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Grugliasco

Aggiornato il 26 settembre 2026

Immagine dalla pubblicazione di Città di Grugliasco
Dalla pubblicazione di Città di Grugliasco

Grugliasco è un comune della Città metropolitana di Torino, nella pianura a ovest del capoluogo, tra Torino, Collegno e Rivoli.[1] Borgo rurale per quasi mille anni, poi paese della seta, nel secondo dopoguerra è diventato una città industriale della cintura, sede degli stabilimenti di alcuni grandi carrozzieri torinesi. Conta circa 36-38 mila abitanti su poco più di 13 chilometri quadrati[2][1], e il suo nome è legato anche all'eccidio compiuto dalle truppe tedesche in ritirata alla fine di aprile del 1945.

Il nome e la gru

L'origine del toponimo è incerta. L'ipotesi ritenuta più probabile lo fa discendere dal nome di un colono romano, Currelius, con il suffisso -asco, di impronta ligure, diffuso nella zona.[3] La tradizione popolare ha invece letto nel nome la gru, che è diventata l'emblema della città. Quando nel 1613 il duca Carlo Emanuele I ordinò alle comunità di depositare le proprie insegne, lo stemma di Grugliasco fu registrato con queste parole, conservate all'Archivio di Stato di Torino: «Una Grue d'argento posata sopra un monte verde, in campo rosso».[4] Nella blasonatura la gru tiene nella zampa un sasso, la «vigilanza»: se l'animale di guardia si addormentasse, la pietra cadendo lo sveglierebbe. Stemma e gonfalone sono stati riconosciuti ufficialmente con decreto del Presidente della Repubblica del 3 luglio 1962.[4]

Dalla pieve di San Cassiano al feudo sabaudo

La prima notizia certa risale al 1047, quando l'imperatore Enrico III confermò al Capitolo della cattedrale di Torino i diritti sulla curtis di Grugliasco e sulla chiesa di San Cassiano.[3] Attorno ai beni ecclesiastici il villaggio crebbe restando agricolo per tutto il Medioevo; passò sotto la giurisdizione diretta di Torino e poi nel principato dei Savoia-Acaia, estinto nel 1418. Nel 1619 Carlo Emanuele I eresse il territorio in contea.[3]

La chiesa parrocchiale di San Cassiano fu ricostruita nel 1647 da maestranze luganesi con la pianta a croce latina ancora leggibile, ampliata nel 1779-1780 su progetto di Mario Ludovico Quarini e completata solo nell'Ottocento: la facciata neogotica, innalzata nel 1848, fu ridisegnata nel 1880 da Giovanni Battista Ferrante, che le diede l'aspetto attuale.[5] Come campanile serve, a una quindicina di metri dalla facciata, un'antica torre difensiva e di avvistamento: la Torre civica, costruita nel Quattrocento, unico frammento autentico del borgo medievale giunto fino a oggi. In età napoleonica fu adattata a stazione del telegrafo ottico.[6]

Ville di corte e filatoi

La vicinanza alla capitale attirò funzionari e nobili della corte sabauda. Il nucleo più antico di Villa Claretta Assandri risale alla metà del Seicento: nel 1643 Cristina di Francia aveva dato in feudo a Carlo Bernardino Ferreri, segretario ordinario di corte, i fossi, i terrapieni e i rivellini che circondavano il borgo; la proprietà passò poi a Francesco Antonio Allemandi, governatore dei palazzi reali, e nel 1718 al conte Giuseppe Provana di Pralungo, che ampliò la villa, il rustico e il giardino. A metà Ottocento la comprò all'asta Camillo Spanna, legato per matrimonio ai conti Claretta Assandri, da cui la villa prende il nome; i soffitti a cassettoni dipinti con scene mitologiche sono del Sei e Settecento.[7]

La bealera, derivata dalla Dora presso Alpignano e attiva già nel Quattrocento, alimentò mulini e, dalla fine del Seicento, i filatoi da seta: nel 1787 se ne contavano tre, quindici anni dopo cinque filatoi e due filande, con circa cinquecento addetti, in buona parte stagionali.[3]

Lo studio cinematografico delle Serre

Un capitolo poco noto riguarda il cinema muto. Nel 1913 Alfredo Gandolfi acquistò la settecentesca Villa Boriglione con il suo parco di circa 35.000 metri quadrati e, con Alberto Stevani e il produttore statunitense George Kleine, fondò la Photodrama Producing Company.[8] Nel parco sorsero teatri di posa, laboratori chimici per lo sviluppo e la stampa, reparti per gli effetti speciali, officine per scenografie e costumi, chalet in stile svizzero e tedesco e un giardino d'inverno; il grande edificio detto «la Nave», ancora in piedi sul lato sud del parco, fu costruito per ospitare scenografie, arredi e costumi.[8][9] Nel 1927 la proprietà fu acquistata dalla Città di Torino, che vi insediò la scuola per giardinieri «G. Ratti» e le serre comunali: da qui il nome con cui il complesso è conosciuto, «Le Serre».[8]

L'eccidio del 1945

Negli ultimi giorni della guerra, mentre le città del Nord insorgevano, reparti tedeschi in ritirata uccisero partigiani e civili a Grugliasco e Collegno. Secondo una ricostruzione pubblicata da Mole24 i responsabili appartenevano alla 34ª divisione del generale Hans Schlemmer, le uccisioni avvennero il 30 aprile e il 1º maggio 1945 e le vittime furono 67, tra cui un sacerdote.[10] Il Comune di Grugliasco indica la data del 30 aprile e 68 persone uccise, venti residenti a Grugliasco e trentadue a Collegno.[11] Per questi fatti il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito a Grugliasco, come a Collegno, la medaglia d'argento al merito civile, appuntata al gonfalone il 2 giugno 2006.[11] La motivazione ricorda il paese di allora:

«Piccolo Comune rurale di circa cinquemilaquattrocento abitanti, generosamente impegnato nella lotta partigiana, subiva un efferato eccidio da parte delle truppe naziste che trucidarono brutalmente venti eroici cittadini, la metà giovani non ancora ventenni.»

