Stazione di Porta Susa

La stazione di Porta Susa è uno dei principali scali ferroviari di Torino: una stazione sotterranea sulla linea del passante, coperta da una galleria vetrata lunga oltre quattrocento metri[1]. Ogni anno la attraversano circa tredici milioni di viaggiatori[2]. Accanto, in piazza XVIII Dicembre, sopravvive il fabbricato della prima stazione, aperta nel 1856 e oggi in trasformazione in albergo[1].
Il nome
Il nome viene da una delle porte della città romana di Augusta Taurinorum: la Porta Segusina, sulla strada per Susa, che si apriva all'angolo fra le attuali via Garibaldi e via della Consolata. In età moderna, con gli ampliamenti voluti da Vittorio Amedeo II, fu costruita una nuova Porta Susina[3].
La stazione di Carlo Promis
La ferrovia arrivò da questa parte della città con la linea per Novara: la società anonima che doveva costruirla fu costituita nel 1851 e il primo tratto venne aperto nel maggio 1855. La stazione di Porta Susa fu inaugurata il 20 ottobre 1856, al fondo di via Cernaia, su progetto dell'architetto Carlo Promis, che le diede un impianto eclettico-classicista; il complesso occupava 5.261 metri quadrati e contava sei binari[1].
Il 1° gennaio 1916 un convoglio merci urtò un treno viaggiatori nella stazione: l'urto fu violento, ma i passeggeri ne uscirono illesi[4].
Le cronache del giornale cittadino raccontano anche la vita quotidiana davanti allo scalo. Nell'agosto 1950 fu segnalata nell'atrio una famiglia giunta a Torino con foglio di via obbligatorio, con due figli piccoli colpiti da poliomielite in condizioni gravissime, poi ricoverati all'ospedale Amedeo di Savoia[5]. Nel luglio 1954 un fattorino fu derubato davanti alla stazione di una borsa con un milione e mezzo di lire, lasciata sul sedile di un furgone in sosta, senza che una ventina di presenti se ne accorgesse[6]. Nel giugno 1996 una donna nigeriana, salita su un taxi nei pressi della stazione, fu insultata e minacciata con un bloccasterzo dal conducente, che l'aveva scambiata per una prostituta; il taxista fu denunciato ai carabinieri[7].
Un secolo di progetti
La posizione dello scalo lo rese oggetto di continui ripensamenti. Dal 1922 fu avviato l'abbassamento del piano del ferro fra il bivio per Alessandria e Genova e la stazione di Porta Susa[3]. Nel novembre 1937 la stampa indicava la necessità di potenziarla, perché i treni provenienti da Milano dovevano compiere un lungo giro per raggiungere la stazione di Porta Nuova[8]. Nell'agosto 1953, mentre proseguivano i lavori a Porta Nuova, fu presentato un progetto di rimodernamento che prevedeva la sistemazione di piazza San Martino e l'abbassamento della linea fra corso Vittorio Emanuele e corso Regina Margherita[9].
L'idea che avrebbe prevalso prese forma all'inizio degli anni Ottanta, con il progetto di una nuova stazione legata all'interramento del passante ferroviario[1]. Nell'ottobre 1982 Comune, Regione e Ferrovie dello Stato misero a punto un piano per portare sotto terra lo scalo passeggeri e merci entro il 1986, lasciando in superficie un grande giardino con spazi pubblici; Porta Nuova sarebbe rimasta dov'era[10]. I tempi reali furono molto più lunghi.
La stazione sotterranea
I primi due binari della nuova stazione entrarono in servizio il 14 dicembre 2008, altri due il 27 settembre 2009; il 18 ottobre 2009 il vecchio fabbricato di Promis fu chiuso ai treni[1]. La fermata della metropolitana, rimandata finché la stazione ferroviaria non fosse finita, aprì il 9 settembre 2011; il passante da Stura al Lingotto entrò in servizio il 9 dicembre 2012[11]. La stazione fu inaugurata nella sua forma completa il 14 gennaio 2013[1].
La volta di copertura, vetrata e dotata di un impianto fotovoltaico, valse alla stazione il Premio Solare Europeo 2012 dell'associazione Eurosolar; il 19 novembre 2013 lo European Rail Congress la premiò come migliore stazione di grandi dimensioni dell'Unione europea[1].
Nel dicembre 2016 aprì all'interno della stazione un parcheggio su tre livelli, con ingresso da corso Bolzano: 168 posti auto, 16 per moto e 22 per i taxi, su circa dodicimila metri quadrati coperti[12]. Oggi la stazione ha sei binari per il servizio viaggiatori[13] ed è il nodo del servizio ferroviario metropolitano: dal 20 gennaio 2024 i suoi treni raggiungono l'aeroporto di Caselle in 31 minuti[14].
Il vecchio fabbricato: da rifugio ad albergo
Dismesso, l'edificio di Promis fu riqualificato nel 2015 e ospitò fino al settembre 2016 il Mercato Metropolitano; nel 2017 fu occupato da persone senza dimora e messo in vendita da Ferrovie dello Stato, e nel 2018 passò a Vastint Hospitality Italy, del gruppo Ikea[1]. Nel febbraio 2018, all'arrivo dell'ondata di gelo chiamata Burian, la Città vi aprì un'accoglienza notturna gestita dalla Protezione civile comunale e dalla Croce Rossa, che «offre generi di conforto e quaranta posti letto in luogo coperto, caldo, sicuro e non distante dal centro cittadino»[15]. Nelle notti successive arrivò a ospitare cinquantacinque persone, sostenute da volontari e associazioni[16].
