Lingotto

Il Lingotto è il grande complesso industriale costruito dalla FIAT nel quartiere di Nizza Millefonti, a sud del centro di Torino. Fu stabilimento automobilistico dagli anni Venti al 1982 e oggi, dopo la riconversione firmata da Renzo Piano, ospita un auditorium, un centro congressi, alberghi, uffici, negozi, un cinema multisala e il polo fieristico dove si svolgono il Salone del libro, il Salone del gusto e Torino Comics; è diventato così uno dei simboli riconoscibili della città.[1] La pista di collaudo sul tetto, raggiunta dalle auto attraverso rampe elicoidali, ne ha fatto un'icona dell'architettura moderna; l'indirizzo storico dello stabilimento è via Nizza 250.[2]
Il modello americano e il progetto
Il modello di riferimento fu la fabbrica Ford di Highland Park, nel Michigan, aperta nel 1910 e visitata da una delegazione della FIAT composta da Giovanni Agnelli, Bernardino Maraini e Ugo Gobbato.[3] Il progetto fu avviato nel 1915 dall'ingegnere Giacomo Mattè Trucco (1869-1934); il calcolo strutturale si deve all'ingegnere Giovanni Antonio Porcheddu. Nel 1916 si cominciò dall'Officina di smistamento, poi vennero le Nuove Officine, sviluppate su cinque piani.[2]
Il principio era quello di una fabbrica verticale: la catena di montaggio partiva dal piano terreno e saliva di piano in piano fino all'ultimo, da dove le vetture finite uscivano per il collaudo sul tetto.[4] Il corpo principale, lungo 507 metri, è formato da quattro blocchi modulari a più piani con una struttura in cemento armato che ripete un modulo di 6 per 6 metri.[3][2] La costruzione procedette in due fasi, tra il 1915 e il 1922 e tra il 1924 e il 1926, e l'inaugurazione ufficiale avvenne il 15 maggio 1923 alla presenza del re Vittorio Emanuele III.[3] Le due rampe elicoidali alle estremità furono completate più tardi: quella settentrionale nel 1926, poi quella meridionale.[2]
La pista sul tetto
Sul tetto correva una pista ad anello con curve sopraelevate,[4] lunga circa un chilometro e mezzo e progettata per collaudare contemporaneamente fino a cinquanta automobili.[2] Nel 1932 il passaggio di camion più pesanti del previsto vi aprì delle fessurazioni, e Mattè Trucco fu chiamato a risolvere il problema.[3] Secondo la rivista statunitense Hagerty, ogni vettura uscita dalla fabbrica, oltre un milione in tutto, fece il suo giro di prova lassù; la pista comparve anche nell'inseguimento finale della prima versione del film The Italian Job, con Michael Caine.[4]
L'edificio attirò presto l'attenzione degli architetti. Le Corbusier ne scrisse in Vers une architecture, pubblicato a Parigi nel 1924:[2]
«uno degli spettacoli più impressionanti che l'industria abbia mai offerto»
Nel 1928 i giovani architetti dell'Esposizione di architettura razionale di Roma lo inclusero tra le opere di riferimento, e nel febbraio 1934 fu presentato all'Esposizione di architettura italiana di Buenos Aires.[3]
Guerra e fine della produzione
Il Lingotto fu uno degli obiettivi principali dell'offensiva aerea alleata: tra il 1940 e il giugno 1944 venne colpito a più riprese, con danni gravissimi e la distruzione parziale di alcuni edifici.[2] Nel 1982 il Lingotto chiuse come fabbrica;[5][1] secondo la rivista Hagerty, invece, la produzione vi era cessata già nel 1979, quando la struttura a più piani si era rivelata poco efficiente rispetto al nuovo e più grande stabilimento di Mirafiori.[4]
La riconversione di Renzo Piano
Nel 1984 la FIAT bandì un concorso di idee sul futuro dell'edificio; nel 1985 l'incarico andò al Renzo Piano Building Workshop, che trasformò la fabbrica in un quartiere di funzioni diverse. I lavori si svolsero per tappe: il centro espositivo aprì nel 1992, il centro congressi con l'auditorium nel 1994, il primo albergo nel 1995, uffici e negozi nel 2002, il secondo albergo nel 2003.[5] L'auditorium intitolato a Gianni Agnelli ha duemila posti e un soffitto a pannelli di legno mobili che regolano l'acustica; sul tetto Piano collocò la «Bolla», una sala riunioni trasparente di 14 metri di diametro, e un'area di atterraggio per elicotteri.[5][1]
Nel 1997 anche il vertice del gruppo lasciò corso Marconi e si trasferì al Lingotto, che divenne la sede direzionale della FIAT.[1][6] Gianni Agnelli ricordò così il ritorno negli uffici che aveva conosciuto da giovane:[6]
