Pietro Fenoglio
Pietro Fenoglio (Torino, 3 maggio 1865 – Corio, 22 agosto 1927) è stato un ingegnere, architetto e banchiere, considerato tra i principali interpreti del Liberty torinese.[1][2]
L'architetto
Si laureò ingegnere nel 1886 alla Scuola di applicazione di Torino e cominciò a progettare verso il 1889, dopo un periodo da insegnante di disegno; lavorò con Gottardo Gussoni e con l'ingegnere Marinari, firmando oltre cento progetti.[2][1] Fu tra gli organizzatori dell'Esposizione internazionale d'arte decorativa del 1902 e tra i fondatori della rivista «L'architettura italiana moderna».[2]
Le opere
La sua opera più nota è la casa Fenoglio-La Fleur di via Principi d'Acaja 11, progettata nel 1902 come propria casa-studio, con la torre d'angolo e un bow-window coronato da una pensilina che richiama le stazioni del metrò di Parigi di Hector Guimard.[3] Tra le altre opere ci sono il villino Raby in corso Francia (1901), Villa Scott in corso Giovanni Lanza (1902), dove Dario Argento girò scene di «Profondo rosso», e casa Macciotta in corso Francia (1904).[4][5][6] Progettò anche edifici industriali, come la conceria Fiorio (1900), il birrificio Metzger (1903) e la fabbrica Itala (1905), e dal 1902 seguì il villaggio Leumann di Collegno.[2][1] Nel 1901 ampliò l'ingresso del Teatro Alfieri.[7]
Il banchiere
Fu consigliere comunale di Torino dal 1902 e nel 1905, per breve tempo, assessore al piano regolatore; fu anche consigliere della Società Idroelettrica Piemontese.[1][2] Lasciata la progettazione, entrò nella Banca Commerciale Italiana, di cui fu amministratore delegato con Giuseppe Toeplitz dal 1917 e vicepresidente dal 1920.[1]
Articoli collegati: Cit Turin, Corso Francia, Piazza Solferino, Società Idroelettrica Piemontese, Teatro Alfieri
Pagine che rimandano qui
- Cit Turin
- Collegno
- Corso Francia
- Esposizione internazionale dell'industria e del lavoro (1911)
- Piazza Solferino
- Società Idroelettrica Piemontese
- Teatro Alfieri
- Venchi