Servizio ferroviario metropolitano di Torino

Il Servizio ferroviario metropolitano di Torino (SFM) è la rete di treni suburbani cadenzati che attraversano il capoluogo piemontese lungo il passante ferroviario sotterraneo e lo collegano con i comuni della Città metropolitana e con alcune città vicine. Entrato in servizio nel 2012 con cinque linee[1], oggi ne conta otto[2]: per molti pendolari del Canavese, del Pinerolese o della Val di Susa è il modo ordinario di entrare in città, e nel tratto urbano funziona come una sorta di linea metropolitana nord-sud.
Le origini: il passante ferroviario
Il SFM è figlio del passante ferroviario, l'opera sotterranea che attraversa la città fra il Lingotto e la stazione di Stura e che, fra Porta Susa e Stura, ha preso il posto della vecchia linea Torino-Milano in superficie. L'idea risale al 1979, i cantieri all'interramento e al quadruplicamento dei binari cominciarono nel 1987; il risultato è un corridoio di circa 13 chilometri con quattro binari, due riservati ai treni a lunga percorrenza e due ai servizi metropolitani[3]. La nuova stazione di Porta Susa, un tubo di vetro e acciaio lungo 386 metri e profondo 21, progettato dallo studio francese Arep con Silvio D'Ascia e Agostino Magnaghi e costato 79 milioni di euro, fu inaugurata ufficialmente il 14 gennaio 2013, quando già serviva i pendolari[4]. Il tracciato sotterraneo principale era stato aperto il 2 dicembre 2012[3].
Il progetto di un servizio metropolitano entrò nella programmazione regionale con il piano triennale del 1998: l'obiettivo dichiarato era «favorire la mobilità a medio-corto raggio» e l'interscambio con gli altri mezzi, a cominciare dall'aeroporto di Caselle. Lo schema prevedeva treni ogni trenta minuti sulle tratte esterne e ogni quattro-sei minuti nel cuore della città, con nuove fermate come Grosseto, Grugliasco e Ospedale San Luigi[5].
L'avvio nel 2012 e la prima espansione
Il servizio partì nel 2012, con la conclusione dei lavori nella seconda galleria del passante, con cinque linee: SFM1 Pont-Rivarolo-Chieri, SFM2 Pinerolo-Chivasso, SFMA Torino-Aeroporto di Caselle-Ceres, SFM3 Torino-Susa/Bardonecchia e SFM4 Torino-Bra[1]. Due di queste linee, la SFM1 e la SFMA, erano esercitate dal Gruppo Torinese Trasporti, che a un anno dall'avvio contava su di esse circa 100.000 passeggeri in più[6].
Nel giro di un anno la rete superò i confini previsti. Dal 9 giugno 2013 i treni raggiunsero Fossano e Alba via Cavallermaggiore; dal 15 dicembre dello stesso anno entrò in servizio la SFM6 Torino Stura-Asti, con 32 corse, e i 34 treni della SFM7 per Fossano furono attestati stabilmente a Stura dopo sei mesi di prova a Porta Nuova. Le stazioni collegate salirono a 93 in tre province, le corse giornaliere a 358, con un treno SFM ogni otto minuti fra Lingotto, Porta Susa, Rebaudengo e Stura. Il presidente dell'Agenzia metropolitana Claudio Lubatti parlò di una seconda linea di metropolitana per la città: con «un treno sfm ogni 8 minuti, possiamo garantire collegamenti nord – sud in 15 minuti»[6]. Secondo i rilevamenti di marzo diffusi in quell'occasione, i passeggeri erano cresciuti del 15% sulla SFM1 e di circa il 20% sulla SFM4[6].
Gestori e contratti
Dal 1° gennaio 2021 la SFM1, la linea del Canavese, passò da GTT a Trenitalia, che si era aggiudicata la gara bandita dalla Regione Piemonte due anni prima; il passaggio fu presentato il 17 dicembre 2020 a Rivarolo Canavese[7]. Con il cambio i biglietti extraurbani GTT smisero di valere sui treni, mentre restarono validi i titoli integrati[8]. Nello stesso periodo il tratto Rivarolo-Pont venne sospeso e servito da autobus per i lavori di elettrificazione[7].
Il collegamento con Caselle e le valli di Lanzo
Per anni la ferrovia Torino-Ceres è rimasta isolata dal passante, con un capolinea proprio. Il collegamento fu realizzato con una nuova galleria a doppio binario da Rebaudengo Fossata sotto il parco Sempione e corso Grosseto, con la nuova fermata Corso Grosseto; l'intervento è costato 230 milioni di euro, e dal 20 gennaio 2024 i treni collegano Porta Susa a Caselle in 31 minuti, ogni mezz'ora, proseguendo verso Ciriè e Germagnano[9]. Presentando il collegamento nel dicembre 2023, il sindaco Stefano Lo Russo la definì «un'infrastruttura che la città attende da tanto tempo», mentre il presidente della Regione Alberto Cirio parlò di «una cosa storica»[9]. La gestione della linea passò contestualmente da GTT a RFI e Trenitalia; nel 2024 il collegamento con l'aeroporto ha trasportato circa 800.000 persone, oltre 2.000 al giorno. Nell'estate 2025 la linea è rimasta chiusa 83 giorni, dal 16 giugno al 7 settembre, per lavori che hanno permesso di far circolare treni più capienti[10].
Cantieri aperti
Il passante non è ancora concluso. Le fermate Dora e Zappata, quest'ultima pensata come interscambio con la futura linea 2 della metropolitana, e la nuova San Paolo sono in progetto o in costruzione[11]; secondo l'osservatorio OTI Piemonte l'opera vale circa 1,48 miliardi di euro, di cui circa 291 milioni ancora da finanziare, con completamento atteso nel 2027[3]. RFI sta inoltre introducendo un distanziamento di quattro minuti fra i treni, che porterà a dodici treni l'ora la tratta Porta Susa-Rebaudengo Fossata, con la circolazione governata dalla centrale del Lingotto[11].
Resta da attivare la SFM5, prevista da Orbassano a Torino Stura con fermate all'ospedale San Luigi e a Borgata Quaglia-Le Gru di Grugliasco[1] e, in una seconda fase, a San Paolo[11]. Un accordo del 2013 aveva stanziato 18,5 milioni di euro e fissato la fine dei lavori della fermata San Luigi a giugno 2018[1]; nel settembre 2026 il cantiere risultava fermo, con cinque anni di ritardo, e la Regione indicava l'attivazione nella seconda metà del 2027[12].
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Fonti
- Osservatorio per l'asse ferroviario Torino-Lione (Presidenza del Consiglio dei ministri) — 22 gennaio 2014
- Muoversi a Torino (Città di Torino)
- OTI Piemonte
- Il Sole 24 Ore — 12 gennaio 2013
- MuseoTorino
- Mobility Press — 16 dicembre 2013
- Quotidiano Canavese — 8 dicembre 2020
- GTT – Gruppo Torinese Trasporti
- Torino Oggi — 22 dicembre 2023
- OTI Piemonte
- RFI – Rete Ferroviaria Italiana
- Quotidiano Piemontese — 23 settembre 2026