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Società Idroelettrica Piemontese

Aggiornato il 3 ottobre 2026

La Società Idroelettrica Piemontese, SIP, è stata un grande gruppo elettrico e telefonico italiano, nato il 19 aprile 1918 dalla Società industriale elettrochimica di Pont-Saint-Martin e guidato dall'ingegnere Gian Giacomo Ponti; la sua storia si chiuse nel 1964 con la nascita dell'ENEL e della nuova SIP telefonica.[1]

L'espansione

Tra i consiglieri della prima ora ci fu l'ingegnere Pietro Fenoglio, che cercò invano di frenare la «tumultuosa espansione» voluta da Ponti; il primo presidente fu Dante Ferraris, nel 1918-1919.[2][3] Dal 1924 la presiedette Rinaldo Panzarasa, che con la Banca Commerciale formò un cartello di controllo contro la milanese Edison.[4] Nel 1925 la SIP creò la STIPEL, concessionaria dei telefoni in Piemonte, Lombardia e Valle d'Aosta, con sede nel Palazzo dei Telefoni di via Confienza; a Torino gli abbonati erano 43.929 nel 1942 e 300.000 nel 1963.[5]

Il Palazzo dell'Elettricità

La sede sociale fu il Palazzo dell'Elettricità di via Bertola 40, progettato nel 1915 da Carlo Angelo Ceresa per la Cassa di Risparmio, venduto incompiuto alla SIP nel 1925 e inaugurato nel 1928; danneggiato nel 1942, con la nazionalizzazione passò all'ENEL.[6]

L'IRI

Dopo la crisi del 1929 il gruppo, non più guidato da Ponti, fu salvato dall'IRI, che dal 1933 ne fu il principale azionista e affidò le società telefoniche alla STET.[1] La nazionalizzazione elettrica chiuse la storia del gruppo; il nome SIP passò alla Società italiana per l'esercizio telefonico.[1][6]

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Fonti

  1. SIUSA, Ministero della Cultura
  2. Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
  3. Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
  4. Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
  5. MuseoTorino
  6. MuseoTorino

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