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Settimo Torinese

Aggiornato il 26 settembre 2026

Immagine dalla pubblicazione di ANSA Piemonte
Dalla pubblicazione di ANSA Piemonte, 2026-09-16

Settimo Torinese è una città di circa 45.000 abitanti della Città metropolitana di Torino, nella pianura a nord-est del capoluogo, sulla sinistra del Po[1][2]. Borgo agricolo lungo la strada per la Lombardia, nel secondo Novecento è diventata uno dei maggiori centri industriali della cintura torinese: chimica, vernici, gomma, caffè e soprattutto penne, tanto da guadagnarsi il soprannome di «Città della penna»[1][2]. Nella sua fabbrica di vernici ha lavorato per quasi trent'anni Primo Levi.

Il nome e la strada

Il nome viene dal latino Septimum Taurinensem: il luogo «presso la settima pietra miliare», a sette miglia romane da Torino[3]. In età romana il territorio era attraversato dalla via Gallica[1], e per secoli il borgo controllò la strada di Lombardia, che lasciava la città dalla Porta Doranea e puntava verso Milano[3]. Oggi la stessa funzione di passaggio la svolgono la tangenziale, raccordata all'autostrada A5, e la linea SFM1 del servizio ferroviario metropolitano, che porta a Porta Susa in una quindicina di minuti[1].

Il castello, la torre e la pieve

Nel Medioevo Settimo fu contesa tra i marchesi del Monferrato e i Savoia, che prevalsero nel 1435[1]. Nel Quattrocento il sistema difensivo comprendeva un castello signorile, un borgo fortificato e un ricetto dove la comunità contadina custodiva raccolti e beni, il tutto chiuso da mura e fossati; le guerre tra Francia e Asburgo del Cinquecento lo danneggiarono gravemente[3]. Ne resta soltanto la torre, databile probabilmente al XIII secolo[3], in piazza Vittorio Veneto[4]. Nella seconda metà dell'Ottocento una famiglia torinese la trasformò in residenza di villeggiatura, aggiungendovi il palazzotto neogotico chiamato Villa Calma; il Comune acquistò l'area nel 1912, vi costruì una scuola nel 1922-1923, trasformata in municipio nel 1983, e completò il restauro di torre e palazzotto nel 2003[3]. Dal 2024 i suoi cinque piani accolgono la mostra Nel segno dell'acqua. La Torre e la città, allestita fino al 30 settembre 2026, che racconta insieme la storia della torre e il ruolo dell'acqua nelle trasformazioni della città[5].

La parrocchiale di San Pietro in Vincoli ha radici altrettanto antiche: una chiesa di San Pietro è citata nel 1146 e una pieve di Santa Maria nel 1173. L'edificio attuale è il risultato di interventi successivi, tra cui il presbiterio e il coro del 1810 e la facciata rifatta nel 1897, quando fu anche alzato il campanile[6].

L'acqua del Freidano

La prima industria di Settimo è nata sull'acqua. Il rio Freidano è un corso d'acqua artificiale che scorre sulla sinistra del Po nella pianura tra Torino, Settimo e Chivasso; lungo le sue rive si lavoravano la canapa e l'osso, lavoravano i lavandai, si pescava, si cuocevano mattoni nelle fornaci e si producevano articoli per la scrittura[7], lontano antecedente della vocazione per le penne. Il cuore di questa memoria è il Mulino Nuovo, complesso molitorio ottocentesco recuperato dal 1996; dal 2002 il suo silo accoglie un museo etnografico con le ricostruzioni dei luoghi di lavoro di fine Ottocento[7]. Le ricerche di archeologia industriale sul territorio sono cominciate intorno al 1980[7]; l'Ecomuseo del Freidano è nato come progetto nel 1985 ed è stato riconosciuto dalla Regione Piemonte nel 1999[8].

Guerra e Resistenza

L'8 agosto 1944 sei giovani partigiani furono impiccati dai tedeschi sotto un cavalcavia presso la cascina Pramolle[1]. Negli stessi mesi il parroco di San Pietro in Vincoli, don Luigi Paviolo, dall'armistizio dell'8 settembre 1943 fino alla Liberazione si adoperò per proteggere le persone ricercate dai nazisti[1].

