Metropolitana di Torino
La metropolitana di Torino è il sistema di metropolitana della città e della sua prima cintura. Oggi è formata dalla sola linea 1, che collega Fermi, a Collegno, con piazza Bengasi, passando sotto corso Francia, corso Vittorio Emanuele II e via Nizza. Aperta il 4 febbraio 2006, alla vigilia delle Olimpiadi invernali, è stata la prima metropolitana italiana a guida interamente automatica: i treni del sistema VAL (Véhicule automatique léger) viaggiano senza conducente[1][2]. In vent'anni ha trasportato oltre 635 milioni di passeggeri, con il massimo di 42 milioni nel 2019[2]. È in fase di gara la linea 2, che attraverserà Torino da nord a sud.
Prima della metro
Per buona parte del Novecento il trasporto pubblico torinese si è retto sul tram. Negli anni Ottanta la città progettò una rete tranviaria di «metropolitana leggera»: la rimessa di Gerbido fu studiata per ospitarne le motrici e la linea tranviaria 3 fu battezzata con quel nome, ma la rimessa non fu mai collegata ai binari e ospitò solo autobus[3]. La scelta di una vera metropolitana sotterranea arrivò alla fine del secolo: i lavori della linea 1 cominciarono nel 2000[1], e il nuovo tracciato sotto corso Francia prese il posto della linea tranviaria 1[3].
La linea 1, tratta dopo tratta
Il primo tronco, di 7,5 chilometri, entrò in servizio il 4 febbraio 2006 tra Fermi e XVIII Dicembre, la fermata vicino alla stazione di Porta Susa[4][2]. Il 5 ottobre 2007 la linea arrivò alla stazione di Porta Nuova con tre nuove fermate[3][4]; la fermata di Porta Susa fu attivata solo nel settembre 2011[4]. Il 6 marzo 2011 fu aperto il tratto sotto via Nizza fino al Lingotto, lungo 3,8 chilometri[4][1].
L'ultimo allungamento verso sud, 1,7 chilometri fino a piazza Bengasi, subì un mese di ritardo per l'emergenza Covid-19: nel giugno 2020 Infra.To presentò in commissione consiliare un calendario che fissava il primo viaggio sui treni all'aprile successivo[5]. La tratta, con la fermata Italia 61-Regione Piemonte ai piedi del grattacielo della Regione, fu inaugurata il 23 aprile 2021[4][5]. Da allora la linea conta 23 stazioni[4].
Come funziona
I convogli VAL 208 costruiti da Siemens hanno quattro vetture larghe 2,08 metri, per 52 metri di lunghezza complessiva. Le stazioni tipo misurano 19 metri per 60 e stanno in media a 16 metri di profondità; la galleria ha un diametro di 7,8 metri[4]. Il deposito e l'officina sono a Collegno, dove nel giugno 2025 è arrivato il primo dei nuovi treni Alstom «Boa» della serie Metropolis, a quattro carrozze intercomunicanti: il contratto da 156 milioni di euro comprende anche il nuovo segnalamento CBTC e l'aggiornamento degli automatismi[6]. La linea è esercita dal Gruppo Torinese Trasporti.
Le stazioni ospitano il progetto «Museo nel Metrò» curato dall'artista Ugo Nespolo, con pannelli dedicati alla storia e all'identità della città[2].
Effetti sulla città
Il bilancio pubblicato dalla Città per i vent'anni attribuisce alla linea un calo del traffico veicolare del 13% tra il 2011 e il 2022, che sale al 42% su corso Francia, l'asse sotto cui corre il tratto ovest[2]. MuseoTorino stima circa 90.000 passeggeri al giorno su un percorso che si compie in poco più di venti minuti[1]. La linea ha legato il centro alla prima cintura ovest e sud e ha accompagnato la trasformazione di ex aree industriali in quartieri residenziali e universitari[2].
Verso Cascine Vica e Rivoli
Il prolungamento ovest, approvato nel 2015, porta la linea oltre Fermi per 3,4 chilometri, con le stazioni Certosa, Collegno Centro, Leumann e il capolinea di Cascine Vica, in corso Francia all'altezza della tangenziale, già nel comune di Rivoli[4][7]. La galleria è stata scavata con metodo tradizionale, senza talpa meccanica, tra il marzo 2021 e il 2 agosto 2023; il costo complessivo indicato allora dalla Città era di 328 milioni di euro, treni compresi[7]. Quel giorno il sindaco Stefano Lo Russo commentò: «Questi sono i lavori che cambiano i volti delle città e delle comunità»[7].
