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Tram di Torino

Aggiornato il 26 settembre 2026

Il tram di Torino è la rete tranviaria urbana della città, oggi gestita dal Gruppo Torinese Trasporti con otto linee che servono Torino e alcuni comuni della cintura[1]. Nata con le carrozze trainate da cavalli e municipalizzata nel 1907, ha attraversato la guerra, la motorizzazione di massa e la nascita della metropolitana; accanto ai tram di serie circola una flotta di vetture storiche restaurate, e alla rete appartiene anche la tranvia a dentiera di Superga.

Dai cavalli alla trazione elettrica

Il trasporto pubblico su rotaia a Torino cominciò con i tram a cavalli, gestiti da società private, tra cui quella nota in città come «la Belga»; con la SATTI e l'ATM è una delle aziende storiche del trasporto torinese[2]. Il 28 novembre 1906 il Consiglio comunale deliberò il riscatto della rete dalla Società Elettricità Alta Italia, che allora la gestiva, e il 1º ottobre 1907 l'Azienda Tramvie Municipali (ATM) ne avviò l'esercizio diretto[3]. Il 15 aprile 1893 entrò in servizio la «Linea dei Viali», un anello che seguiva i grandi corsi perimetrali della città e passava davanti alla stazione di Porta Nuova[4].

Pochi anni prima, il 26 aprile 1884, era stata aperta la linea tra Sassi e la collina di Superga, allora una funicolare di sistema Agudio: il convoglio era mosso da una fune d'acciaio, tirata da un motore, che scorreva su pulegge a fianco del binario[5]. Per il cinquantenario dell'Unità, nel 1911, entrò in servizio una serie di 130 motrici a due assi costruite a Torino dalle Officine Diatto: una di esse, la vettura 116, restaurata nel 1976, è oggi il tram più anziano ancora in grado di circolare nella flotta storica[6].

Gli anni Trenta: i tram «Peter Witt»

All'inizio degli anni Trenta l'azienda municipale rinnovò il parco con cento motrici a carrelli costruite dalla Fiat Materfer, ispirate al modello americano «Peter Witt»: erano tram a grande capacità, destinati a sostituire i convogli di motrice e rimorchio[6]. La scheda della vettura 2595 li descrive così:

«Ben presto diventa un eccellente esempio, a livello europeo, di veicoli tranviari a grande capacità.»

GTT, scheda della vettura storica 2595

Nel 1934 anche la linea di Superga cambiò natura e divenne una tranvia a dentiera con cremagliera centrale, sistema ancora in uso[5]. Tre anni dopo l'Enciclopedia Italiana, nella voce dedicata alla città, annotava che «Le tramvie urbane sono state recentemente sistemate e ampliate secondo i più moderni criterî», ed elencava una raggiera di linee extraurbane «quasi interamente elettrificate» verso Settimo (11 km), Venaria (9 km), Rivoli (12 km), Stupinigi, Poirino, Gassino-Brusasco (36 km) e, attraverso Orbassano, verso Pinerolo, Giaveno e Cumiana; una linea di 85 km raggiungeva Saluzzo e Cuneo[7].

La guerra

La Seconda guerra mondiale colpì duramente la rete. Dodici motrici della serie del 1911 furono requisite e spedite a Monaco di Baviera[6], e sotto i bombardamenti la 2592, uno dei «Peter Witt», fu gravemente danneggiata e ricostruita nel dopoguerra con modifiche[6]. La motrice storica 3501 nacque proprio così, subito dopo la guerra, riutilizzando i pezzi di una motrice danneggiata dai bombardamenti del 1943, l'anno in cui, nelle incursioni di novembre, circa 250 bombardieri alleati colpirono la città; nel 2016 fu usata per un itinerario sui luoghi della «Torino in guerra» organizzato dal Museo diffuso della Resistenza con l'Associazione Torinese Tram Storici[8].

Articolati, Rete '82 e pantografi

Dal 1960 comparvero le motrici articolate della serie 2800, ottenute unendo due tram delle serie 2100 e 2200: verdi all'origine, dipinte d'arancione tra il 1980 e il 2008, sono state per decenni l'immagine stessa del tram torinese[6]. Il 2 maggio 1982 entrò in funzione la «Rete '82», il primo grande ridisegno delle linee realizzato dal nuovo consorzio dei Trasporti Torinesi; negli anni Ottanta arrivarono anche le nuove motrici delle serie 7000 e 5000[9]. Nel marzo 1990 fu approvata la sostituzione dell'asta a rotella con il pantografo, completata nel settembre 1991; nel 2000 arrivarono i primi tram lunghi 34 metri, gli ultimi costruiti dalla Fiat Ferroviaria, ramo ferroviario del gruppo FIAT[9]. Il 1º gennaio 2003 l'ATM e la SATTI si fusero nel Gruppo Torinese Trasporti, e dal 2006 la metropolitana affiancò il tram nel servizio urbano[9].