Motivazione della medaglia d'argento al merito civile alla Città di Grugliasco

La città dei carrozzieri

Dalla fine degli anni Cinquanta Grugliasco divenne una delle mete dell'industria automobilistica e metalmeccanica che usciva da Torino: vi si trasferirono tra gli altri Pininfarina, Bertone e Vignale.[3] Nel giugno 1958 Battista Pininfarina spostò tutta l'attività dal vecchio stabilimento torinese a un nuovo impianto «alle soglie di Torino», organizzato in cinque reparti, dagli studi sperimentali al collaudo; nel 1963 promosse nella stessa Grugliasco un centro professionale e ricreativo per i giovani.[12] Nel 1966 vi fu inaugurato il nuovo Centro studi e ricerche; solo nel 1986 e nel 1987 l'azienda aprì gli stabilimenti di San Giorgio Canavese e di Bairo.[13]

L'industria, insieme all'indotto della FIAT e allo stabilimento di Mirafiori, portò un'immigrazione massiccia: tra il dopoguerra e i primi anni Settanta la popolazione si moltiplicò per sei e il paese si saldò in un tessuto continuo con Torino e i comuni vicini.[3][1] Il vicino cotonificio Leumann favorì la crescita del quartiere Fabbrichetta.[1]

Grugliasco oggi

Dal 1985 Villa Boriglione e il parco delle Serre sono in comodato al Comune di Grugliasco e dal 2000 ospitano un parco culturale dedicato ad arti figurative, cinema, teatro e musica.[8] Vi lavorano scuole di circo e di marionette e laboratori di design e fotografia.[9] Villa Claretta Assandri è oggi residenza universitaria dell'EDISU[7] e custodisce il Museo del Grande Torino e della leggenda granata, curato dall'Associazione Memoria Storica Granata: nato a Superga nel 2002 e trasferito qui nel 2008, raccoglie oltre 1.500 cimeli, tra cui una ruota e un'elica del Fiat G.212 precipitato nella tragedia di Superga, la Balilla e oggetti personali di Gigi Meroni e parte della tribuna in legno del Filadelfia.[14]

Ogni anno, la prima domenica di giugno, le borgate si sfidano nel Palio della Gru, nato nel 1984 nel ricordo del voto e della devozione dei grugliaschesi a san Rocco dopo la peste del Cinquecento: la festa dura una settimana, con la rievocazione dell'arrivo della statua del santo, la «Pallastraccia» femminile e, alla fine, la corsa dei carri trainati da buoi.[15] Grugliasco è interessata dal prolungamento della linea 1 della metropolitana da Fermi a Cascine Vica: il 9 luglio 2026 il sindaco Emanuele Gaito ha firmato con i colleghi di Torino, Collegno e Rivoli una lettera al Governo per chiedere un incontro urgente e circa 70 milioni di euro di risorse aggiuntive.[16]

Cronologia

  • — Il Palavillage di Grugliasco ospiterà dal 26 ottobre al 1° novembre il FIP Gold Mediolanum Padel Cup, primo torneo di categoria Gold del circuito mondiale Cupra Fip Tour organizzato nel Torinese, con 50mila euro di montepremi e oltre 250 atleti in gara. → ANSA Piemonte Il Torinese
  • — Il Questore di Torino dispone la chiusura per dieci giorni di un bar di via Don Caustico a Grugliasco, dove i controlli hanno portato anche al fermo di un uomo ricercato in possesso di hashish: è la terza sospensione della licenza del locale in meno di dieci mesi. → TorinoOggi CronacaQui Torino
  • — I sindaci di Collegno, Grugliasco e Rivoli, insieme a sindacati e associazioni di categoria, annunciano in conferenza stampa una manifestazione per il 10 ottobre a sostegno del completamento della Linea 1 della metropolitana, il cui cantiere è fermo da mesi dopo il fallimento dell'impresa incaricata dei lavori. → ANSA Piemonte Il Torinese

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Fonti

  1. Mole24 — 30 novembre 2025
  2. Treccani, Enciclopedia
  3. Città di Grugliasco
  4. Città di Grugliasco
  5. Mole24 — 2 dicembre 2025
  6. Mole24 — 3 dicembre 2025
  7. Città di Grugliasco
  8. Città di Grugliasco
  9. Mole24 — 6 dicembre 2025
  10. Mole24 — 6 aprile 2025
  11. Città di Grugliasco
  12. Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
  13. Pininfarina
  14. Mole24 — 1 dicembre 2025
  15. Città di Grugliasco
  16. TorinoClick — 9 luglio 2026

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