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Via Garibaldi (Torino)

Aggiornato il 3 ottobre 2026

Via Garibaldi è la strada pedonale che collega piazza Castello a piazza Statuto, lunga circa 963 metri; ricalca il decumano massimo di Augusta Taurinorum e fino al 1882 si chiamava contrada di Dora Grossa.[1][3][7]

Il decumano

Il decumano romano, del I secolo dopo Cristo, univa la Porta Segusina alla porta poi inglobata in Palazzo Madama; aveva una carreggiata di circa 10,5 metri lastricata a blocchi poligonali, con marciapiedi e condotti di scolo, documentati dagli scavi di Carlo Promis e Alfredo d'Andrade.[1] Nel Medioevo vi avevano sede i poteri civile e religioso: il castello degli Acaia, il palazzo del Comune e il complesso episcopale.[2]

La contrada di Dora Grossa

Il nome Dora Grossa viene da un'ordinanza di Emanuele Filiberto del 1575, che faceva scorrere l'acqua della Dora nelle vie per pulirle da neve e rifiuti: il canale più grande passava qui, e fu eliminato con la canalizzazione sotterranea del 1823-1830.[4] Dal 1729 Vittorio Amedeo II avviò con Filippo Juvarra la rettifica della contrada, regolata da un editto del 27 giugno 1736 e da disposizioni di Benedetto Alfieri del 1739: cornicioni alla stessa altezza, facciate allineate, botteghe al piano terreno e quattro piani d'affitto; i lavori si svolsero soprattutto nel tardo Settecento e portarono la via da 4-5 a circa 11,4 metri di larghezza.[5][2][7] Il 5 giugno 1882 fu intitolata a Giuseppe Garibaldi.[7]

Le chiese

All'angolo con via XX Settembre sorge la chiesa della Santissima Trinità, progettata da Ascanio Vitozzi tra il 1590 e il 1606.[8] Al numero 25 la chiesa dei Santi Martiri, costruita tra il 1577 e il 1622 per i Gesuiti su progetto di Pellegrino Tibaldi, ha la volta affrescata da Andrea Pozzo e l'altare maggiore di Juvarra.[9] La chiesa di San Dalmazzo, con origini intorno al Mille, fu affidata nel 1271 agli Antoniani e nel 1609 ai Barnabiti, e radicalmente ristrutturata nel 1855.[10]

La via pedonale

Durante i lavori di pedonalizzazione, alla fine degli anni Settanta, emersero all'angolo con via della Consolata tratti delle mura cinquecentesche di Emanuele Filiberto, oggi coperti da una lastra.[6] La via ha sempre avuto vocazione commerciale: nel 1757 vi aprirono bottega i fratelli Cinzano, all'origine della casa del vermouth.[11]

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Fonti

  1. MuseoTorino
  2. MuseoTorino
  3. MuseoTorino
  4. MuseoTorino
  5. Torino Oggi — 15 maggio 2022
  6. Quotidiano Piemontese — 14 novembre 2025
  7. MuseoTorino
  8. MuseoTorino
  9. MuseoTorino
  10. TorinoToday — 5 ottobre 2017

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