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Asti

Aggiornato il 26 settembre 2026

Immagine dalla pubblicazione di Visit Piemonte
Dalla pubblicazione di Visit Piemonte

Asti è un comune del Piemonte e capoluogo dell'omonima provincia: sorge a 123 metri di quota nella valle del Tanaro, si estende su 151 km² e nel 2020 contava 75.051 abitanti[1]. Città romana, poi libero comune tra i più ricchi dell'Italia del Nord grazie ai suoi mercanti e banchieri, è la patria di Vittorio Alfieri e dà il nome a uno dei vini spumanti più noti al mondo. Per chi arriva da Torino è la porta del Monferrato e delle colline del vino.

Hasta romana e il primo Medioevo

L'insediamento romano di Hasta risale al II secolo a.C., più antico, secondo i Musei di Asti, degli stessi centri romani di Alba e di Torino[2]; divenne municipio della IX regione augustea[1]. Del poeta tardoantico Claudiano resta l'espressione «moenia vindicis Astae», le mura della vendicatrice Asti[3]. In via del Varrone, appena a nord del decumano massimo, si visita una domus del I-II secolo d.C. con un mosaico pavimentale di qualità rara per il Piemonte e i resti di un ipocausto, il riscaldamento sotto il pavimento[2]. Il decumano corrisponde all'odierno corso Alfieri, e lastre del foro di Hasta affiorano ancora nella cripta di Sant'Anastasio[4].

Sede vescovile almeno dal V secolo, Asti fu poi ducato longobardo e contea franca[1]. Proprio sotto Sant'Anastasio sono state trovate sepolture che il radiocarbonio data tra la fine del VII e la fine del IX secolo; la chiesa romanica, costruita poco dopo il Mille, ospitò un importante monastero femminile[4].

Il comune dei mercanti

Già nel X secolo giudici, notai e mercanti emersero come gruppi dirigenti e nella prima metà del XII assunsero i poteri pubblici[3]. Nel 1094 l'imperatore Enrico IV concesse alla città l'autorità comitale[1]; nel 1154 Federico Barbarossa la prese e la saccheggiò[5], ma nel 1159 ne riconobbe l'autonomia[1]. Nel 1255 Tommaso II di Savoia, sconfitto e fatto prigioniero dai torinesi, fu consegnato agli astigiani; nel 1275 la vittoria di Roccavione contro Carlo d'Angiò segnò la riscossa del Piemonte contro lo straniero[5]. La città batteva moneta propria, gli «astigiani» d'argento, tra il XII e il XIV secolo[1].

La forza del comune stava nel credito. Le «casane» delle famiglie astigiane avevano filiali in tutta Europa e finanziavano imprese politiche e militari[3]; appresa dai genovesi l'arte del cambio, gli astigiani la esercitarono in tutta Europa, e in Francia e nelle Fiandre stavano in prima linea accanto ai mercanti di Milano, Piacenza, Siena, Lucca e Firenze[5]. Uno di loro, il mercante di spezie Guglielmo Ventura, fu tra i quattro consoli della città nel 1305 e lasciò un Memoriale in 114 capitoli, cronaca familiare che racconta fatti di mezza Italia[6]. Un altro cronista, Ogerio Alfieri, fotografò la città al culmine:

«Nell'anno di Signore 1280 la città di Asti per grazia di Dio fu quasi completamente rinnovata, piena di ricchezza, cinta da buone mura e nuove, e piena quasi tutta di numerosi edifici, torri, palazzi e case nuove»

Ogerio Alfieri, cronaca, 1280

Il passo è riportato dall'Enciclopedia dell'Arte Medievale, che nota come quelle case-forti appoggiate alle torri più antiche segnino ancora il centro storico[3].

Torri e chiese

Delle torri gentilizie, per lo più del XIII secolo, restano tra le altre la Solara, la Comentina, quella dei Natta e la Troiana[5]. La torre Troyana, dei Troya, famiglia di prestatori attiva in tutta Europa, è alta circa 44 metri e si sale con 199 gradini; dal 1560, sotto il duca Emanuele Filiberto, fece da orologio pubblico, e la sua campana del 1531 è tra le più antiche del Piemonte[7]. È aperta dal 1° aprile al 31 ottobre[7].

La cattedrale fu consacrata in una forma precedente da papa Urbano II nel 1096; il corpo longitudinale crollò nel 1321 e fu ricostruito fino agli anni Cinquanta del Trecento[3]. Conserva un ostensorio gotico del 1446[5]. La collegiata di San Secondo, dedicata al patrono, fu rifatta tra la fine del Duecento e la metà del Trecento[3] e custodisce un polittico di Defendente Ferrari; accanto alla chiesetta quattrocentesca di San Pietro in Consavia sorge l'antico battistero, piccolo edificio a pianta circolare con cupola[5].