La città della penna e delle fabbriche

Il 28 settembre 1958 Settimo ricevette il titolo di città; l'anno prima vi era passata la frazione di Mezzi Po[1]. Erano gli anni in cui il borgo agricolo si trasformava in polo industriale: la Treccani ne elenca gli impianti chimici, farmaceutici, siderurgici, cartari e della gomma, e come tratto caratteristico la fabbricazione di penne stilografiche e a sfera[2]. Nel 1965 Lavazza inaugurò il primo lotto del nuovo stabilimento di Settimo, dove la produzione superò gli 80.000 quintali già quell'anno e sfiorò i 100.000 alla fine del 1967[9]. Tra le aziende presenti in città si contano anche Pirelli e L'Oréal[1].

Alla SIVA, una piccola fabbrica di vernici tra Torino e Settimo, lavorò Primo Levi: vi entrò nel dicembre 1947 secondo il Centro Internazionale di Studi Primo Levi, nel 1948 secondo altre ricostruzioni, e ne divenne direttore tecnico e poi direttore generale, fino al pensionamento nel 1975, restando consulente per altri due anni[10][11]. Della sua specializzazione disse:[10]

«Sono approdato all'industria delle vernici per puro caso. Mi sono occupato piuttosto poco di vernici propriamente dette: la nostra fabbrica, sin dai primi anni si è specializzata in produzione di smalti isolanti per conduttori elettrici in rame.»

Primo Levi

Il tragitto quotidiano tra la città e la fabbrica entrò anche nella sua scrittura: «Nell'elenco metterei anche il percorso che ho fatto per 20 anni da Torino a Settimo e da Settimo a Torino», ricordò Levi, spiegando di aver scoperto proprio durante uno di quei viaggi, sull'insegna di un negozio, lo pseudonimo Damiano Malabaila con cui firmò Storie naturali[12]. L'edificio della ex SIVA, in via Leinì 84, ospita oggi il MU-CH, Museo della Chimica, con laboratori interattivi e un Chemistry Bar dove si preparano reazioni chimiche[11].

Settimo oggi

La città è divisa in quattro nuclei, Borgo Nuovo, Centro, San Gallo e Borgo Provinciale, e conta le frazioni di Mezzi Po, Villaggio Olimpia, Fornacino e Borgata Paradiso[1]. A Borgo Nuovo si trovano circa 370 alloggi sociali di proprietà della Città di Torino, e nell'aprile 2026 i due comuni hanno avviato un tavolo congiunto per il loro futuro. «L'obiettivo finale è chiaro quanto sfidante», disse in quell'occasione la sindaca Elena Piastra[13].

Nel 2022 l'area un tempo occupata da Eni e Pirelli tra Settimo e Volpiano fu candidata dal Piemonte ad accogliere la grande fabbrica di microchip che Intel intendeva costruire in Italia[14]. La biblioteca civica Archimede, in piazza Campidoglio, si presenta come biblioteca di pubblica lettura a vocazione scientifica e organizza il Festival dell'Innovazione e della Scienza[15]. Il calendario locale conserva due fiere in piemontese: la Fera dl'Arlev, fiera del risveglio, nel terzo fine settimana di maggio, riscoperta nel 2001, e la Fera dji Còj, la fiera dei cavoli, nel terzo fine settimana di novembre[1]. Settimo è collegata a Torino anche dalla linea 49 del GTT[1].

Pagine che rimandano qui

Bando per il nuovo ponte sulla SP92 (settembre 2026)

Il 30 settembre 2026 la Città metropolitana di Torino ha bandito la gara d'appalto per un nuovo ponte sul Po lungo la Provinciale 92, tra Castiglione Torinese e Settimo Torinese: un'opera da 19,5 milioni di euro, dopo che l'ente aveva già avviato quella per il nuovo ponte Preti a Strambinello.

Cronologia

  • — A Settimo Torinese viene inaugurata, sulla cabina elettrica di E-Distribuzione in via della Repubblica, una nuova opera di street art dedicata a Nilde Iotti, realizzata dall'artista Riccardo Degli Emili ("Dise"). → TorinoOggi CronacaQui Torino

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Fonti

  1. Mole24 — 29 dicembre 2025
  2. Treccani
  3. Mole24 — 30 dicembre 2025
  4. Città di Settimo Torinese
  5. Abbonamento Musei
  6. Mole24 — 31 dicembre 2025
  7. Mole24 — 2 gennaio 2026
  8. Ecomuseo del Freidano
  9. Treccani – Dizionario Biografico degli Italiani
  10. Centro Internazionale di Studi Primo Levi
  11. Mole24 — 28 dicembre 2025
  12. MuseoTorino
  13. Torinoclick (Città di Torino) — 9 aprile 2026
  14. Il Post — 4 ottobre 2022
  15. Biblioteca civica Archimede
  16. Città metropolitana di Torino — 30 settembre 2026
  17. TorinoOggi — 30 settembre 2026

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