I nuovi tram e le nuove linee

Il 15 maggio 2020 GTT firmò con Hitachi Rail il contratto per 70 nuovi tram, divisi in due tranche; la prima, di 30 vetture, costava 63.417.000 euro. I nuovi mezzi sono lunghi 28 metri, a pianale ribassato, con lo stile curato da Giugiaro Architettura e la livrea giallo-blu della città; l'allora sindaca Chiara Appendino definì il trasporto pubblico «una priorità per il presente e il futuro di Torino»[10]. Il primo entrò in servizio l'11 settembre 2023 sulla linea 9: la spesa complessiva di 175 milioni, finanziata dal ministero, prevedeva la sostituzione degli arancioni 2800, di cui restano circa dieci come riserva e due come patrimonio storico[11]. Alla presentazione il sindaco Stefano Lo Russo disse: «La presentazione dei nuovi tram rappresenta il simbolico avvio di un progetto molto ampio»[11].

Negli stessi anni la rete ha ripreso a crescere. In piazza Baldissera un raccordo di circa 400 metri riporta la linea 10 sul percorso originario lungo il viale della Spina, con un progetto da circa 2,9 milioni di euro[12]. La nuova linea 12, lunga 5,5 km con dodici fermate, riusa il sedime dismesso della ferrovia Torino-Ceres, con trincea e galleria, e arriverà fino all'Allianz Stadium, al confine con Venaria Reale[13]; nel 2023 il governo le ha assegnato 221,7 milioni di euro, e l'amministrazione la presenta come una «metro leggera», un tram che collegherà l'ospedale Molinette allo stadio[14]. Nel 2026 è in corso anche la sostituzione dei binari della linea 15 in corso Vittorio Emanuele II, nell'ambito di un piano di ammodernamento della rete[15].

I tram storici

La linea 7 storica ripercorre, con una variante in corso Vinzaglio, l'anello dei Viali del 1893, con capolinea in piazza Castello e vetture degli anni Trenta-Cinquanta restaurate, in servizio la domenica e nei giorni festivi[4]. La tranvia Sassi-Superga copre 3.100 metri e 425 metri di dislivello, con una pendenza media del 13,5% e punte del 21% nel tratto finale; il convoglio, una motrice con fino a due rimorchi, porta 180 passeggeri[5]. Le vetture storiche si possono noleggiare per giri turistici[6], e la 2847, riportata alla livrea verde degli anni Sessanta, è diventata «TRAMeZINO», un tram-bar che percorre via Po, piazza Vittorio Veneto e la zona della Gran Madre: il vecchio box del bigliettaio fa da bancone[16]. Dal 2024 il progetto MuviMov racconta la città lungo oltre 120 fermate tranviarie con audio, video e più di 500 foto d'archivio dell'Associazione Torinese Tram Storici, a partire dalla Sassi-Superga e dalla linea 7[17].

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Fonti

  1. GTT – Gruppo Torinese Trasporti
  2. GTT – Gruppo Torinese Trasporti
  3. Mole24 — 28 novembre 2014
  4. GTT – Gruppo Torinese Trasporti
  5. GTT – Gruppo Torinese Trasporti
  6. GTT – Gruppo Torinese Trasporti
  7. Treccani – Enciclopedia Italiana
  8. TorinoClick (Città di Torino) — 18 ottobre 2016
  9. Tram di Torino (tramditorino.it)
  10. TorinoClick (Città di Torino) — 15 maggio 2020
  11. TorinoClick (Città di Torino) — 6 settembre 2023
  12. TorinoClick (Città di Torino) — 30 ottobre 2018
  13. TorinoClick (Città di Torino) — 14 settembre 2021
  14. TorinoClick (Città di Torino) — 27 settembre 2023
  15. TorinoClick (Città di Torino) — 11 settembre 2026
  16. TorinoClick (Città di Torino) — 7 settembre 2026
  17. TorinoClick (Città di Torino) — 18 giugno 2025

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