Orbassano

Orbassano è un comune della città metropolitana di Torino, nella prima cintura a sud-ovest del capoluogo. Confina con Torino, Rivoli, Rivalta di Torino, Beinasco, Nichelino, Volvera, Candiolo e None; il territorio è attraversato dal 45º parallelo e diviso in due dal torrente Sangone, con il centro abitato a sud e, a nord, una fascia più aperta occupata da ospedale e scali merci.[1] Conta circa 22.600 abitanti.[2] Borgo agricolo e tessile fino al secondo dopoguerra, è diventato una delle cittadine dell'industria dell'auto torinese e oggi ospita tre strutture di peso metropolitano: l'ospedale universitario San Luigi Gonzaga, lo storico Centro Ricerche Fiat e il principale nodo ferroviario per le merci dell'area torinese.
Il nome e le origini
Il Comune spiega il nome con il motto del proprio stemma, Orbis sanus, «luogo salubre»; altri studiosi lo fanno risalire a un legionario romano di nome Urbicius. Le forme attestate vanno da Vicus Urbanicum a Orbacianum, in uso intorno al Mille, e a Orbazan fra Cinque e Seicento.[3] Le campagne della zona furono disboscate e divise in lotti già in età romana: nell'Ottocento vi si trovarono lapidi che riguardavano la proprietà dei fondi.[2]
Da Susa agli Orsini di Rivalta
Nel Medioevo il territorio apparteneva ai marchesi di Susa: nel 1029 Olderico Manfredi lo cedette all'abbazia di San Giusto di Susa e dopo il 1035 metà delle terre passò alla diocesi di Torino. Nel XII secolo il luogo entrò nell'orbita dei signori di Rivalta, gli Orsini, i cui contrasti con i vescovi torinesi si chiusero con l'accordo del 1253. Nel 1327 Orbassano fu infeudata ai Savoia, che la affidarono di nuovo ai signori di Rivalta; alla morte di Risbaldo Orsini, nel 1341, la famiglia si divise in due rami. Il potere dei signori declinò dal Cinquecento e si estinse a metà del Settecento, quando l'eredità passò a Isabella, sposa del marchese Palavicini; fra il Cinquecento e il Settecento sorsero le ville Gaj di Quarti e Palma Nota.[2] La piena autonomia comunale arrivò nel 1789.[3]
La Marsaglia e il 1706
Il 4 ottobre 1693, durante la guerra della Lega di Augusta, l'esercito francese del maresciallo Nicolas de Catinat affrontò quello di Vittorio Amedeo II nella pianura fra Volvera e Orbassano. Pochi giorni prima i Francesi avevano incendiato la reggia di Venaria (30 settembre) e il castello di Rivoli (2 ottobre); lo scontro durò circa quattro ore e lasciò sul campo oltre 13.000 vittime.[4] Il Comune ricorda la battaglia della Marsaglia nella pagina dedicata alla propria storia,[3] mentre la scheda del Parco naturale di Stupinigi precisa che i combattimenti non toccarono davvero il territorio orbassanese ma le campagne vicine.[2] La rievocazione, dal 1997, la organizza ogni anno il Comune di Volvera.[4] Tredici anni dopo, durante l'assedio di Torino del 1706, l'abitato fu dato alle fiamme dalle truppe francesi.[1]
Chiese e memorie
Sulla piazza Umberto I stanno i due edifici religiosi principali. La chiesa della confraternita dello Spirito Santo, costruita fra il 1739 e il 1749 e consacrata nel 1750, è un esempio di barocco piemontese a croce greca, con cupola, altare maggiore in marmi policromi e tele di Casella, Brambilla e Milocco. La parrocchiale di San Giovanni Battista fu invece ricostruita nel 1896-97 in forme neoromaniche, a tre navate, con un campanile del 1892; conserva una Via Crucis di Giovanni Stura e un Cristo deposto settecentesco. Nel Parco della Rimembranza il monumento ai caduti della Grande Guerra, inaugurato nel 1925 e firmato dallo scultore triestino O. Brunner, in granito di Alzo e bronzo, mostra un soldato caduto sorretto da due commilitoni; nello stesso luogo si trova un altare con la terra di Russia.[5]
Da borgo tessile a città della cintura
Nell'Ottocento il sindaco Leandro Quenda, rimasto in carica per oltre vent'anni, sostenne la nascita dell'ospedale San Giuseppe, della scuola Don Giordano e dei collegamenti su rotaia verso Giaveno e Pinerolo.[2] Negli anni Trenta l'Enciclopedia Italiana definiva Orbassano un centro di pianura e annotava: «È collegata mediante tramvia con Torino (km. 16), con Pinerolo (km. 22) e Giaveno (km. 17)». Il comune aveva 3.865 abitanti nel 1931 e il censimento del 1927 vi contava 544 operai dell'industria, 381 dei quali nel tessile.[6] La prima impresa di rilievo fu appunto una tessitura, la Depetris.[2]
