Basilica di Superga

La Basilica di Superga è la chiesa barocca che corona il colle di Superga, sulla collina a est di Torino, a 669 metri sul livello del mare[1]. La fece costruire Vittorio Amedeo II in adempimento del voto fatto durante l'assedio di Torino del 1706, e la progettò Filippo Juvarra[2][3]. Tempio votivo e insieme mausoleo dinastico, custodisce nei sotterranei le tombe di Casa Savoia; dal 4 maggio 1949 è anche il luogo in cui la città ricorda il Grande Torino[3][4][2].
Il voto del 1706
Nell'estate del 1706 l'esercito francese stringeva d'assedio la capitale sabauda. Dall'alto del colle Vittorio Amedeo II osservava i movimenti degli assedianti e promise di innalzare lassù una chiesa se le sue truppe fossero riuscite a respingerli[2]. La vittoria arrivò, e la basilica fu dedicata alla Vergine, a memoria di quel successo militare[2]. Anche la stampa, rievocandone la storia, la descrive come un ringraziamento alla Madonna per la sconfitta dei francesi che assediavano la città[5].
Il cantiere di Juvarra
Juvarra, appena giunto al servizio dei Savoia, ebbe l'incarico tra le prime opere torinesi, negli stessi anni in cui disegnava le facciate delle chiese gemelle di piazza San Carlo[3]. Il Dizionario Biografico degli Italiani colloca il progetto dal 1715 e la costruzione fino al 1727-31; la Treccani indica per l'edificio gli anni 1717-1731[3][1]. L'inaugurazione avvenne il 1º novembre 1731[2].
La scelta del luogo non fu soltanto devozionale. Secondo il Dizionario Biografico, la basilica sta sul prolungamento della linea prospettica ideale che univa il castello di Rivoli e la porta Susina di Torino: Superga diventa così il punto d'arrivo di un asse che attraversa l'intera pianura[3]. Nel linguaggio architettonico gli studiosi riconoscono i riferimenti alla cultura romana, da Michelangelo a Carlo Fontana, e le analogie con il disegno che Juvarra aveva presentato nel 1707 all'Accademia di San Luca[3].
L'edificio ha pianta circolare, preceduta da un pronao, ed è coperto da una cupola alzata su un alto tamburo; ai lati si allungano due ali con i campanili[1]. Gli altari conservano rilievi di Bernardino Cametti e Agostino Cornacchini[1]. Alle spalle della chiesa sorge il convento, anch'esso su disegno di Juvarra[1].
Le tombe dei Savoia
Il sepolcreto sotterraneo fu avviato nel 1774 per volere di Vittorio Amedeo III, su progetto di Francesco Martinez[1]. Vi riposano i re e i principi sabaudi da Vittorio Amedeo II a Carlo Alberto[4]: in tutto una ventina di membri della famiglia, tra cui i sovrani Vittorio Amedeo II, Carlo Emanuele III, Vittorio Amedeo III, Vittorio Emanuele I e Carlo Alberto, sepolto qui nel 1849[5]. Le cappelle laterali ospitano i monumenti di Vittorio Amedeo II (1778) e di Carlo Emanuele III (1788) e quelli dedicati a Maria Adelaide d'Austria e a Maria Vittoria d'Aosta[4].
I monumenti funebri sono opera di scultori di tre scuole: piemontesi come Ignazio e Filippo Collino, Giovan Battista Bernero e Pietro Della Vedova, genovesi come Santo Varni, toscani come Agostino Cornacchini e Carlo Finelli[4]. La cripta accoglie ancora sepolture della famiglia: Vittorio Emanuele di Savoia, figlio dell'ultimo re, morto nel febbraio 2024, dopo il funerale nel Duomo di Torino e la camera ardente nella chiesa di Sant'Uberto della Reggia di Venaria, è stato tumulato in forma strettamente privata nella cripta reale[6].
Il 4 maggio 1949
Alle 17.03 del 4 maggio 1949 l'aereo che riportava da Lisbona la squadra del Torino, reduce da un'amichevole, si schiantò contro il muraglione della basilica[7]. Nella tragedia di Superga morirono i giocatori, gli allenatori e i dirigenti del Grande Torino, con giornalisti e membri dell'equipaggio[7]. Da allora il colle è meta di pellegrinaggio dei tifosi[2].
Ogni anno, il 4 maggio, i tifosi granata salgono in pellegrinaggio al colle: alle 17.03, l'ora dello schianto, si celebra la messa e davanti al monumento dedicato agli Invincibili il capitano del Torino legge i nomi dei caduti. Nel 2024 i tifosi saliti a Superga furono circa duemila e i nomi li lesse Duvan Zapata[8].
