Avigliana

Avigliana è un comune della Città metropolitana di Torino posto all'imbocco della Val di Susa, tra gli ultimi speroni rocciosi del monte Pirchiriano, sulla cui cima sorge la Sacra di San Michele[1]. Il territorio misura circa 23 chilometri quadrati e contava 11.984 abitanti nel 2007; tra il XIII e il XV secolo fu una delle residenze preferite dei conti di Savoia[2]. A circa 25 chilometri da Torino, lungo l'antica strada di Francia, la cittadina unisce un borgo medievale, due laghi glaciali protetti da un parco naturale e la memoria del Dinamitificio fondato da Alfred Nobel[3].
Il castello e i Savoia
Secondo la tradizione ricostruita dalla stampa locale, il castello sulla collina fu fatto costruire nel 924 dal marchese Arduino III, detto il Glabro, ed entrò nel patrimonio sabaudo nel 1045, con il matrimonio tra Adelaide di Susa e Oddone di Savoia[4]. Nel castello nacquero nel 1136 Umberto, poi conte e venerato come beato Umberto III, e nel 1449 Bona di Savoia, futura moglie del duca di Milano Galeazzo Maria Sforza[4]. Nel 1368 vi fu rinchiuso Filippo di Savoia-Acaia, in attesa della condanna a morte per annegamento nel lago[4].
La figura più legata ad Avigliana è Amedeo VII, il «Conte Rosso», nato il 24 febbraio 1360. L'Enciclopedia Italiana del 1930 e la tradizione locale lo dicono nato nel castello aviglianese[1][4]; il Dizionario Biografico degli Italiani indica invece come luogo di nascita il castello di Chambéry[5]. Il soprannome, secondo il Dizionario, risale al 1383: all'assedio di Bourbourg, in Fiandra, alla notizia della nascita del figlio il conte smise il lutto per il padre e si vestì di rosso[5]. Nel 1388 ottenne Nizza, il primo sbocco al mare della Casa Savoia, e morì nel 1391, a trentun anni, per le conseguenze di una ferita riportata a caccia[5].
Dopo il 1418, perduto il ruolo di residenza, il castello divenne una fortezza difensiva[4]. Nel maggio 1691, durante la guerra contro la Francia di Luigi XIV, il maresciallo Catinat lo fece saltare con le mine e non fu più ricostruito[4]; l'Enciclopedia Italiana data invece la distruzione al 1698[1]. Oggi ne restano il perimetro ellittico delle mura esterne e qualche camminamento delle torri di guardia[4].
Il borgo medievale
Sotto le rovine si apre piazza Conte Rosso, con edifici porticati e un pozzo del Trecento; la vicina torre dell'orologio, ottagonale, dei secoli XIII-XIV, ospiterebbe secondo la tradizione locale il primo orologio pubblico del Piemonte[6]. In cima a una scalinata, nel borgo di San Pietro, sorge la chiesa romanico-gotica di San Pietro, forse di fondazione benedettina[6], che l'Enciclopedia Italiana data al XII secolo[1]. Nella chiesa di San Giovanni Battista, dall'interno rifatto all'inizio dell'Ottocento, sono conservati trittici e tavole del pittore rinascimentale piemontese Defendente Ferrari e della sua scuola[1]:
«un vero piccolo museo dell'arte di Defendente de' Ferrari»
Ogni giugno la città rievoca il proprio passato sabaudo con il Palio dei Borghi, giunto nel 2026 alla quarantatreesima edizione: la festa ricorda i festeggiamenti del 1389 per il passaggio di Valentina Visconti e mette in gara sette borghi, da Borgo Vecchio a Drubiaglio[7][8].
I laghi e il parco
A sud dell'abitato si trovano due laghi intermorenici, nati dall'anfiteatro morenico lasciato dal ghiacciaio della valle della Dora Riparia: il Lago Grande, di 0,84 chilometri quadrati e profondo fino a 26 metri, e il Lago Piccolo, di 0,58 chilometri quadrati e profondo al massimo 12 metri[2]. Sono gli unici sopravvissuti fra i laghi formati in Val di Susa dalle ultime due grandi glaciazioni del Pleistocene[9]. Con la palude dei Mareschi e le colline moreniche formano il Parco naturale dei Laghi di Avigliana, circa 400 ettari, dal 2012 gestito dall'Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Cozie e riconosciuto sito di interesse comunitario[9]. Vi nidificano o sostano folaghe, tuffetti, svassi maggiori, aironi cenerini, nibbi bruni e il raro tarabuso; nelle acque vivono lucci, persici e carpe[9].
