Rivoli

Rivoli è un comune della Città metropolitana di Torino, adagiato a circa 390 metri di quota sull'estremità orientale dell'anfiteatro morenico che porta il suo nome, là dove la pianura torinese si apre verso la Val di Susa. Con una superficie di 29,5 km² e circa cinquantamila abitanti, si trova poco a ovest di Torino; per tre secoli fu conteso tra vescovi e conti, poi divenne la sede preferita dei Savoia per i soggiorni al di qua delle Alpi, e il suo castello ospita oggi un museo d'arte contemporanea.[1]
Dalla strada delle Gallie al Mille
La collina di Rivoli fu abitata quasi certamente già in età romana, grazie alla sua posizione strategica lungo la Strada delle Gallie.[2] Secondo l'Enciclopedia Italiana, ai piedi della collina Costantino vinse nel 312 la prima battaglia contro Massenzio.[3]
Il borgo compare nei documenti dall'XI secolo. Nel 1159 l'imperatore Federico I confermò il dominio di Rivoli al vescovo di Torino, e in quello stesso anno è citata per la prima volta la fortificazione chiamata Castrum Riuollum.[2][3] Il possesso della località rimase conteso per tre secoli tra i vescovi e i conti di Savoia, finché nel 1244 Federico II la assegnò al conte Amedeo IV, che concesse agli abitanti vari privilegi; da allora Rivoli restò sabauda.[1] Il castello entrò nei domini dei Savoia nel 1247.[4]
La residenza dei Savoia
Nel Trecento Rivoli era già un luogo di corte: nel 1350 il castello ospitò le nozze di Bianca di Savoia con Galeazzo Visconti.[2] Del borgo medievale restano avanzi della cinta muraria, il campanile dell'antica pieve, di forme ancora romaniche ma eretto all'inizio del XIV secolo, il campanile gotico di Santa Maria della Stella, un tempo San Domenico, e quello di San Martino ai Campi, dell'XI-XII secolo. Nella parte più antica del centro sorge la Casa del Conte Verde, palazzo che l'Enciclopedia Italiana del 1936 segnalava per le sue «ricche decorazioni in cotto».[3] La facciata si sviluppa su tre livelli scanditi da due cornici orizzontali; oggi è un centro polivalente comunale per mostre, convegni e incontri.[5]
Quando Emanuele Filiberto recuperò il ducato, Torino era ancora presidiata dai francesi, e il duca scelse Rivoli come sede della corte.[2] Qui nacque il suo erede, Carlo Emanuele I, il 12 gennaio 1562.[6] Per seguire la gravidanza della duchessa fu chiamato un medico celebre: la storia ufficiale del castello ricorda «Nostradamus, convocato per seguire la gravidanza della duchessa Margherita di Valois».[2] Nel Seicento gli architetti Carlo e Amedeo di Castellamonte trasformarono la fortezza in residenza aulica[4] e costruirono la Manica Lunga, un corpo di 147 metri per 6 destinato alla pinacoteca ducale.[7] Il 10 febbraio 1645 il castello fece da cornice alla festa per il compleanno di Cristina di Francia.[2]
A Rivoli fu firmato anche un atto di politica europea: il trattato dell'11 luglio 1635 tra il duca Vittorio Amedeo I e i plenipotenziari francesi, che istituiva «una lega tra il re di Francia, il duca di Savoia e gli altri principi» per conquistare il ducato di Milano. La Francia si impegnava a mettere in campo 12.000 fanti e 1.500 cavalli, il duca 6.000 fanti e 1.200 cavalli.[3]
Distruzione e sogno di Juvarra
Nel 1690 e nel 1693 le truppe francesi del maresciallo Catinat devastarono il castello; Vittorio Amedeo II, che vide l'incendio da Torino, promise di ricostruirlo.[2] I lavori furono affidati prima a Michelangelo Garove, che tracciò lo Stradone del Re, e poi a Filippo Juvarra, che intorno al 1718 progettò una reggia capace di rivaleggiare con le grandi corti europee.[3][2] Il cantiere si fermò però nel 1734, per l'alto costo e per le vicende legate alla prigionia di Vittorio Amedeo II; il progetto rimase incompiuto[4] e nell'atrio a cielo aperto i basamenti attendono ancora le colonne, rimaste nella cava in Valle di Susa.[2] Nel 1792 Vittorio Amedeo III assegnò Rivoli al figlio Vittorio Emanuele, duca d'Aosta, con titolo marchionale, e dal 1793 Carlo Randoni riprese i lavori per lui e per la moglie Maria Teresa d'Austria-Este.[3][2]
Da caserma a museo
In età napoleonica il castello fu chiuso e donato al maresciallo Ney. Nel 1883 i Savoia lo vendettero alla città di Rivoli per 100.000 lire; la città lo affittò all'esercito, che lo occupò fino al 1909; durante la seconda guerra mondiale subì spoliazioni e i bombardamenti vi lasciarono profonde ferite.[2] La Manica Lunga, usata come caserma, durante la guerra servì da rifugio per gli sfollati.[7]
La rinascita arrivò dal 1979, quando la Regione Piemonte lo acquisì in comodato per 29 anni: il restauro guidato dall'architetto Andrea Bruno si concluse nel 1984 con l'apertura del Museo d'Arte Contemporanea, il primo in Italia di quel genere.[4] Il cantiere della Manica Lunga, con le scale e l'ascensore esterni in materiali trasparenti e una nuova copertura a centine, durò dal 1986 al 2000.[7] Nel 1997 il castello entrò nel sito UNESCO delle Residenze sabaude, la «Corona di Delizie» attorno a Torino; l'UNESCO indica proprio l'apertura del museo di Rivoli come svolta nella riapertura al pubblico delle residenze.[8] Tra il 2017 e il 2019 al museo si è aggiunta la Collezione della Fondazione Cerruti, con opere dal Rinascimento al contemporaneo.[4] Per approfondire: Castello di Rivoli.
La città di oggi
Nei primi decenni del Novecento Rivoli era ancora un borgo agricolo con un'importante industria tessile: nel 1927 contava 193 esercizi con 2.080 addetti, di cui 1.114 nel tessile, ed era collegata a Torino da una tramvia elettrica di 11 chilometri. Gli abitanti passarono da 7.250 nel 1901 a 11.470 nel 1931.[3] Nel 2008 gli abitanti erano 50.115, con un'economia che affianca alla viticoltura attività metalmeccaniche, tessili e alimentari.[1]
Rivoli ha avuto anche un posto nella gastronomia d'autore: nel giugno 2016 il ristorante Combal.zero compariva al 46° posto della classifica World's 50 Best Restaurants.[9]
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Cronologia
- — Un escursionista cinquantenne viene morso al collo da una vipera infilatasi nel suo zaino durante una camminata a Quincinetto ed è salvato dai sanitari dell'ospedale di Rivoli. → ANSA Piemonte TorinoToday
- — Andrea Perra, 53enne di Rivoli scomparso dal 7 settembre, viene ritrovato sano e salvo, come annuncia la sorella sui social il 25 settembre. → TorinoToday Quotidiano Piemontese
- — I sindaci di Collegno, Grugliasco e Rivoli, insieme a sindacati e associazioni di categoria, annunciano in conferenza stampa una manifestazione per il 10 ottobre a sostegno del completamento della Linea 1 della metropolitana, il cui cantiere è fermo da mesi dopo il fallimento dell'impresa incaricata dei lavori. → ANSA Piemonte Il Torinese
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