musei
Nel 1931 il capitano scozzese Neil McEacharn acquistò a Pallanza una villa con giardino e la trasformò, con lavori conclusi nel 1940, in un giardino botanico all'inglese; la chiamò Villa Taranto in ricordo di un antenato, il maresciallo Macdonald, nominato da Napoleone duca di Taranto, e la donò allo Stato[7]. I giardini sono aperti al pubblico dal 1952 e conservano circa mille piante non autoctone e ventimila varietà e specie; i visitatori superano i 150.000 l'anno[7]. Il fondatore, morto il 18 aprile 1964 e sepolto in una cappella dentro il parco, riassumeva così la sua idea:
«Un bel giardino non ha bisogno di essere grande, ma deve essere la realizzazione del vostro sogno anche se è largo un paio di metri quadrati e si trova su un balcone».
Nel 1909 Antonio Massara fondò a Pallanza il Museo del Paesaggio, oggi nel settecentesco Palazzo Viani Dugnani in via Ruga: non doveva raccogliere vedute naturali ma, secondo la formula del fondatore, «l'aspetto intimo e profondo e continuamente mutabile sotto l'impronte della vita umana, della visibile scena del mondo»[8]. Vi si trovano la gipsoteca dello scultore Paolo Troubetzkoy (1866-1938), con il bozzetto di quasi tre metri per un monumento a Garibaldi, una pinacoteca con opere di Daniele Ranzoni, Carlo Fornara e Arnaldo Ferraguti e un ampio nucleo di sculture di Arturo Martini[8].
Tra le chiese, la Madonna di Campagna a Pallanza è un edificio rinascimentale a tre navate della prima metà del Cinquecento, attribuito a Giovanni Beretta da Brissago, con affreschi di Bernardino Lanino e della sua bottega, di Carlo Urbino e Aurelio Luini e un coro ligneo del 1582[9]. A Intra la basilica di San Vittore, citata in una pergamena del 1031, fu ricostruita in un cantiere durato più di due secoli e inaugurata l'8 settembre 1889; il campanile ottocentesco ospita otto campane della fonderia Mazzola di Valduggia[10].
Il lago, il teatro, la città oggi
L'economia poggia ancora sull'industria, dalle fibre tessili artificiali alla carta e all'alimentare, affiancata da un turismo di peso[1]. Nel 1992 Verbania è diventata capoluogo della nuova provincia del Verbano-Cusio-Ossola, che conta 74 comuni e circa 156.000 abitanti e ha nella tradizione tre centri storici di riferimento: Verbania, Omegna e Domodossola[11]. Nel giugno 2016 ha aperto nel punto in cui il torrente San Bernardino sfocia nel lago il centro eventi Il Maggiore, progettato da un gruppo guidato dall'architetto madrileno Salvador Pérez Arroyo: quattro volumi rivestiti di titanio come ciottoli di fiume, una sala da 560 posti, una da 120 e un'arena esterna fino a 2.000 spettatori[12].
Il rapporto con il lago ha anche il suo rovescio: il 12 novembre 2014, dopo giorni di pioggia, il Lago Maggiore uscì dagli argini e l'acqua invase il lungolago fino al municipio di Pallanza[13]. Il legame culturale con Torino passa invece per iniziative comuni: nel giugno 2023, per esempio, piazza Garibaldi a Pallanza ha ospitato una giornata di incontri del Post organizzata con il comune e con il Circolo dei lettori torinese[14].
Pagine che rimandano qui
- Autotorino
- Blitz della polizia a Verbania dopo l'aggressione di Fondotoce
- Grattacielo Intesa Sanpaolo
- Isole Borromee
- Lago d'Orta
- Lago Maggiore
- Macugnaga
- Ossola 24
- OssolaNews.it
- RuparPiemonte
- Stresa
- Suicidio di un detenuto nel carcere di Ivrea (settembre 2026)
Articoli collegati: Lago d'Orta, Lago Maggiore
Cronologia
- — A Verbania la polizia e la guardia di finanza eseguono nella notte perquisizioni nelle abitazioni di otto persone sospettate di una violenta aggressione avvenuta il 5 agosto vicino a un locale di Fondotoce, che aveva ferito cinque persone, sequestrando armi improprie, munizioni e oltre 20 grammi di hashish e marijuana. → CronacaQui Torino
Fonti
- Treccani
- ViviVerbania - Comune di Verbania
- Treccani
- Treccani
- Casa della Resistenza
- Casa della Resistenza
- Fondazione Giardini Botanici Villa Taranto
- ViviVerbania - Comune di Verbania
- ViviVerbania - Comune di Verbania
- ViviVerbania - Comune di Verbania
- Treccani
- ViviVerbania - Comune di Verbania
- Il Post — 13 novembre 2014
- Il Post — 11 maggio 2023