Bardonecchia

Bardonecchia è un comune dell'alta Val di Susa, nella Città metropolitana di Torino, adagiato a 1312 metri di quota in un'ampia conca dove confluiscono le valli che scendono dal confine francese[1]. Il territorio comunale misura circa 132 chilometri quadrati e contava 3063 abitanti nel 2007; la valle omonima è un solco breve, una quindicina di chilometri stretti tra la scogliera della Punta Clotesse e i fianchi dei monti Vin Vert e Jafferau[2]. Per chi parte da Torino è la montagna raggiungibile in treno: la sua storia moderna comincia con il traforo ferroviario del Fréjus e prosegue con lo sci, arrivato qui tra i primi luoghi d'Italia.
Il paese prima del traforo
Il vecchio borgo era dominato dal castello dei conti di Bardonecchia; la parrocchiale dei Santi Ippolito e Giorgio conserva un fonte battesimale quattrocentesco[1]. Il comune attuale è il risultato di un'aggregazione del Novecento: ai 1798 abitanti censiti nel 1921 si aggiunsero quelli di Millaures, Melezet e Rochemolles, fino a 3229 residenti[1]. La memoria locale è al centro di una rassegna intitolata con un'espressione del dialetto del posto, «Dran k'la sie tro tar», «prima che sia troppo tardi»: nell'incontro inaugurale, nell'aprile 2025, Walter Re ha ripercorso con documenti e fotografie d'epoca la vita del paese dal Settecento fino al traforo ferroviario[3].
Il Fréjus, dal progetto di Medail al 1871
L'idea di passare sotto le Alpi da Bardonecchia fu di un figlio del paese, Giuseppe Medail, che studiò il tracciato nel 1832; il progetto venne poi rielaborato dall'ingegnere belga Henri Maus e dal geologo Angelo Sismonda[4]. La svolta arrivò con Germano Sommeiller, inventore di una perforatrice meccanica azionata ad aria compressa, che insieme a Severino Grattoni e Sebastiano Grandis presentò un progetto completo a Cavour. La legge per il traforo fu approvata dal Parlamento del Regno di Sardegna il 29 giugno 1857 e gli scavi partirono nell'ottobre dello stesso anno[4]. Le due gallerie si incontrarono il 25 dicembre 1870 e nel 1871 la linea entrò in esercizio, dopo meno di tredici anni di lavori invece dei venticinque previsti; dei 12.819 metri iniziali, 6790 stanno in territorio italiano[4]. Un monumento a Medail, del 1881, ricorda in paese l'ideatore dell'opera[1].
Il cantiere cambiò il volto del villaggio. Gli alloggiamenti dei circa duemila minatori impegnati nello scavo furono trasformati nei primi alberghi, e accanto sorsero villette dove famiglie benestanti trascorrevano tre mesi d'estate[5]. Sulla linea Torino-Modane, a trazione elettrica, il paese ospitava un'importante centrale della ferrovia, e nel 1930 l'Enciclopedia Italiana la descriveva così[1]:
«il centro di villeggiatura estiva e di sport invernali più importante di tutta la valle di Susa»
La culla dello sci italiano
Nel 1901 Adolfo Kind e altri pionieri salirono con gli sci sulle pendici del Monte Tabor, e da meta estiva il paese diventò un laboratorio dello scialpinismo[6]. Lo sci era allora un passatempo «per ingegneri», praticato con attrezzi importati dal Nord Europa e presentati come «pattini da neve, per scivolare e saltare»[5]. Nel 1908 nacque lo Sci Club Bardonecchia: primo presidente fu Emilio Armando, primo segretario Domenico Ancellotti[7]. Nell'autunno dello stesso anno lo Ski Club Torino e il 3º reggimento Alpini completarono sulle pendici del Colomion un trampolino da cinquanta metri, e nell'inverno 1908-1909 il club organizzò i primi campionati italiani di sci[7].
Su quel trampolino il norvegese Harald Smith, già medagliato a Holmenkollen nel 1904, stabilì un primato mondiale di salto: 43 metri secondo alcune cronache, 44 secondo altre[8][7]. Il prato ai piedi della pista porta ancora il suo nome, Campo Smith[8].