Il cantiere si è poi complicato. Il 16 giugno 2026 il Tribunale di Roma ha dichiarato inammissibile la domanda di concordato di Italiana Costruzioni Infrastrutture, l'impresa delle opere civili; il 9 luglio i sindaci di Torino, Collegno, Grugliasco e Rivoli hanno scritto al Governo chiedendo un incontro urgente, stimando in circa 70 milioni di euro il fabbisogno per chiudere l'opera[8]. Nella lettera si legge:
«[…] i territori interessati convivono con un cantiere di straordinaria complessità che ha inciso profondamente sulla viabilità, sulla mobilità e sulle attività economiche dell'area.»
La linea 2
La seconda linea attraversa la città da nord-est a sud-ovest. Nel novembre 2018 la giunta di Chiara Appendino presentò un tracciato da Anselmetti a Rebaudengo, con una stima di 300.000 spostamenti al giorno nel 2030 e un costo di circa 3 miliardi di euro[9]. Nell'ottobre 2019 la legge di bilancio in preparazione destinò alla linea oltre 800 milioni di euro, ripartiti dal 2020 al 2032[10]. Il progetto di fattibilità approvato nel febbraio 2020 e firmato dalla francese Systra prevedeva circa 28 chilometri e 32 stazioni, da Orbassano, oltre il quartiere di Mirafiori, fino a San Mauro, con l'incrocio con la linea 1 a Porta Nuova e fermate al Politecnico e all'ospedale San Giovanni Bosco[11][12].
Nel 2023 la legge 41 ha affidato l'opera a un commissario straordinario, poi individuato in Bernardino Chiaia, presidente di Infra.To[13][6][14]. «Per Torino significa risparmiare almeno 24 mesi sull'avvio dei cantieri», commentò Lo Russo[13]. Nel febbraio 2026 lo studio olandese UNStudio di Ben van Berkel ha vinto il concorso internazionale per l'architettura delle stazioni, davanti a Zaha Hadid Architects e a Kengo Kuma; il progetto rilegge i portici torinesi e usa, tra l'altro, pietra di Luserna e porfido[15].
Il 6 maggio 2026 è stata bandita la gara per le opere civili del primo tratto, da Rebaudengo a Porta Nuova, da circa un miliardo di euro in due lotti: il primo in superficie lungo il vecchio «trincerone» ferroviario fino a piazzale Croce Rossa, il secondo scavato con talpa a 25-30 metri di profondità, con le stazioni Bologna, Novara, Verona, Mole/Giardini Reali, Carlo Alberto e Porta Nuova[14]. Il cronoprogramma della Città indica i lavori principali dal 2027 e la fine nel 2032[14]. «Si è scelto di partire dalla zona nord per mettere a disposizione un'infrastruttura di trasporto che la riconnetterà al meglio col centro», ha spiegato il sindaco, parlando di una «straordinaria occasione di ricucitura della città»[14]. L'11 settembre 2026 sono state aperte le offerte di nove imprese; in opzione la gara contiene anche la tratta Porta Nuova-Politecnico, per circa 450 milioni di euro[16], per la quale il sindaco aveva auspicato che il Governo trovasse le risorse[14].
Pagine che rimandano qui
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- Manifestazione del 10 ottobre 2026 per il completamento della Linea 1 della metropolitana
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Articoli collegati: Collegno, Grugliasco, Gruppo Torinese Trasporti, Lingotto, Olimpiadi invernali di Torino 2006, Stazione di Porta Nuova
Cronologia
- — I sindaci di Collegno, Grugliasco e Rivoli, insieme a sindacati e associazioni di categoria, annunciano in conferenza stampa una manifestazione per il 10 ottobre a sostegno del completamento della Linea 1 della metropolitana, il cui cantiere è fermo da mesi dopo il fallimento dell'impresa incaricata dei lavori. → ANSA Piemonte Il Torinese
Fonti
- MuseoTorino
- Torinoclick – Città di Torino — 3 febbraio 2026
- Tram di Torino
- UrbanRail.net
- ANSA — 17 giugno 2020
- Torinoclick – Città di Torino — 6 giugno 2025
- Torinoclick – Città di Torino — 2 agosto 2023
- Torinoclick – Città di Torino — 9 luglio 2026
- Torino Oggi — 20 novembre 2018
- Torino Oggi — 30 ottobre 2019
- Torino Oggi — 4 febbraio 2020
- Mole24 — 15 luglio 2020
- ANSA — 23 aprile 2023
- Torinoclick – Città di Torino — 6 maggio 2026
- Torinoclick – Città di Torino — 6 febbraio 2026
- Torinoclick – Città di Torino — 11 settembre 2026