Asti DOCG
L'Asti è la denominazione di origine controllata e garantita dei vini di Moscato bianco del Piemonte meridionale, l'Asti spumante e il Moscato d'Asti; è DOC dal 1967 e DOCG dal 1993, in 52 comuni delle province di Asti, Cuneo e Alessandria.[1]
Le origini
Carlo Gancia avviò la sua attività a Chivasso nel 1850 e nel 1865 fece i primi esperimenti di spumantizzazione sul modello dello Champagne, nelle «cattedrali sotterranee» di Canelli; il primo ordine dall'estero arrivò nel 1866.[2][3] Il disciplinare lega la tecnica a nomi come Gancia, Martinotti e Marone.[1] Il 17 dicembre 1932, nel municipio di Asti, una trentina di rappresentanti della filiera fondò il Consorzio per la tutela del Moscato d'Asti e dell'Asti spumante, riconosciuto nel 1934; la zona contava allora 45 comuni.[2][4]
I vini
Si usano solo uve di Moscato bianco. L'Asti spumante ha un titolo alcolometrico totale minimo dell'11,5 per cento, con un alcol svolto tra il 6 e il 9,5; il Moscato d'Asti, meno alcolico e appena frizzante, tra il 4,5 e il 6,5.[1] L'elaborazione e l'imbottigliamento sono ammessi nelle tre province e a Pessione di Chieri, in provincia di Torino.[1] Dal 2023 Canelli, già sottozona, è una denominazione autonoma di 17 comuni.[5]
I numeri
Nel 2024 l'imbottigliato ha superato i novanta milioni di bottiglie, oltre trentatré delle quali di Moscato d'Asti.[6] Nel 2025 le vendite sono scese a circa 75 milioni di bottiglie: l'Asti spumante a 49,3 milioni, con gli Stati Uniti in forte calo ma ancora primo mercato estero, il Moscato d'Asti a 25 milioni, con la Cina in crescita.[7]
Fonti
- Ministero dell'agricoltura, Catalogo nazionale delle varietà di vite
- Associazione Astigiani
- WineNews — 24 settembre 2020
- Beverfood — 27 febbraio 2017
- Fondazione Qualivita
- ANSA — 11 gennaio 2025
- Gambero Rosso — 10 marzo 2026