Seggiovie e impianti
Nel 1935 entrò in funzione la slittovia del Colomion, un grande slittone che trainava gli sciatori verso l'alto[8]. Nel 1946 Bardonecchia inaugurò la prima seggiovia monoposto d'Italia, da Grange Hyppolites a Punta Colomion[6]. Seguirono gli anni dell'espansione: nel 1958 nacque il settore dello Jafferau, nel 1965 gli impianti raggiunsero il Melezet, e negli anni Sessanta si sciava anche d'estate sul ghiacciaio del Sommeiller[6]. Nel 2021 il comprensorio contava un centinaio di chilometri di piste, 21 impianti e una portata di 30.000 persone all'ora[8].
Una valle di confine
La posizione sul confine ha lasciato opere militari. Dopo l'apertura della galleria del Fréjus la conca di Bardonecchia divenne un punto strategico, difeso con una nuova fortificazione permanente, il forte Bramafam, che univa pietra e terrapieni a calcestruzzo e cupole d'acciaio[9]. Recuperato dall'Associazione per gli Studi di Storia e Architettura militare (ASSAM) grazie al lavoro di volontari, è oggi un museo con 39 sale, 160 manichini in uniforme e 80 pezzi d'artiglieria[10]. La montagna ha avuto anche il suo prezzo: nell'inverno del 1931 una valanga travolse al Picreaux ventuno uomini del battaglione Alpini «Fenestrelle», tre ufficiali, due sottufficiali e sedici alpini; ogni luglio il gruppo Alpini locale li ricorda con una cerimonia[11].
Dalle Olimpiadi a oggi
Bardonecchia fu uno dei comuni montani delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, insieme a Sestriere, Claviere, Sauze d'Oulx e agli altri centri delle valli[12]. Qui si disputarono le gare di snowboard sull'half pipe e fu costruito uno dei tre villaggi olimpici, poi convertito in albergo; i Giochi portarono nuovi impianti di risalita[13]. Lo sci resta al centro della vita del paese: nel marzo 2026 la pista FISI 50 del Colomion ha ospitato i Mondiali juniores e una tappa di Coppa del Mondo di telemark, con le premiazioni a Campo Smith[14]. Anche la memoria alpinistica trova spazio: nel luglio 2026 il Melezet ha ricordato la traversata scialpinistica del 1956 compiuta da quattro scialpinisti, Bonatti, Longo, Guy e Dematteis[15].
Cronologia
- — La Polizia di Stato arresta a Bardonecchia un ventiquattrenne trovato con mezzo chilo di marijuana nascosto in un'auto in sosta con il motore acceso. → TorinoOggi ANSA Piemonte
Articoli collegati: Inalpi Arena, Lingotto, Olimpiadi invernali di Torino 2006, Sauze d'Oulx, Sestriere, Val di Susa
Pagine che rimandano qui
- Arresto per droga a Bardonecchia (settembre 2026)
- Bardonecchia Ski
- Claviere
- Dora Riparia
- Forte di Fenestrelle
- Giovanni Giolitti
- Inalpi Arena
- Incidente ferroviario di Beaulard del 7 ottobre 2026
- Lingotto
- Mario Soldati
- Olimpiadi invernali di Torino 2006
- Sauze d'Oulx
- Servizio ferroviario metropolitano di Torino
- Sestriere
- Stadio Olimpico Grande Torino
- Val di Susa
- Via Lattea (comprensorio sciistico)
Fonti
- Treccani – Enciclopedia Italiana (1930) — 1 gennaio 1930
- Treccani
- L'Agenda News
- Treccani – Enciclopedia Italiana
- L'Agenda News — 9 agosto 2022
- L'Agenda News — 25 dicembre 2025
- L'Agenda News — 6 dicembre 2018
- L'Agenda News — 3 gennaio 2021
- Piemonte Italia – Regione Piemonte
- Forte Bramafam – ASSAM
- L'Agenda News — 26 luglio 2025
- Treccani – Enciclopedia dello Sport
- Il Post — 28 marzo 2024
- L'Agenda News — 5 marzo 2026
- L'Agenda News — 6 luglio 2026