Claviere

Claviere è un comune dell'alta Val di Susa, nella Città metropolitana di Torino, costruito a ridosso del colle del Monginevro: il valico di 1850 metri che mette in comunicazione le valli della Dora Riparia e del Chisone con la valle francese della Durance, indicato come il più frequentato fra i passi delle Alpi occidentali[1]. Conta circa 210 abitanti[2], e la sua storia coincide con quella di una frontiera: per oltre due secoli il confine con la Francia gli è passato accanto, e per vent'anni lo ha attraversato[3]. Come la vicina Montgenèvre è una stazione climatica e sportiva[1], e le sue piste fanno parte del comprensorio sciistico della Vialattea[4].
La strada del Monginevro
Il comune fa coincidere la propria storia con quella del valico e della sua strada[5]. Secondo alcune ipotesi fu da qui che Annibale passò con gli elefanti nel 218 a.C.; di certo il passo fu usato da Giulio Cesare, che nel 58 a.C., nominato proconsole della Cisalpina e della Transalpina, compì il viaggio da Roma a Ginevra in otto giorni e vi ritornò più volte negli anni delle campagne galliche, fino al 51 a.C. Il suo alleato Cozio fece costruire una via più adatta al transito delle legioni, la via Cottia per Alpem, che da Torino saliva per Susa, Oulx e Cesana e che nelle gole di Claviere venne scavata nella roccia per una larghezza superiore ai due metri e mezzo[5].
Per tutto il Medioevo il passaggio restò una mulattiera. Il villaggio era il punto d'appoggio dei viaggiatori, e d'inverno i montanari segnavano il tracciato con lunghe pertiche piantate nella neve; nella cappella di San Gervasio un'iscrizione ricordava il cocchiere capace di arrivare al valico con una carrozza a due cavalli senza scendere mai da cassetta[5]. Nel 1799 si fermò a visitare la cappella anche papa Pio VI[2]. Nemmeno la strada napoleonica, tracciata sulle pendici del monte Chaberton, cambiò molto: nell'Ottocento l'inverno restava per il paese una stagione di isolamento[2].
Un paese sul confine
Dopo il trattato di Utrecht, una convenzione del 4 aprile 1718 fra Luigi XV di Francia e Vittorio Amedeo II riconobbe Claviere al sovrano sabaudo come metà dell'altopiano del Monginevro e fissò il confine all'incirca lungo lo spartiacque, con un leggero vantaggio per la Francia[3]. Il paese restò così ai margini occidentali degli Stati della Casa Savoia, poi del Regno di Sardegna e dell'Italia.
La svolta venne con il Trattato di pace di Parigi del 10 febbraio 1947. L'allegato II spostò la linea di frontiera dentro l'abitato: nel testo si legge che il nuovo tracciato «raggiunge il Rio Secco a circa 200 metri a monte del ponte di Claviere»[3]. Le case a ovest del torrente finirono in territorio francese, e con esse tutti gli impianti di risalita e i campi da golf: il paese si riduceva quasi a un'enclave[3]. La ricomposizione arrivò con uno scambio di lettere fra i due governi del 28 settembre 1967, che restituì a Claviere tutte le abitazioni a ovest del Rio Secco, in tutto 0,10 chilometri quadrati di territorio[3]. Secondo il giornale della Città metropolitana di Torino, l'accordo definitivo che rese Claviere interamente italiano è invece del 1975; nella sua «cartolina» dal paese l'ente ha scritto che la natura italo-francese del villaggio lo aveva portato «dai tempi di Napoleone ad essere protagonista di ripartizioni che ne scindevano il cuore tra Francia e il bel paese»[2]. Il posto di dogana rimase nel centro, con i suoi ingorghi, fino al 23 giugno 1989, quando fu spostato ai margini dell'abitato[3].
Sopra il paese domina lo Chaberton, sulla cui vetta sorge quello che viene presentato come il forte più alto d'Europa. A Claviere ha sede la mostra del Monte Chaberton, curata da Roberto Guasco, che nel febbraio 2024 presentò a Cesana Torinese una raccolta di interviste video agli abitanti sul periodo prima, durante e dopo la guerra[6]. Alla fine di agosto 2026 i rievocatori del gruppo Italica Virtus, in uniforme del Regio Esercito, si sono accampati in tenda a Claviere con temperature notturne scese a 3 °C, sono saliti alla Batteria Alta e hanno fatto base alla mostra del Monte Chaberton[7].
