Inalpi Arena

L'Inalpi Arena è il più grande palazzetto coperto di Torino: un parallelepipedo di acciaio e vetro progettato da Arata Isozaki per il torneo di hockey su ghiaccio delle Olimpiadi invernali del 2006, sorto accanto allo Stadio Olimpico Grande Torino nell'area di piazza d'Armi[1][2]. Nei vent'anni successivi ai Giochi è diventato la sede dei grandi eventi al chiuso della città, dalle ATP Finals di tennis all'Eurovision Song Contest 2022. Negli anni ha cambiato più volte nome: Palasport Olimpico, PalaIsozaki, Pala Alpitour e, dal 2024, Inalpi Arena.
Il progetto olimpico
Il palazzetto fu costruito tra il 2002 e il 2005 da un gruppo formato dallo studio Arata Isozaki & Associates, dall'architetto Pier Paolo Maggiora (Archa) e dalla società di ingegneria Arup; nello stesso intervento, protrattosi fino al 2006, fu ridisegnata piazza d'Armi[1]. L'opera sorse nell'area dell'ex Stadio Comunale e faceva parte del cosiddetto comparto centrale olimpico, insieme al palazzo del Nuoto e al parco di piazza d'Armi[3][4]. Nel presentare gli impianti dei Giochi, il Consiglio regionale del Piemonte ne descriveva così l'ambizione:
«Il nuovo Palahockey - con la torre Maratona, lo stadio e il grande green - ridefinirà lo scenario urbano dell'area di piazza d'Armi.»
Contemporaneamente furono riqualificati lo stadio e la Torre Maratona, e il tratto di corso Sebastopoli davanti allo stadio fu chiuso alle auto e collegato al parco[5][1]. I lavori del palasport si conclusero nel settembre 2005, per una spesa di 85 milioni di euro[2].
Architettura
L'edificio è un grande volume rettangolare rivestito di pannelli bugnati in acciaio inossidabile, che sembra sospeso e sporge sopra un basamento vetrato[1]. Fuori terra è alto appena 12 metri, ma scende di altri 7,5 metri sotto il livello del suolo; la base misura 183 per 100 metri e l'intero complesso arriva a 200 metri di lunghezza[4]. Il segreto della sua versatilità sta all'interno: un sistema di tribune mobili permette di modificare la quota del campo e di trasformare la pista da hockey in sala da concerto, spazio per convention o campo per altri sport[3][4]. Gli stessi progettisti disegnarono anche la piazza pedonale antistante, scandita da una griglia di alberi e luci con uno specchio d'acqua al centro[1].
Le cifre sulla capienza variano con la configurazione e con gli anni. MuseoTorino parla di 12.500 posti a sedere[1]; secondo Mole24, nel 2016 i posti a sedere erano 14.350 e in assetto da concerto la struttura poteva accogliere fino a 18.500 persone[4]; Il Post, nel 2024, indicava oltre 15.500 posti[6].
Dopo i Giochi
Durante le Olimpiadi il palasport ospitò il torneo di hockey su ghiaccio, compresa la finale maschile vinta dalla Svezia sulla Finlandia per 3-2[2]. Finiti i Giochi, nel 2009 una gara affidò per trent'anni, fino al 2039, la gestione degli impianti olimpici a Live Nation, che costituì la società Parcolimpico: in origine con il 70 per cento delle quote, poi salite al 90, mentre il 10 per cento restava alla Fondazione 20 Marzo 2006[6]. Il problema di fondo di quegli edifici lo ha riassunto il direttore generale di Parcolimpico, Daniele Donati:
«La questione principale è che tutti questi impianti, ma anche gli hotel, sono stati concepiti per durare due settimane, prevedevano un'accensione totale e uno spegnimento totale.»
Proprio il palazzetto di Isozaki è diventato, secondo Il Post, probabilmente il caso più riuscito della riconversione olimpica torinese: nel 2023 ha ospitato più di cinquanta eventi, tra concerti, convention aziendali, le finali di Champions League di pallavolo e le Final Eight di Coppa Italia di basket[6]. Per ragioni commerciali prese a lungo il nome di Pala Alpitour, mentre molti torinesi continuavano a chiamarlo PalaIsozaki, dal nome del progettista[4].
Tennis ed Eurovision
Nell'aprile 2019 Torino ottenne le ATP Finals dal 2021 al 2025, battendo le candidature di Londra, Manchester, Tokyo e Singapore[7]. Alla presentazione ufficiale, il 29 aprile a Palazzo Madama, il vicepresidente della Regione Piemonte sostenne che «Torino ha vinto per la sua capacità di creare alleanze», ricordando che era l'unica città italiana con un impianto adatto: il palazzetto di Isozaki, destinato a diventare il centro di una cittadella del tennis con campi coperti per gli allenamenti[8]. Dal 2021 il torneo si gioca qui, in quello che gli organizzatori presentano come il più grande impianto sportivo coperto d'Italia[9].
Dal 10 al 14 maggio 2022 l'arena, allora indicata come PalaOlimpico, accolse le due semifinali e la finale dell'Eurovision Song Contest, arrivato in Italia dopo la vittoria dei Måneskin e condotto da Laura Pausini, Mika e Alessandro Cattelan; circa quattromila persone tra artisti, tecnici e giornalisti lavorarono all'evento[10].
Il nome Inalpi e il presente
Nel gennaio 2024 il palazzetto ha assunto il nome di Inalpi Arena, in base a un accordo di sponsorizzazione di cinque anni, rinnovabile, tra Live Nation e l'azienda lattiero-casearia Inalpi, con sede nel Cuneese; l'operazione valeva più di tre milioni di euro[11]. L'impianto, in via Filadelfia 82, resta gestito da Parcolimpico, società del gruppo Live Nation, e alterna concerti di artisti italiani, musical e grandi appuntamenti sportivi e istituzionali, tra cui le cerimonie d'apertura degli Special Olympics e delle Universiadi del 2025[12]. Il 19 marzo 2026 vi ha fatto tappa il tour d'addio di Umberto Tozzi[13].
Il 16 luglio 2026 è stata confermata l'assegnazione delle ATP Finals a Torino anche per il 2026 e il 2027, insieme a lavori che portano i posti per il tennis oltre quota 13.500 e aggiungono quattro nuove terrazze a bordo campo e nuove aree hospitality[14].
Pagine che rimandano qui
- ATP Finals
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Fonti
- MuseoTorino
- Treccani, Enciclopedia dello Sport
- Consiglio regionale del Piemonte
- Mole24 — 15 luglio 2016
- MuseoTorino
- Il Post — 28 marzo 2024
- Il Post — 24 aprile 2019
- Regione Piemonte - Piemonteinforma
- Nitto ATP Finals
- Il Post — 7 maggio 2022
- Mole24 — 11 gennaio 2024
- Inalpi Arena (sito ufficiale)
- Torino Free — 18 marzo 2026
- ATP Tour — 16 luglio 2026