La campagna delle frazioni Drubiaglio e Grangia conserva una coltura antica: la cipolla bionda piatta, riprodotta localmente «dal seme al seme» e divenuta Presidio Slow Food[10].
Il Dinamitificio Nobel
Nel 1872, per iniziativa di Alfred Nobel e di banchieri parigini, nacque ad Avigliana un dinamitificio; nel dicembre 1873 entrò in funzione il primo impianto italiano di nitroglicerina, la sostanza scoperta dal chimico torinese Ascanio Sobrero[3]. Gli esplosivi di Avigliana servirono ai grandi trafori alpini, dal Fréjus al San Gottardo, e l'area crebbe dai cinque ettari iniziali a oltre 130 nel 1938[3]. Adriano Galinié, direttore dal 1880 al 1893, ricevette nel 1890 la cittadinanza onoraria con una pergamena firmata dai rappresentanti di oltre 300 famiglie; la sua memoria lo ricorda come «padre per gli operai, cortese superiore per gli impiegati e generoso filantropo per la popolazione»[11].
Nel 1925 la fabbrica passò alla Montecatini. Durante la seconda guerra mondiale raggiunse il primato mondiale nella produzione del T4, l'esplosivo noto anche come RDX, e fu colpita da bombardamenti e da azioni partigiane; accanto alla produzione bellica si avviò la linea delle vernici Duco[3]. Proprio alla Duco-Montecatini di Avigliana trovò lavoro come chimico, tra il 1946 e il 1947, Primo Levi, negli stessi mesi in cui scriveva Se questo è un uomo[12]. Lo stabilimento chiuse negli anni Sessanta[3].
Avigliana oggi
Degli edifici della fabbrica, circondati dalla vegetazione, una parte è stata recuperata come museo, aperto con visite guidate dall'associazione Amici di Avigliana; nel 2025 l'associazione e il Comune hanno proposto cinque visite a tema, la prima delle quali, nel marzo, dedicata alle condizioni di lavoro delle operaie dalla seconda metà dell'Ottocento al dopoguerra[13]. Nel novembre 2025 la Regione Piemonte ha approvato un finanziamento di 840 mila euro, con fondi europei FESR, per trasformare un primo lotto di circa 17 mila metri quadrati in museo immersivo e polo culturale collegato alla Ciclovia Francigena[14]. Nell'agosto 2026 è stato approvato il progetto esecutivo, con 536 mila euro di lavori e una «sala scienza esplosiva e storia viva»[15]. La biblioteca civica della città porta il nome di Primo Levi[16].
Il recupero della fabbrica è parte della strategia urbana d'area delle Valli di Susa e Sangone, che riunisce 22 comuni[14]. Nel 2024 Avigliana figurava tra i cinque comuni della provincia di Torino insigniti della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano[17].
Pagine che rimandano qui
- Bricherasio
- Camera di Commercio di Torino
- Dora Riparia
- Giulio Einaudi
- Marcia No Tav Sant'Ambrogio-Avigliana del 3 ottobre 2026
- Marcia «Fermiamo insieme l'Avigliana-Orbassano» del 3 ottobre 2026
- Marrone della Valle di Susa
- Movimento No TAV
- Orbassano
- Piero Fassino
- Primo Levi
- Sacra di San Michele
- Saluzzo
- Servizi di Informatica e Internet
- Susa
- Torino-Lione
- Unione Montana Valle Susa
- Università degli Studi di Torino
- Val di Susa
Cronologia
- — L'Unione Montana Valle Susa indice per sabato 3 ottobre la marcia popolare «Fermiamo insieme l'Avigliana-Orbassano» contro il progetto della tratta ferroviaria Avigliana-Orbassano, da piazza XXV Aprile a Sant'Ambrogio di Torino a piazza del Popolo ad Avigliana. → TorinoOggi TorinoToday
Articoli collegati: Giulio Einaudi, Primo Levi, Settimo Torinese, Università degli Studi di Torino
Fonti
- Treccani – Enciclopedia Italiana (1930) — 1 gennaio 1930
- Treccani
- L'Agenda News — 2 gennaio 2026
- L'Agenda News — 18 aprile 2022
- Treccani – Dizionario Biografico degli Italiani
- Touring Club Italiano – Bandiere Arancioni
- L'Agenda News — 16 giugno 2026
- L'Agenda News — 17 giugno 2026
- Comune di Avigliana
- Comune di Avigliana
- L'Agenda News — 16 aprile 2025
- Centro Internazionale di Studi Primo Levi
- L'Agenda News — 11 marzo 2025
- L'Agenda News — 7 novembre 2025
- L'Agenda News — 8 agosto 2026
- Comune di Avigliana
- ANSA — 4 febbraio 2024