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Stazione di Porta Nuova

Aggiornato il 26 settembre 2026

La stazione di Porta Nuova è il principale scalo ferroviario di Torino: un grande edificio di testa affacciato su corso Vittorio Emanuele II, nei pressi di piazza Carlo Felice[1]. Secondo il gestore è la terza stazione italiana per dimensioni, con circa 192.000 transiti al giorno, 70 milioni di frequentatori l'anno e 350 treni quotidiani[2]. Costruita negli anni in cui Torino era ancora capitale, è stata per un secolo e mezzo la porta d'ingresso della città: da qui sono passati i reduci dei Lager, gli emigrati del Sud e, oggi, i pendolari della metropolitana.

Dalla porta della città alla stazione

Il nome richiama Porta Nuova, verso la quale la città si era allungata nell'Ottocento con la costruzione dell'odierna piazza Carlo Felice, chiamata allora piazza del Re[3]. Il fabbricato viaggiatori fu avviato nel 1861 su progetto dell'ingegnere Alessandro Mazzucchetti, che cercò di unire la funzione di scalo a un aspetto monumentale[2]. Fra il 1865 e il 1868 lavorò al cantiere anche l'architetto torinese Carlo Ceppi; il suo biografo Luciano Tamburini descrive la stazione come segnata da un'enorme arcata in facciata aperta da grandi finestroni[4]. Quella facciata, con il grande arco vetrato, è ancora oggi il volto dell'edificio.

Un nodo che cresce

Per l'Esposizione internazionale del 1911 la stazione fu ampliata in modo sostanziale, per reggere l'arrivo dei visitatori[2]. Nel 1937 l'Enciclopedia Italiana descriveva così il ruolo dello scalo nel sistema ferroviario nazionale:

«Convergono a Torino Porta Nuova le linee di grande comunicazione provenienti da Milano (km. 153; doppio binario, a vapore), da Genova (km. 166; doppio binario, elettrica) e da Bologna»

Enciclopedia Italiana, voce «Torino», 1937

La stessa voce definiva Torino uno dei nodi ferroviari più importanti d'Italia e d'Europa[3]. Nel 1940 furono migliorati uffici e servizi postali, fu eretto un grande edificio su via Nizza e l'atrio ricevette una nuova copertura in cemento armato, con una facciata interna vetrata; nel 1951 fu completata la galleria di testa, larga 30 metri e lunga 150, sostenuta da 33 capriate reticolari[2]. Alle gallerie di testa si affiancarono nel tempo due gallerie laterali lungo le ali del fabbricato[1].

Nella memoria sportiva la stazione ha un posto curioso: Oreste Bolmida, ferroviere e capostazione di Porta Nuova, entrava al Filadelfia con una cornetta delle Ferrovie dello Stato, e il suo squillo annunciava il «quarto d'ora granata» del Grande Torino, quando Valentino Mazzola si rimboccava le maniche[5].

Ritorni e arrivi

A Porta Nuova rientrò da Auschwitz Primo Levi. MuseoTorino, che ricostruisce la sua città attraverso i suoi testi, riporta il ricordo dell'arrivo: «Il treno ci sbarcò a Porta Nuova.»[6] Lo scrittore tornò poi sulla stazione in una poesia raccolta in Ad ora incerta, «Un altro lunedì», che divide l'umanità fra inferno e paradiso e fa risuonare il giudizio dai megafoni di Porta Nuova, nell'angoscia del lunedì mattina[6].

Negli anni del boom la stazione divenne il simbolo dell'emigrazione interna. Tra il 1958 e il 1963 oltre 1.300.000 meridionali si trasferirono nel Centro-Nord, più di 800.000 dei quali verso le città del triangolo industriale, Torino in testa[7].

«Ogni giorno, sulle banchine della stazione di Porta Nuova, si riversa un numero sempre più consistente di persone arrivate a bordo del "Treno del Sole", un convoglio che in ventitre ore attraversa l'Italia, dalla Sicilia al Piemonte.»

MuseoTorino, L'immigrazione a Torino dal dopoguerra agli anni Settanta

In quel decennio la popolazione della città salì da 753.000 abitanti nel 1953 a 1.114.000 nel 1963[7].

Il restauro e l'intermodalità

Il rinnovamento più recente, progettato dall'architetto Marco Tamino, ha restaurato gli elementi architettonici storici, creato un mezzanino fra la galleria centrale e le ali e riorganizzato percorsi e parcheggi, conservando il carattere esterno dell'edificio[1]. Il 5 ottobre 2007 la linea 1 della metropolitana raggiunse Porta Nuova e il 6 marzo 2011 proseguì per 3,8 chilometri fino al Lingotto[8].

Nel novembre 2016 aprì il parcheggio interrato di via Sacchi, costruito da Metropark per 11 milioni di euro: 250 posti su quattro livelli e 11.000 metri quadrati coperti; in parallelo la facciata veniva restaurata con i colori originari e illuminata da 400 lampade a LED[9]. Il 16 giugno 2021, alla presenza della sindaca Chiara Appendino, fu inaugurata su via Nizza, in un edificio storico progettato da Mazzucchetti, una velostazione da 100 biciclette con sette punti di ricarica per le bici elettriche; Grandi Stazioni Rail vi investì circa 350.000 euro[10]. Oggi lo scalo conta 20 binari per i treni viaggiatori, tutti raggiungibili senza barriere[11].

Memorie e usi della stazione

Dal 30 aprile 2022 sotto i portici di via Nizza si trova una lapide in granito nero dedicata ai 48 operai morti nello scavo del traforo ferroviario del Fréjus, completato nel 1871; era stata scoperta il 5 settembre 2021 ed esposta prima al Museo nazionale del Risorgimento, per iniziativa fra gli altri di TELT, il promotore della nuova Torino-Lione, e di RFI[12]. La Sala degli Stemmi ospita mostre temporanee, come quella sui dinosauri a grandezza naturale del 2024[13]. Il 14 febbraio 2024 il binario 1 accolse il «Treno del Ricordo», mostra itinerante sulle foibe e sull'esodo istriano, fiumano e giuliano-dalmata partita da Trieste il 10 febbraio[14]; nell'agosto 2026 dalla stazione era in programma la partenza di un treno storico della Torino-Ceres diretto verso le Valli di Lanzo[15].

Il futuro della stazione passa sottoterra: la gara per le opere civili della linea 2 della metropolitana, bandita il 6 maggio 2026 per circa un miliardo di euro, prevede a Porta Nuova il punto di interscambio con la linea 1; i lavori principali dovrebbero partire nel 2027 e concludersi entro il 2032[16]. Il sistema dei trasporti torinesi ha nell'altra grande stazione, Porta Susa, il suo secondo polo.

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Articoli collegati: Chivasso, Grande Torino, Metropolitana di Torino, Primo Levi, Santuario della Consolata, Settimo Torinese

Fonti

  1. Mole24 — 19 ottobre 2011
  2. Grandi Stazioni Retail
  3. Treccani, Enciclopedia Italiana
  4. Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 23
  5. Sky Sport — 4 maggio 2023
  6. MuseoTorino
  7. MuseoTorino
  8. UrbanRail.net
  9. TorinoClick (Città di Torino) — 4 novembre 2016
  10. TorinoClick (Città di Torino) — 16 giugno 2021
  11. RFI – Rete Ferroviaria Italiana
  12. L'Agenda News — 30 aprile 2022
  13. L'Agenda News — 12 febbraio 2024
  14. TorinoClick (Città di Torino) — 14 febbraio 2024
  15. Mole24 — 16 agosto 2026
  16. TorinoClick (Città di Torino) — 6 maggio 2026

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