«Qui venivo a trovare mio nonno: i fili telefonici calavano dal soffitto e le pareti erano tappezzate di mappe geografiche. Mi sono portato i mobili e il ficus»
Dopo la sua morte, il 24 gennaio 2003, la camera ardente fu allestita proprio al Lingotto, e una lunga coda di torinesi, molti dei quali ex operai con le loro famiglie, attese per rendergli omaggio.[6]
Lo Scrigno e la Pista 500
Il 20 settembre 2002 aprì la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, sviluppata su più livelli e coronata dallo «Scrigno», una sala di circa 450 metri quadrati per la collezione permanente, con un sistema di lamelle d'alluminio mobili che dosa la luce naturale.[5] Vi sono esposti venticinque capolavori appartenuti ai coniugi Agnelli, mentre i piani inferiori accolgono mostre temporanee, laboratori didattici e una sala di consultazione sul collezionismo.[7]
La vecchia pista di collaudo è diventata un giardino pensile, la Pista 500, curato dalla Pinacoteca come percorso panoramico e d'arte.[8] Il progetto del verde, dell'architetto Benedetto Camerana con Il Giardino Segreto, occupa una superficie complessiva di 27.000 metri quadrati e conta circa 40.000 piante di oltre trecento specie, organizzate in ventotto aree verdi; le curve paraboliche sono state conservate e l'anello è percorribile da biciclette, monopattini e veicoli elettrici, in uno spazio privato reso accessibile al pubblico.[9]
Fiere, politica e metropolitana
Lingotto Fiere, gestito da GL events Italia, dispone di oltre 100.000 metri quadrati, di cui 68.000 coperti. Al padiglione 2, ricavato nell'antica area delle presse, si è conservato l'aspetto industriale; l'Oval, costruito nel 2005 per il pattinaggio di velocità delle Olimpiadi invernali del 2006, è stato poi incorporato nel polo fieristico con i suoi 20.000 metri quadrati su un solo livello.[10] Oggi vi si tengono il Salone internazionale del libro [11] e, all'Oval, la fiera d'arte contemporanea Artissima.[12]
Il Lingotto è entrato anche nel lessico della politica italiana. Il 27 giugno 2007 Walter Veltroni vi presentò la candidatura alla guida del nascente Partito democratico, nato dall'unione dei Democratici di sinistra e della Margherita:[13]
«Fare un'Italia nuova. E' questa la ragione, la missione, il senso del Partito democratico.»
Allo stesso luogo tornò Matteo Renzi, che il 10 marzo 2017 vi aprì la propria campagna per le primarie del partito.[14]
Il 6 marzo 2011, nell'anno del 150° dell'Unità d'Italia, la linea 1 della metropolitana raggiunse il Lingotto con il tratto da Porta Nuova;[15] il 23 aprile 2021 fu aperto il prolungamento fino a piazza Bengasi, con le nuove fermate Italia 61-Regione Piemonte e Bengasi.[16]
Casàlia, nuovo salone della casa e del lifestyle (ottobre 2026)
Dall'8 all'11 ottobre 2026 l'Oval Lingotto Fiere ospita Casàlia, nuovo salone dedicato alla casa e al lifestyle, con oltre 150 marchi e più di 50 workshop, a ingresso gratuito.
Cronologia
- — Artissima, la fiera d'arte contemporanea di Torino, torna alla sua 33ª edizione dal 30 ottobre al 1° novembre all'Oval del Lingotto con 183 gallerie da 35 Paesi. → ANSA Piemonte TorinoClick
- — Nasce Casàlia, nuovo salone dedicato alla casa e al lifestyle all'Oval Lingotto Fiere di Torino, in programma dall'8 all'11 ottobre con oltre 150 marchi e più di 50 workshop, a ingresso gratuito. → TorinoOggi
- — Un evento al Lingotto e una cena di gala alla Reggia di Venaria per l'assegnazione di onorificenze dinastiche, con donazioni fino a 30mila euro, provoca una frattura pubblica in Casa Savoia tra Aimone di Savoia ed Emanuele Filiberto. → CronacaQui Torino CronacaQui Torino
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- Servizio ferroviario metropolitano di Torino
- Sestriere
Fonti
- Treccani, Enciclopedia
- MuseoTorino
- Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
- Hagerty
- Renzo Piano Building Workshop
- La Voce e il Tempo — 25 gennaio 2023
- MuseoTorino
- Pinacoteca Agnelli
- European Garden Heritage Network
- Lingotto Fiere
- Il Post — 28 marzo 2024
- Lingotto Fiere
- Il Post — 9 novembre 2010
- Il Post — 10 marzo 2017
- MuseoTorino
- ANSA — 17 aprile 2021
- TorinoOggi — 30 settembre 2026