Slow Food

Slow Food è l'associazione internazionale nata a Bra, in provincia di Cuneo, attorno a Carlo Petrini, con lo scopo di difendere le cucine locali, la qualità del cibo e la biodiversità agricola[1][2]. Dal Piemonte il movimento si è esteso a decine di paesi, ma il suo appuntamento più grande resta a Torino: il Salone del Gusto, poi Terra Madre Salone del Gusto, che la città ospita dal 1996[1].
Da Arcigola al movimento internazionale
La radice è Arcigola, la lega enogastronomica dell'ARCI fondata in Piemonte nel 1986 da Petrini, che in precedenza aveva dato vita all'associazione degli Amici del Barolo[1][2]. Il nome inglese venne scelto per marcare la distanza dai fast food che in quegli anni cominciavano a diffondersi in Europa[3]. Le date di nascita indicate variano: il giornale Il Post fa partire Slow Food dal 1986, identificandolo con Arcigola, mentre l'enciclopedia Treccani lo data al 1989, anno della svolta internazionale[3][2]. Quell'anno, a Parigi, fu sottoscritto il manifesto che definiva l'associazione come[1]
«Movimento per la tutela e il diritto al piacere»
La costituzione ufficiale dell'associazione avvenne a Venezia nel 1990, lo stesso anno in cui la neonata Slow Food Editore pubblicò la prima guida Osterie d'Italia[1][3]. Seguirono le sedi di Berlino (1992) e Zurigo (1993) e, nel 1994, i Laboratori del Gusto[1].
Il Salone del Gusto e Terra Madre a Torino
Nel novembre 1996 si tenne a Torino la prima edizione del Salone Internazionale del Gusto; nello stesso anno furono presentati l'Arca del Gusto, catalogo dei prodotti a rischio di scomparsa, e la prima edizione di Cheese, la rassegna casearia che si svolge a Bra[1]. Nel 2004 Torino accolse il primo incontro di Terra Madre, la rete mondiale delle comunità del cibo: 5.000 delegati da 130 paesi[1].
Dal 2012 le due manifestazioni sono un unico evento, Terra Madre Salone del Gusto; nel 2016 l'evento lasciò i padiglioni per le vie e le piazze del centro storico, con un milione di visitatori secondo l'associazione[1]. La sedicesima edizione, dal 24 al 27 settembre 2026, è organizzata da Slow Food con la Città di Torino e la Regione Piemonte nelle piazze del centro, con oltre 600 produttori e più di 800 appuntamenti tra conferenze e laboratori[4].
Presìdi, università, editoria
Con i Presìdi Slow Food l'associazione sostiene piccole produzioni artigianali e tradizionali minacciate di estinzione; secondo il sito dell'associazione il progetto partì nel 2000, secondo Il Post nel 1999[1][3]. Il marchio del Presidio non è una certificazione ufficiale, ma dà visibilità ai produttori, soprattutto attraverso Terra Madre[3]. Nel 2003 nacque la Fondazione Slow Food per la Biodiversità e nel 2004 la FAO riconobbe ufficialmente Slow Food come organizzazione senza scopo di lucro[1].
Sempre nel 2004 fu aperta a Pollenzo, frazione di Bra, l'Università di Scienze Gastronomiche, presentata come il primo ateneo interamente dedicato alle scienze gastronomiche e promossa da Slow Food con le Regioni Piemonte ed Emilia-Romagna[5][3]. Nel 2008 nacquero i Mercati della Terra e l'anno seguente il primo Terra Madre Day, il 10 dicembre, con mille appuntamenti in 150 paesi[1]. Nel 2017 Petrini fu tra i fondatori delle Comunità Laudato si', ispirate all'enciclica di papa Francesco[6].
Dall'amicizia con Petrini è passato anche il percorso di Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, che gli ha attribuito il merito di avergli fatto capire che il cibo è l'unico bene di consumo che si mette dentro il corpo e non fuori[7].
Idee e critiche
La formula con cui Slow Food riassume il proprio programma è il diritto a un cibo «buono, pulito e giusto» per tutti[6][8]. Negli ultimi anni Petrini ha spostato l'accento sulla biodiversità come questione politica: «La biodiversità culturale va preservata», scrisse in Terrafutura, proponendola come paradigma politico per il futuro, dialogo con papa Francesco pubblicato nel 2020[9]. L'associazione si è inoltre opposta fin dall'inizio agli organismi geneticamente modificati[3].
Non sono mancate le critiche. Nel 2010 il saggista Luca Simonetti, nel libro Mangi chi può, e lo scrittore Antonio Pascale, su Limes, contestarono l'idea di un'agricoltura naturale e di tradizioni alimentari immutabili; Pascale scrisse che l'ideologia di Slow Food si baserebbe sul «contestare la modernità e i prodotti da questa ottenuti e nello stesso tempo sfruttarne i vantaggi»[10].
Dopo Petrini
Nel luglio 2022, al congresso internazionale di Pollenzo, Petrini lasciò la presidenza all'agronomo ugandese Edward Mukiibi, vicepresidente dal 2014[11]. Slow Food Italia, guidata dal 2021 da Barbara Nappini, è diventata nel 2023 una rete secondo il Codice del Terzo settore[1][8]. Petrini è morto nella sua casa di Bra nella serata di giovedì 21 maggio 2026[6]; il 30 giugno Bra gli ha dedicato un consiglio comunale aperto[8]. Terra Madre Salone del Gusto 2026, la prima senza il fondatore, è centrata sulla biodiversità come ricchezza culturale[4].
Cronologia
- — Si è aperta a Bra l'edizione 2026 di Terra Madre, la manifestazione di Slow Food dedicata alla biodiversità e legata alla figura di Carlo Petrini, con un programma che ha incluso anche un focus sull'olio d'oliva e le indicazioni geografiche. → ANSA Piemonte La Stampa
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Fonti
- Slow Food Italia
- Treccani
- Il Post — 22 maggio 2026
- Terra Madre Salone del Gusto
- Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
- Gazzetta d'Alba — 22 maggio 2026
- Il Post — 24 febbraio 2012
- Gazzetta d'Alba
- Terra Madre Salone del Gusto
- Il Post — 28 aprile 2010
- Il Post — 17 luglio 2022