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Collegno

Aggiornato il 26 settembre 2026

Immagine dalla pubblicazione di Avvenire
Dalla pubblicazione di Avvenire, 2018-03-09

Collegno è un comune della Città metropolitana di Torino, a otto chilometri dal capoluogo, nella pianura alla destra della Dora Riparia, a 302 metri di quota su poco più di 18 chilometri quadrati; una stima del 2021 gli attribuisce 49.099 abitanti e il patrono è san Lorenzo, festeggiato il 10 agosto.[1] Per i torinesi il suo nome evoca soprattutto la Certosa divenuta manicomio, il caso dello «smemorato» e il capolinea occidentale della metropolitana.

Dalla mansio romana ai Provana

Il nome rimanda a una stazione di posta romana, il Collegium ad quintum milium, sorta a cinque miglia da Augusta Taurinorum sulla via del Moncenisio verso la Gallia; i reperti di quell'epoca sono conservati al Museo di Antichità di Torino.[2] Gli scavi hanno restituito anche una piccola necropoli gota, con una tomba monumentale al centro e sepolture femminili con gioielli e vesti in broccato d'oro, e una necropoli longobarda di 157 tombe ordinate per nuclei familiari: le sepolture di rango avevano croci d'oro cucite sui veli funebri, e accanto a un capo della comunità fu deposto un cavallo sacrificato. L'ultima fase del cimitero, dell'VIII secolo, segna secondo Mole24 la trasformazione della comunità «da guerrieri a contadini».[2] Una fara longobarda è emersa anche durante i lavori della metropolitana all'inizio degli anni Duemila.[3]

Nel Medioevo il luogo, ormai Collegium, passò dai marchesi di Susa ai conti di Torino e infine ai Savoia, che nel 1599 lo diedero in feudo ai Provana.[1] La famiglia ne restò feudataria fino alla fine del regime feudale.[3] Del castello medievale sopravvive una torre quadrata, annessa al seicentesco palazzo Provana, mentre la chiesa di San Massimo, dell'XI secolo, conserva due absidi romaniche.[1]

La Certosa Reale e il manicomio

Il monastero certosino, fondato secondo Mole24 nel XIV secolo, fu elevato nel 1641 al rango di «Reale» da Cristina di Francia, reggente del ducato di Savoia; la sua architettura mescola gotico e barocco.[2] L'enciclopedia Sapere lega invece la Certosa alla volontà di Maria Cristina nel 1641 e vi segnala un'Annunciazione seicentesca di Orazio Gentileschi.[1]

Il 1853 cambiò il destino del monastero e della cittadina: vi fu trasferito il Regio manicomio di Torino, e nello stesso anno aprì la stazione ferroviaria, la prima dopo Torino sulla linea per Susa.[3] Attorno al complesso sorsero nuovi padiglioni disposti a pettine.[2] Le mura dell'ospedale psichiatrico vennero abbattute nel 1977, un gesto simbolico,[3] alla vigilia della legge Basaglia del 1978, che decretò la chiusura degli ospedali psichiatrici.[2] L'edificio costruito nel 1875 per lavare la biancheria dell'ospedale, restaurato da Comune e Regione, è diventato dal 2008 la Lavanderia a Vapore, centro dedicato alla danza.[4] Oggi è l'unico centro di residenza per la danza del Piemonte e un centro di ricerca coreografica sulla creazione contemporanea.[5]

Lo smemorato di Collegno

Il 6 febbraio 1927 la Domenica del Corriere pubblicò la fotografia segnaletica di uno sconosciuto ricoverato nel manicomio di Collegno, privo di ogni memoria. Il 27 febbraio Giulia Canella dichiarò di riconoscervi il marito Giulio, professore veronese scomparso a Monastir il 25 novembre 1916; il 2 marzo l'uomo fu dimesso, ma il 7 marzo, dopo una denuncia anonima, fu richiamato a Torino perché sospettato di essere Mario Bruneri, tipografo ricercato per truffa e falsi.[6] Ne nacque una lunga vicenda giudiziaria: con sentenza del 22 ottobre 1928 il tribunale di Torino stabilì che lo sconosciuto era Bruneri, e il 1º maggio 1931 la Corte d'appello di Firenze confermò la decisione in via definitiva.[6]

Il Villaggio Leumann

A sud di corso Francia l'imprenditore svizzero Napoleone Leumann costruì tra il 1875 e il 1912 un villaggio per i dipendenti del suo cotonificio;[7] la fabbrica restò attiva dal 1875 al 1972.[8] Tra il 1906 e il 1912 vi lavorò Pietro Fenoglio, uno dei maggiori interpreti del liberty torinese.[7] Il villaggio era pensato per bastare a sé stesso: case per operai e impiegati, un convitto per le operaie gestito da suore, bagni, teatro, ambulatorio, ufficio postale, stazione, albergo, asilo nido, scuole, chiesa, circolo e spaccio.[8]

Chiusa la fabbrica, il Comune di Collegno acquisì il complesso, esclusi i capannoni; la biblioteca civica occupa l'ex convitto, la vecchia «stazionetta» ospita attività per i giovani e nel 2009 è stata allestita una casa-museo, la prima in un villaggio operaio.[8] L'enciclopedia Sapere lo registra come ecomuseo della cultura materiale.[1]