Dai Visconti ai Savoia

Nel Trecento le lotte di fazione aprirono la strada alle signorie[1]. Nel 1387 Gian Galeazzo Visconti inserì Asti nella dote della figlia Valentina, sposa di un Orléans[5]; la contesa tra Visconti e Orléans durò fino al 1447, e tra il 1494 e il 1536 la città fu base francese nelle guerre di Luigi XII e Francesco I[1]. Nel 1530 Carlo V la assegnò a Beatrice di Portogallo[5] e dal 1538 passò sotto la Casa Savoia; ad Asti furono firmati i trattati del 1614 e del 1615[1]. Dal 1799 al 1814 fu francese, capoluogo del dipartimento del Tanaro[1].

Il barocco astigiano ha il suo centro in palazzo Mazzetti, dove Benedetto Alfieri progettò nel 1751-1752 lo scalone e il salone d'onore; vi soggiornarono Giacomo Stuart nel 1717, il re Carlo Emanuele III nel 1727 e Napoleone nel 1805. Oggi ospita le collezioni civiche, nate nel 1887[8].

La città di Alfieri

Vittorio Alfieri nacque ad Asti il 16 gennaio 1749 da Antonio Alfieri e Monica Maillard de Tournon; a nove anni entrò nella Reale Accademia di Torino, dove studiò fino al 1766, e morì a Firenze nel 1803[9]. La casa natale, palazzo Alfieri, fu ridisegnata a metà Settecento dallo zio architetto Benedetto Alfieri e oggi ospita il museo e il Centro di Studi Alfieriani[10]. Il museo ne ricorda una frase sul potere della scrittura[10]:

«Vero è, che la penna in mano di un eccellente scrittore riesce per se stessa un'arma assai più possente e terribile, e di assai più lungo effetto, che non lo possa mai essere nessuno scettro, né brando, nelle mani d'un principe»

Vittorio Alfieri

Tra gli astigiani del Novecento c'è Paolo Conte, nato in città nel 1937, autore di Azzurro e nel 2023 primo cantautore a esibirsi alla Scala[11].

Vino, Palio e presente

Nel 1865 Carlo Gancia applicò il metodo classico al moscato bianco e nacque il primo spumante italiano, progenitore dell'Asti Spumante; nel 1898 Federico Martinotti mise a punto la spumantizzazione in autoclave[12]. Il consorzio di tutela fu costituito il 17 dicembre 1932, l'Asti ottenne la DOC nel 1967 e la DOCG nel 1993[12]. Nel 2014 i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato sono stati iscritti nel Patrimonio mondiale dell'UNESCO[13]. Nel 2006 la vite occupava il 21% della superficie agricola del comune, accanto a un'industria che va dall'elettromeccanica alla cartotecnica e alle vetrerie[1].

Il Palio, corsa di cavalli in onore di San Secondo, coinvolge tutta la città nei preparativi e si corre la domenica pomeriggio[14]; già negli anni Trenta l'Enciclopedia Italiana lo citava tra i palii «di recente ripristinati»[15]. Il 30 dicembre 2025, dopo oltre trent'anni, è stata completata l'autostrada A33 che collega Asti a Cuneo: 90 chilometri per 1,457 miliardi di euro, con i lavori fermi per circa otto anni dopo il 2012[16].

Pagine che rimandano qui

Cronologia

  • — Michele Miravalle, professore di Filosofia e Sociologia del diritto all'Università di Torino, viene presentato come candidato sindaco di una coalizione di centrosinistra per le elezioni comunali di Asti del 2027. → ANSA Piemonte Quotidiano Piemontese
  • — Un incidente mortale ferma la circolazione sulla linea ferroviaria Torino-Genova tra Asti e Felizzano: una persona investita sui binari, oltre cento passeggeri soccorsi e treni in forte ritardo per il resto del pomeriggio. → ANSA Piemonte TorinoOggi

Articoli collegati: Cuneo, Langhe, Monferrato, Paolo Conte, Vittorio Alfieri

Fonti

  1. Treccani
  2. Musei di Asti
  3. Treccani
  4. Musei di Asti
  5. Treccani
  6. Treccani
  7. Musei di Asti
  8. Musei di Asti
  9. Treccani
  10. Musei di Asti
  11. Treccani
  12. Consorzio per la Tutela dell'Asti DOCG
  13. UNESCO World Heritage Centre
  14. Visit Piemonte
  15. Treccani
  16. Il Post — 30 dicembre 2025

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