Archivio · Cronaca · Memoria Anteprima Torino, Italia

Carlo Petrini

Aggiornato il 26 settembre 2026

Immagine dalla pubblicazione di ANSA Piemonte
Dalla pubblicazione di ANSA Piemonte, 2026-09-16

Carlo Petrini, detto «Carlin» (Bra 1949 – Bra, 21 maggio 2026), è stato un gastronomo, giornalista e scrittore piemontese, fondatore di Slow Food e ideatore di manifestazioni come Cheese, il Salone del Gusto e Terra Madre[1]. Da una cittadina della provincia di Cuneo costruì un movimento internazionale che ha fatto del cibo «buono, pulito e giusto» una questione politica e culturale[2], e legò il proprio nome a Torino con il Salone del Gusto[3].

Da Bra al consiglio comunale

Nato a Bra, negli anni degli studi universitari si impegnò nella politica locale e venne eletto consigliere comunale nella sua città per la lista del Partito di Unità Proletaria[1]; l'ingresso in consiglio risale al 1975, come ricordato nella seduta aperta che il consiglio comunale di Bra gli ha dedicato il 30 giugno 2026[4]. Al legame con la città natale non rinunciò mai: pur diventato una figura internazionale, continuò a vivere e lavorare a Bra[4].

Prima di Slow Food scrisse di cibo e di ristoranti su quotidiani e riviste, tra cui l'Unità, la Repubblica e La Stampa, e contribuì alla nascita del Gambero Rosso, all'inizio un supplemento del quotidiano il manifesto[1][3]. Fondò inoltre la «Libera e Benemerita Associazione degli Amici del Barolo», dal nome del vino delle Langhe: fu il primo nucleo di Arcigola, la lega enogastronomica dell'ARCI[1].

Arcigola e la nascita di Slow Food

Arcigola nacque in Piemonte nel 1986 per iniziativa di Petrini[5]. Il nome successivo, Slow Food, dichiarava fin dall'inizio l'opposizione al modello del fast food[3]. Nel 1989 l'associazione divenne un movimento internazionale con un manifesto che la definiva «Movimento per la tutela e il diritto al piacere», in risposta a quella che il testo chiamava la «Follia universale della fast life»[5].

Negli anni successivi il movimento si dotò di strumenti propri: nel 1990 nacque Slow Food Editore, che pubblicò la guida Osterie d'Italia; nel 1992 e nel 1993 furono aperte sedi a Berlino e Zurigo; nel 1994 partirono i Laboratori del Gusto, nel 1997 la rassegna Cheese a Bra, mentre l'Arca del Gusto e, dal 2000, i Presìdi cominciarono a censire e tutelare produzioni tradizionali a rischio di scomparsa[5]. Il programma univa la difesa della biodiversità e delle tecniche agricole naturali a una netta contrarietà agli OGM[3].

Torino: Salone del Gusto e Terra Madre

Il rapporto con Torino passa per le grandi manifestazioni. La prima edizione del Salone Internazionale del Gusto si tenne nel 1996[5]. Nel 2004 Petrini fondò Terra Madre, la rete internazionale delle comunità del cibo[2]: il primo incontro, a Torino, riunì 5.000 delegati da 130 paesi[5]. Nello stesso anno aprì a Pollenzo, frazione di Bra, l'Università di Scienze Gastronomiche, fondata con il contributo di Petrini[2][5].

Le due manifestazioni torinesi si sono poi fuse in Terra Madre Salone del Gusto, organizzata da Slow Food con la Città di Torino e la Regione Piemonte. La sedicesima edizione, dal 24 al 27 settembre 2026, si svolge nelle piazze auliche del centro cittadino ed è dedicata alla biodiversità[6]; il sito della manifestazione riporta come contributo al tema un testo di Petrini tratto da Terrafutura (2020), il libro di dialoghi con papa Francesco sull'ecologia integrale[7]. «La biodiversità culturale va preservata», vi scrive Petrini, che propone di assumerla come paradigma politico per il futuro di tutti[7].

Libri, impegno e critiche

Petrini firmò o curò numerosi libri, tra cui Slow food – le ragioni del gusto (2001), Che cos'è il gusto (2010), Cibo e libertà (2013), Terrafutura (2020) e Il gusto di cambiare (2023); nel 2013 il documentario Slow Food Story fu presentato al Festival di Berlino[1]. Nel 2017 fu tra i fondatori delle Comunità Laudato si', ispirate all'enciclica di papa Francesco[2].

Il movimento ha avuto anche critici. Nel 2010 il saggista Luca Simonetti, nel libro Mangi chi può. L'ideologia di Slow Food, e lo scrittore Antonio Pascale, sulla rivista Limes, contestarono l'idea di un'agricoltura «naturale» e il racconto dei prodotti tipici come tradizioni immutabili, riaprendo un dibattito ripreso anche dalla stampa[8].

Gli ultimi anni

Nel luglio 2022, all'ottavo congresso internazionale di Slow Food a Pollenzo, Petrini lasciò la presidenza dell'associazione all'agronomo ugandese Edward Mukiibi, già vicepresidente dal 2014, annunciando che avrebbe continuato a lavorare con l'organizzazione[9]. Restò presidente dell'università di Pollenzo: ancora nel febbraio 2026, aprendo un convegno sulla storia dell'alimentazione italiana del dopoguerra, osservava che «Se non conosciamo la storia da cui proviene la nostra cultura alimentare, ben difficilmente potremo essere protagonisti del cambiamento»[10].

È morto nella sua casa di Bra nella tarda serata di giovedì 21 maggio 2026, a 76 anni[2][11]. L'ultimo saluto si tenne domenica 24 maggio nel quadrilatero dell'Agenzia di Pollenzo[12]. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella scrisse che la sua scomparsa «lascia un grande vuoto non soltanto nel mondo della scienza enogastronomica, ma anche nell'intera società e non solo in Italia»[12]; il presidente della Regione Alberto Cirio lo ricordò come l'uomo che aveva trasformato la cultura agricola dell'Italia e del mondo[11].

Cronologia

  • — Si è aperta a Bra l'edizione 2026 di Terra Madre, la manifestazione di Slow Food dedicata alla biodiversità e legata alla figura di Carlo Petrini, con un programma che ha incluso anche un focus sull'olio d'oliva e le indicazioni geografiche. → ANSA Piemonte La Stampa

Articoli collegati: Alberto Cirio, Slow Food

Pagine che rimandano qui

Fonti

  1. Treccani
  2. Gazzetta d'Alba — 22 maggio 2026
  3. Il Post — 22 maggio 2026
  4. Gazzetta d'Alba — 1 luglio 2026
  5. Slow Food Italia
  6. Terra Madre Salone del Gusto
  7. Terra Madre Salone del Gusto — 6 luglio 2026
  8. Il Post — 28 aprile 2010
  9. Il Post — 17 luglio 2022
  10. Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo — 25 febbraio 2026
  11. Gazzetta d'Alba — 22 maggio 2026
  12. Gazzetta d'Alba — 22 maggio 2026

Categorie

Segnalate un errore.