La svolta venne con l'automobile. Nel 1969 la FIAT aprì lo stabilimento di Rivalta, a Tetti Francesi, a ridosso del confine: negli anni Settanta la popolazione di Orbassano passò da circa 6.000 a 16.000 abitanti.[2] In pochi decenni il paese rurale diventò una cittadina di medie dimensioni.[3]
L'ospedale San Luigi Gonzaga
L'ospedale che oggi sorge in regione Gonzole ha una storia torinese lunga due secoli. I lavori della prima sede, destinata ai malati di polmoni, iniziarono il 26 marzo 1818 a Valdocco, su progetto di Giuseppe Maria Talucchi; nel 1909 l'istituto si trasferì in corso Orbassano, nell'area oggi occupata dallo stabilimento di Mirafiori, con mille posti letto.[7] Quel sanatorio a padiglioni fu gravemente danneggiato dall'incursione aerea del 18 novembre 1942.[8] Nel 1970 l'ospedale si spostò a Orbassano, mantenendo l'impianto a padiglioni con ampie terrazze al sole; all'inizio degli anni Novanta vi si insediò l'Università di Torino e dal 1º gennaio 2008 è azienda ospedaliero-universitaria.[7]
Ricerca, merci e ferrovie
Il Centro Ricerche Fiat fu costituito nel 1976 come società consortile per azioni;[9] la sede di Orbassano, in strada Torino, è del 1979.[10] Con circa mille ricercatori e oltre tremila brevetti, il centro ha legato il proprio nome ai motori diesel Unijet e Multijet e al sistema common rail; dopo la nascita di Stellantis, secondo la stampa di settore, ha perso autonomia e buona parte del personale.[9]
Nel territorio comunale si stende l'interporto SITO, partecipato da Finpiemonte, Socotras e Mercitalia Logistics: 300 ettari, un terminal intermodale di otto ettari, otto chilometri di binari e 90 ettari di magazzini. Nel 2021 il ministero delle Infrastrutture vi destinò 1,5 milioni di euro per allungare i binari a 750 metri secondo lo standard europeo; il terminal movimentava allora non più di 600 treni l'anno.[11] Accanto opera lo scalo merci delle Ferrovie dello Stato, gestito da Terminali Italia, con 50.000 metri quadrati di piazzali, cinque binari e quattro gru gommate, autorizzato anche per le merci pericolose.[12] Da Orbassano parte il raccordo di 24 chilometri verso Avigliana previsto dalla Torino-Lione, con una galleria di 17 chilometri sotto la collina aviglianese: il commissario straordinario Calogero Mauceri ne indica la fine dei lavori fra il 2033 e il 2034, mentre diverse amministrazioni del tracciato si oppongono all'opera.[13]
Per i passeggeri, Orbassano sarà il capolinea della linea 5 del servizio ferroviario metropolitano, diretta a Torino Stura passando per Borgata Quaglia–Le Gru a Grugliasco e San Paolo. La fermata Orbassano-San Luigi accumula circa cinque anni di ritardo; nel settembre 2026 l'assessore Gian Luca Vignale ha spiegato che «la chiusura della Sp 174 è prevista entro la fine del 2026, mentre conclusione dei lavori e attivazione della fermata sono ora previste nella seconda metà del 2027».[14]
Pagine che rimandano qui
- Aggressione di due cani ai padroni a Borgaretto di Beinasco
- Banche del Tempo della provincia di Torino
- Borgaretto
- Città metropolitana di Torino
- Istituto Europa
- Metropolitana di Torino
- Mirafiori
- Modifiche alla rete Gtt tra Orbassano e Nichelino (ottobre 2026)
- Monica Canalis
- Nichelino
- Ospedale San Luigi Gonzaga
- Pinerolo-Torino (linea ferroviaria)
- Processo simulato a un sistema di intelligenza artificiale all'ospedale San Luigi di Orbassano
- Santa Rita (Torino)
- Servizio ferroviario metropolitano di Torino
- Stadio Filadelfia
- Tangenziale di Torino
- Torino-Lione
- Tram di Torino
- Unione Artigiana di Torino e Provincia
Articoli collegati: Servizio ferroviario metropolitano di Torino
Cronologia
- — All'ospedale San Luigi di Orbassano un sistema di intelligenza artificiale viene sottoposto a un processo simulato e ne esce assolto con riserva. → La Stampa
- — A Orbassano e Nichelino, cantieri e lavori sulla rete Gtt modificano dal 5 ottobre i percorsi di diversi autobus, con deviazioni e capolinea provvisori fino al gennaio 2027. → CronacaQui Torino
Fonti
- Mole24 — 11 dicembre 2025
- Parks.it – Parco naturale di Stupinigi
- Comune di Orbassano
- Ministero della Cultura – Rievocazioni storiche
- Mole24 — 10 dicembre 2025
- Treccani – Enciclopedia Italiana
- AOU San Luigi Gonzaga
- MuseoTorino
- ClubAlfa.it — 26 aprile 2024
- UGAF – Unione Gruppi Anziani Fiat
- TrasportoEuropa — 17 febbraio 2021
- Terminali Italia (Gruppo FS)
- TrasportoEuropa — 10 settembre 2026
- Quotidiano Piemontese — 23 settembre 2026