La conca più nevosa
Lo sci arrivò per ragioni militari. Il nuovo attrezzo interessava gli alti comandi, alle prese con la difesa di 1900 chilometri di frontiera alpina, e nel 1901 il 3º reggimento Alpini di stanza a Bousson tenne un corso regolare di addestramento sulle nevi di Cesana e Claviere[2]. Nel 1914 il sindaco E. Santi ne tirava le conclusioni:
«Dopo tanti anni di vita sciistica, si è potuto constatare che la conca di Claviéres e dintorni rappresentano la zona più nevosa delle nostre valli piemontesi»
Secondo la stessa testimonianza la stagione poteva cominciare in ottobre e chiudersi in aprile[5]. L'economia del paese è da allora quasi interamente turistica: il comune elenca alberghi, piscine, campi da tennis e un golf a nove buche per l'estate, seggiovie, uno skilift, un trampolino e una pista di pattinaggio per l'inverno, oltre a piste di fondo verso il Monginevro, sentieri attorno allo Chaberton, quattro vie ferrate e alti pascoli per l'allevamento[8]. Le piste di Claviere, nel settore Montiluna, appartengono al comprensorio internazionale con Sestriere, Sauze d'Oulx, Sansicario, Cesana, Oulx, Pragelato e Montgenèvre, che conta 70 impianti e oltre 400 chilometri di discese collegate[4].
Le gole di San Gervasio
Nelle gole di San Gervasio, fra Cesana e Claviere, corre un percorso sospeso formato da tre ponti in cavi, lungo complessivamente 544 metri; il terzo tratto si trova a circa 90 metri dal fondo della forra, e la traversata richiede circa un'ora e mezza, due ore e mezza con la via ferrata abbinata[9]. La stampa locale lo ha presentato come il ponte tibetano più lungo del mondo[9]. Più in alto, a circa 2000 metri sui Monti della Luna, si trova il lago Gimont, dove nella primavera del 2026 sono state trovate morte centinaia di trote fario e numerose rane: i primi controlli hanno escluso inquinamento da idrocarburi[10].
Claviere oggi
Il valico è tornato frontiera in un senso nuovo. Molti migranti partono da Oulx per raggiungere Claviere e da lì salire a piedi, per sentieri fino a duemila metri, oltre il Monginevro fino a Briançon. Dal 2015, quando la Francia sospese per la prima volta gli accordi di Schengen, decine di persone sono morte nel tentativo, molte assiderate dopo essersi ferite nei boschi o aver perso il sentiero; nei primi sei mesi del 2026 la polizia francese ne ha respinte 1373[11]. Il confine di Claviere e Bardonecchia è presidiato dal Settore di Polizia di Frontiera di Bardonecchia, che fra giugno e luglio 2026 ha effettuato 8678 controlli su persone e 1636 su veicoli e ha avviato pattuglie congiunte e servizi coordinati mensili con la Police aux Frontières di Modane e Monginevro[12]. Il comune fa parte dell'Unione montana Comuni Olimpici Via Lattea[13]; la sua scuola primaria, come le scuole di Sestriere, resta aperta in deroga pur avendo meno iscritti delle soglie minime, una scelta motivata dalla lotta allo spopolamento della montagna[14].
Cronologia
- — A Claviere e Cesana Torinese si svolge l'esercitazione di soccorso in alta quota «Lago Nero 2026», che coinvolge 145 soccorritori di tredici organizzazioni del Terzo settore in uno scenario di ricerca simulato tra i 2.000 e i 2.400 metri di quota. → TorinoOggi ANSA Piemonte
Articoli collegati: Val di Susa
Pagine che rimandano qui
- Bardonecchia
- Esercitazione di soccorso in alta quota «Lago Nero 2026»
- Sauze d'Oulx
- Sestriere
- Val di Susa
- Via Lattea (comprensorio sciistico)
Fonti
- Treccani
- L'Agenda News — 14 maggio 2021
- Comune di Claviere
- Vialattea
- Comune di Claviere
- L'Agenda News — 9 febbraio 2024
- L'Agenda News — 2 settembre 2026
- Comune di Claviere
- L'Agenda News — 18 luglio 2020
- L'Agenda News — 29 aprile 2026
- Il Post — 24 agosto 2026
- L'Agenda News — 12 agosto 2026
- Comune di Claviere
- L'Agenda News — 28 luglio 2026