Il 30 ottobre 2018 la Giunta comunale approvò lo schema di convenzione con FS Sistemi Urbani e RFI per attuare i diritti edificatori della Spina 2 nel comprensorio di Porta Susa: 178.951 metri quadrati in tutto, 114.644 delle Ferrovie e 65.307 della Città, con un albergo e il restauro del fabbricato storico nell'area a nord della stazione; erano già stati realizzati il collegamento fra corso Matteotti e via Cavalli e un parcheggio in una porzione di cinquemila metri quadrati di un manufatto sotterraneo[17].
Nel gennaio 2022 la facciata fu ridipinta nel «giallo Torino», il colore numero 21 della tavolozza cittadina, sotto il controllo della Soprintendenza[18]; a maggio le ruspe cominciarono a demolire le parti laterali della facciata d'ingresso[19]. Il 15 giugno 2023, dopo giorni di pioggia, cedettero circa duecento metri quadrati del tetto, mentre stava per partire la bonifica dall'amianto[20]; la piazza fu riaperta al traffico ai primi di luglio, dopo la messa in sicurezza dei muri perimetrali[21].
La gestione dell'albergo è stata affidata al gruppo Marriott e la hall è prevista nell'ex biglietteria[22]. Il progetto, chiamato «Scalo 1856», fu approvato dalla Soprintendenza nell'ottobre 2024: sette piani e 203 camere per un investimento di oltre quaranta milioni di euro, con moduli prefabbricati in legno[23]. Il nome richiama l'anno di nascita dell'edificio; i lavori sono iniziati alla fine di marzo 2026 e l'apertura è attesa all'inizio del 2028, insieme a un parcheggio interrato sotto piazza XVIII Dicembre[24].
La stazione oggi
Nel maggio 2026 un supermercato ha aperto al piano strada su corso Bolzano, primo passo di un riordino affidato da RFI ad Altageres: le biglietterie saliranno dal piano −1 al piano strada e la Polfer avrà nuovi spazi verso corso Matteotti. «Con l'apertura di nuove attività al piano meno uno Rfi intende reinterpretare l'immaginario dei portici torinesi, coniugando identità storica e linguaggi contemporanei», ha detto l'assessore Paolo Chiavarino[2].
Restano punti deboli. Il 27 luglio 2026 la Città ha rinunciato alla velostazione: gli spazi valutati interferivano con la sicurezza dello scalo o con le vie di esodo, e RFI non aveva fondi per costruirla[25]. A settembre la stampa segnalava che due scale mobili e due ascensori fra il piano −1 e il piano strada erano fuori servizio da tempo[26].
Pagine che rimandano qui
- Aeroporto di Torino-Caselle
- Askatasuna
- Collegno
- Grattacielo Intesa Sanpaolo
- Gruppo Torinese Trasporti
- Guasto di scale mobili e ascensori a Porta Susa (settembre 2026)
- Intesa Sanpaolo
- Italia Viva
- Metropolitana di Torino
- Olimpiadi invernali di Torino 2006
- Servizio ferroviario metropolitano di Torino
- Settimo Torinese
- Stazione di Porta Nuova
- Trasporti di Torino
Dodici impianti di mobilità fermi per manutenzione straordinaria (settembre 2026)
Il 29 settembre 2026, alla stazione di Porta Susa risultano fermi dodici impianti di mobilità su 71 — otto scale mobili e quattro ascensori, pari al 17% del totale — per interventi di manutenzione straordinaria in corso da diversi giorni.
Articoli collegati: Aeroporto di Torino-Caselle, Guasto di scale mobili e ascensori a Porta Susa (settembre 2026), Metropolitana di Torino, Stazione di Porta Nuova, Trasporti di Torino
Fonti
- Mole24 — 10 dicembre 2020
- TorinoClick (Città di Torino) — 8 maggio 2026
- Treccani, Enciclopedia Italiana
- La Stampa, 01/01/1916, n. 1, p. 7 — 1 gennaio 1916
- La Stampa, 11/08/1950, n. 190, p. 2 — 11 agosto 1950
- La Stampa, 01/07/1954, n. 155, p. 2 — 1 luglio 1954
- La Stampa, 25/06/1996, n. 173, p. 43 — 25 giugno 1996
- La Stampa, 30/11/1937, n. 285, p. 4 — 30 novembre 1937
- La Stampa, 01/08/1953, n. 182, p. 2 — 1 agosto 1953
- Stampa Sera, 11/10/1982, n. 255, p. 4 — 11 ottobre 1982
- UrbanRail.net
- TorinoClick (Città di Torino) — 19 dicembre 2016
- RFI – Rete Ferroviaria Italiana
- TorinoClick (Città di Torino) — 19 gennaio 2024
- TorinoClick (Città di Torino) — 23 febbraio 2018
- TorinoClick (Città di Torino) — 2 marzo 2018
- TorinoClick (Città di Torino) — 30 ottobre 2018
- Mole24 — 11 gennaio 2022
- Mole24 — 5 maggio 2022
- Mole24 — 15 giugno 2023
- TorinoClick (Città di Torino) — 7 luglio 2023
- Mole24 — 5 gennaio 2023
- Mole24 — 10 ottobre 2024
- Mole24 — 27 agosto 2026
- Mole24 — 4 agosto 2026
- Quotidiano Piemontese — 17 settembre 2026
- Quotidiano Piemontese — 17 settembre 2026
- CronacaQui Torino — 29 settembre 2026
- TorinoOggi — 29 settembre 2026