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Sestriere

Aggiornato il 26 settembre 2026

Immagine dalla pubblicazione di Il Post
Dalla pubblicazione di Il Post, 2024-03-28

Sestriere è un comune della Città metropolitana di Torino nell'alta valle del Chisone, a cavallo del colle omonimo a 2.035 metri, tra il Monte Fraitève e il Monte Sises. Il territorio comunale misura 25,8 chilometri quadrati e nel 2008 contava 886 abitanti; il paese è una delle principali località di sport invernali dell'intero arco alpino: gli impianti lo collegano a Sportinia, Sauze d'Oulx, San Sicario, Claviere e alla francese Montgenèvre nel comprensorio della Via Lattea[1]. Per Torino è la montagna costruita a tavolino: nata negli anni Trenta per volontà della famiglia Agnelli, è diventata sede di Mondiali di sci e dei Giochi olimpici del 2006.

Il colle prima della stazione

Il valico era noto fin dall'antichità e nel Medioevo compariva con il nome di Petra Sistraria: metteva in comunicazione la val Chisone con l'alta valle della Dora Riparia, verso Cesana e il Monginevro. Un obelisco ricorda ancora l'apertura della strada carrozzabile, nel 1814[1]. Nel 1936 l'Enciclopedia Italiana lo descriveva ancora come un'ampia depressione di pascoli con qualche macchia di larici, attraversata dalla strada che da Pinerolo, a 55 chilometri, raggiungeva a Cesana Torinese quella del Monginevro[2].

L'idea degli Agnelli e le torri

La trasformazione cominciò all'inizio degli anni Trenta. Giovanni Agnelli, fondatore della FIAT, si interessò alla costruzione dei complessi alberghieri della zona[3], e il progetto fu affidato all'ingegnere Vittorio Bonadè Bottino, che vi lavorò tra il 1931 e il 1936. Il biografo del Dizionario Biografico degli Italiani lega l'iniziativa alle «attenzioni di G. Agnelli per i problemi del turismo di massa, quale soluzione per le esigenze del tempo libero»[4].

La quota e il gelo dettarono la forma. Scavare il terreno era difficile e gli impianti idraulici andavano raccolti in poche colonne portanti perché non ghiacciassero: nacque così un edificio a torre rotonda, una specie di grande dormitorio per sciatori. All'interno una scala elicoidale, ripresa da quelle del Lingotto e attribuita dallo stesso Bonadè all'idea di Agnelli, dava accesso alle camere; in cima un lucernario a diciotto lati portava la luce del giorno e riduceva le spese di gestione[4].

«L'alta quota dell'insediamento, le difficoltà di sbancamento del terreno, la necessità di costruire gli impianti igienico-sanitari in poche colonne portanti (per evitare problemi di congelamento) condussero alla ideazione di un edificio a forma di torre rotonda, una sorta di grande dormitorio per gli sciatori.»

Dizionario Biografico degli Italiani, voce «Bonadè Bottino, Vittorio»

Il modello ebbe fortuna: Bonadè lo riprese per la colonia marina di Apuania nel 1933 e per quella montana di Oulx nel 1936[4].

Le funivie e il nuovo comune

Insieme agli alberghi arrivarono gli impianti, costruiti dalla ditta tedesca Adolf Bleichert & Co. di Lipsia (l'ultimo dalla società che le era succeduta). La prima funivia, completata tra il 1931 e il 1932, saliva per 1.803 metri fino al Monte Sises con 562 metri di dislivello e cabine da 36 persone; nel 1933 seguì quella del Monte Banchetta, lunga 2.730 metri; nel 1938 quella del Fraitève, 2.520 metri e 639 di dislivello[5].

La nuova località ebbe presto anche un'amministrazione propria. Il comune di Sestriere fu costituito con regio decreto del 18 ottobre 1934, riunendo gli ex comuni di Sauze di Cesana e Champlas du Col e alcune frazioni di Pragelato, per 108,3 chilometri quadrati e 571 abitanti al censimento del 1931[2]. Due anni dopo l'Enciclopedia Italiana ne registrava già la fama: «Il colle è divenuto in questi ultimi anni una delle località turistiche più famose di Europa, soprattutto per l'attività sciatoria»[2]. Oltre alle piste c'erano un campo da golf e una pista di pattinaggio; si arrivava in automobile dalla stazione di Oulx, in val di Susa sulla ferrovia Torino-Modane, o da Perosa Argentina, capolinea della tranvia elettrica da Pinerolo[2].

Mondiali e Olimpiadi

Sulle piste del colle si sono disputati i Campionati mondiali di sci alpino del 1997, dominati per i colori italiani da Deborah Compagnoni, che vinse sia lo slalom gigante sia lo slalom speciale[6].

Nove anni dopo il paese fu uno dei comuni di montagna delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, disputate dal 10 al 26 febbraio insieme a Pinerolo, Torre Pellice, Prali, Pragelato, Claviere, Cesana-San Sicario, Bardonecchia, Sauze d'Oulx e Chiomonte[7]. Il piano del Consiglio regionale prevedeva al Sestriere un villaggio da 1.200 posti, il potenziamento della seggiovia Trebials a 2.400 persone l'ora, la sostituzione della vecchia sciovia Garnel e un sottopassaggio verso la sciovia Motta per non far attraversare le piste; a Sestriere fu collocata anche una delle due sale di controllo del nuovo servizio meteorologico, accanto a quella di Torino[8]. A differenza dei trampolini di Pragelato e della pista di bob di Cesana, abbandonati dopo pochi anni, qui l'eredità è stata assorbita: il villaggio olimpico, come quello di Bardonecchia, è stato riconvertito in albergo ed è tuttora attivo, e i Giochi hanno lasciato nuovi impianti di risalita e telecabine[9].

Oggi

Sestriere è rimasto un indirizzo del grande sport anche fuori dallo sci. Il 23 maggio 2010 i ventotto convocati da Marcello Lippi per la Nazionale di calcio, campione del mondo in carica, si ritrovarono alla Venaria Reale dando inizio al ritiro di Sestriere in vista del Mondiale sudafricano; il programma prevedeva poi un nuovo raduno al Grand Hotel Sestriere il 31 maggio[10]. Il commissario tecnico assicurò di non sentire «il peso di essere Campioni in carica: ci riproveremo e lo faremo con lo stesso entusiasmo di 4 anni fa»[10].

La quota ha anche il suo prezzo. La sera dell'8 gennaio 2018 una slavina si abbatté su un condominio di via III Reggimento Alpini ed entrò in un appartamento al piano rialzato; non ci furono feriti, ma vigili del fuoco e carabinieri dovettero spalare la neve per evacuare gli appartamenti di cinque famiglie, mentre le strade verso Cesana e la statale della val Chisone tra Pragelato e il colle restavano chiuse per rischio valanghe[11].

Pagine che rimandano qui

Articoli collegati: Bardonecchia, FIAT, Giovanni Agnelli (1866-1945), Inalpi Arena, Olimpiadi invernali di Torino 2006, Sauze d'Oulx

Fonti

  1. Treccani
  2. Treccani – Enciclopedia Italiana (1936)
  3. Treccani – Dizionario Biografico degli Italiani
  4. Treccani – Dizionario Biografico degli Italiani
  5. von Bleichert (archivio storico della ditta)
  6. Treccani
  7. Treccani – Enciclopedia dello Sport
  8. Consiglio regionale del Piemonte
  9. Il Post — 28 marzo 2024
  10. FIGC — 23 maggio 2010
  11. Il Post — 9 gennaio 2018

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