Guerra e Resistenza

Nell'aprile 1944 si costituì il Comitato di liberazione nazionale locale, e in zona operò la 15ª Brigata SAP «Paolo Arnaud», con comando a Rivoli. Tra il 30 aprile e il 1º maggio 1945, secondo Mole24, reparti tedeschi in ritirata della 34ª divisione del generale Hans Schlemmer uccisero tra Collegno e Grugliasco 67 persone, tra partigiani, civili e un sacerdote, di cui 32 abitanti di Collegno; nel pomeriggio del 1º maggio sappisti locali e parte della popolazione uccisero per rappresaglia 29 militi della Repubblica sociale tenuti prigionieri a Collegno.[2]

La motivazione della medaglia d'argento al merito civile colloca l'eccidio al 29-30 aprile 1945; conferita con decreto del 13 aprile 2006, la medaglia fu riattribuita il 18 aprile 2008 con un testo modificato:[9]

«Piccolo Comune rurale di circa ottomila abitanti, generosamente impegnato nella lotta partigiana, subiva un efferato eccidio da parte delle truppe naziste che trucidarono brutalmente trentadue eroici cittadini, la metà giovani non ancora ventenni.»

Presidenza della Repubblica, motivazione della medaglia d'argento al merito civile, 2008

Nel dopoguerra fu sindaco Dante Torello, eletto dal Comitato di liberazione nazionale e rimasto in carica fino al 1956; il priore don Modesto Scaccabarozzi è ricordato per aver nascosto ebrei e oppositori politici nel campanile della chiesa di San Lorenzo.[3]

Da borgo rurale a città della cintura

Con i cotonifici Leumann e Vallesusa e il lievito Bertolini, Collegno divenne un polo industriale.[3] Gli abitanti superarono i 50.000 negli anni Settanta, sospinti dall'immigrazione dal Veneto, dal Mezzogiorno e dalle isole.[2] La città si allungò verso sud sulla statale per Rivoli e la Val di Susa e a nord su entrambe le sponde della Dora; accanto alla meccanica e al tessile si svilupparono il dolciario, la carta, la gomma, la plastica e il mobile.[1] Verso il fiume si stende oggi il Parco Agronaturale di Collegno, fatto di campi coltivati, filari, lembi di bosco planiziale e antiche bealere irrigue.[10]

La metropolitana

Il 4 febbraio 2006, durante le Olimpiadi invernali, fu inaugurato il primo tratto della metropolitana, da Collegno a Porta Susa,[11] con capolinea alla stazione Fermi.[2] Il 2 agosto 2023 fu completato lo scavo del prolungamento da Fermi a Cascine Vica: una galleria di 3,4 chilometri, scavata con metodo tradizionale senza talpa meccanica, con le nuove stazioni Certosa, Collegno Centro, Leumann e Cascine Vica, quest'ultima in corso Francia all'altezza della tangenziale, per un costo complessivo di 328 milioni di euro interamente finanziati dallo Stato.[12] «Questi sono i lavori che cambiano i volti delle città e delle comunità», commentò il sindaco di Torino Stefano Lo Russo.[12] Nella nuova officina di Collegno è stato consegnato il 6 giugno 2025 il primo dei quattro nuovi treni Metropolis di Alstom previsti per la linea 1.[13]

Cronologia

  • — A Collegno, l'azienda dolciaria Leone 1857 inaugura la Fabbrica della Felicità, un museo esperienziale di 7.000 metri quadrati dedicato a quasi 170 anni della sua storia. → ANSA Piemonte TorinoOggi
  • — A Collegno apre «La Fabbrica della Felicità», il nuovo stabilimento di Leone 1857: un complesso di 7.000 metri quadrati progettato dallo studio Piuarch con un percorso museale curato da Luca Molinari Studio, per un investimento di circa 20 milioni di euro. Gazzetta Torino La Stampa
  • — I sindaci di Collegno, Grugliasco e Rivoli, insieme a sindacati e associazioni di categoria, annunciano in conferenza stampa una manifestazione per il 10 ottobre a sostegno del completamento della Linea 1 della metropolitana, il cui cantiere è fermo da mesi dopo il fallimento dell'impresa incaricata dei lavori. → ANSA Piemonte Il Torinese

Articoli collegati: Dora Riparia, Grugliasco, Gruppo Torinese Trasporti, Lingotto, Metropolitana di Torino, Olimpiadi invernali di Torino 2006

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Fonti

  1. Sapere.it (De Agostini)
  2. Mole24 — 6 aprile 2025
  3. Saudade di Collegno
  4. Avvenire — 9 marzo 2018
  5. Fondazione Piemonte dal Vivo
  6. Treccani – Dizionario Biografico degli Italiani
  7. Associazione Culturale Kòres – V.O.C.A.LE.
  8. Associazione Amici della Scuola Leumann
  9. Presidenza della Repubblica — 18 aprile 2008
  10. Mole24 — 27 novembre 2025
  11. MuseoTorino
  12. Torinoclick – Città di Torino — 2 agosto 2023
  13. Torinoclick – Città di Torino — 6 giugno 2025

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