Superga oggi
Nell'agosto 2021 l'arcivescovo Cesare Nosiglia ha affidato la basilica al Sermig, l'Arsenale della Pace di Ernesto Olivero, dopo 57 anni di gestione dei Servi di Maria[9]. Nosiglia motivò la scelta con la volontà di lasciare a un soggetto torinese questo patrimonio della città[9]:
«La basilica di Superga rappresenta per tutti i torinesi un punto di riferimento molto importante e frequentato»
L'11 luglio 2024 un protocollo firmato da Ministero della Cultura, Ministero delle Infrastrutture, Agenzia del Demanio, Regione Piemonte e Città di Torino, alla presenza della Fraternita della Speranza del Sermig che gestisce il complesso, ha stanziato 15 milioni di euro, 9 dal Ministero del Turismo e 6 dal Ministero della Cultura, per il periodo 2024-2026[10]. I fondi servono al restauro degli ambienti di pregio, all'accessibilità di tutti gli spazi, alla catalogazione e digitalizzazione della biblioteca reale, a un percorso museale interattivo e a collegamenti migliori verso il colle[10]. Il presidente della Regione Alberto Cirio ha definito Superga «uno dei luoghi simbolo di Torino perché la guarda dall'alto e conserva la memoria di fatti fondamentali della sua storia»[10].
Oltre alla chiesa e alle tombe reali, si possono visitare a pagamento l'appartamento del re e la salita alla cupola[4]. Al colle si arriva anche a piedi, per sentieri nei boschi della collina[2].
Il piano di restauro da 7,6 milioni di euro (2026)
Nel settembre 2026 prende avvio un piano di restauro e valorizzazione della Basilica di Superga da 7,6 milioni di euro: 6 milioni stanziati dal Ministero della Cultura e 1,6 milioni dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, in attuazione del Protocollo d'Intesa sottoscritto nel 2024 tra Ministero della Cultura, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Agenzia del Demanio, Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino e Comune di Torino, con la partecipazione del Sermig, gestore del complesso. I primi due lotti riguardano il pronao con il podio e i piazzali superiori, con il recupero delle parti in marmo di Gassino danneggiate.
Pagine che rimandano qui
- Alberto Cirio
- Assedio di Torino del 1706
- Basilica di Maria Ausiliatrice
- Cammino Don Bosco
- Carlo Alberto
- Casa Savoia
- Castello di Rivoli
- Cesare Pavese
- Circoscrizioni di Torino
- Duomo di Torino
- Emilio Salgari
- Filippo Juvarra
- Francesco Gonin
- Grande Torino
- Gruppo Torinese Trasporti
- Piano di restauro da 7,6 milioni per la Basilica di Superga (2026)
- Residenze sabaude
- Sermig - Arsenale della Pace
- Superga (calzature)
- Torino
- Torino Football Club
- Tragedia di Superga
- Tram di Torino
- Umberto I
- Umberto II
- Valentino Mazzola
- Vittorio Amedeo II
- Vittorio Emanuele II
Il piano di restauro da 7,6 milioni di euro (settembre 2026)
Il 25 settembre 2026 parte un piano di restauro e valorizzazione della Basilica di Superga da 7,6 milioni di euro, di cui 6 milioni stanziati dal Ministero della Cultura e 1,6 milioni dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, in attuazione del protocollo d'intesa del 2024 tra Ministero della Cultura, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Agenzia del Demanio, Regione Piemonte, Città Metropolitana e Comune di Torino, con la partecipazione del Sermig, gestore del complesso. I primi due lotti riguardano il pronao con il podio e i piazzali superiori, e prevedono il recupero degli elementi in marmo di Gassino e la rimozione di stuccature non appropriate; la Soprintendenza è la stazione appaltante e la Consulta cura progettazione e direzione dei lavori, con un cronoprogramma che guarda al 2030. È inoltre in corso, con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, la realizzazione di una piattaforma elevatrice sul lato nord della basilica per l'accessibilità, mentre un accordo con la Regione Piemonte destina un milione di euro alle coperture della manica del Convento progettata da Filippo Juvarra. Circa 800 mila persone raggiungono ogni anno il colle di Superga.
Il piano di restauro da 7,6 milioni di euro (2026-2030)
Parallelamente è in corso la realizzazione di una piattaforma elevatrice sul lato nord della Basilica, sostenuta dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, mentre un accordo con la Regione Piemonte assegna alla Consulta un milione di euro per le coperture della manica del Convento, progettata da Filippo Juvarra.
Un piano di restauro da 7,6 milioni di euro (settembre 2026)
Un piano di restauro da 7,6 milioni di euro per la Basilica di Superga, finanziato dal Ministero della Cultura e dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, entra in una fase più definita, con i lavori da completare entro il 2030.
Un piano di restauro da 7,6 milioni di euro (settembre 2026)
Cronologia
- — Un piano di restauro da 7,6 milioni di euro per la Basilica di Superga, finanziato dal Ministero della Cultura e dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, entra in una fase più definita, con i lavori da completare entro il 2030. → Torino Free
- — La Città metropolitana di Torino organizza per il 17 ottobre e il 15 novembre due camminate gratuite lungo il Cammino Don Bosco, tra la Basilica di Superga e Castelnuovo Don Bosco. Città metropolitana di Torino TorinoOggi
Articoli collegati: Carlo Alberto, Casa Savoia, Filippo Juvarra, Grande Torino, Tragedia di Superga, Vittorio Amedeo II
Fonti
- Treccani
- Italia.it (ENIT)
- Treccani — Dizionario Biografico degli Italiani
- Touring Club Italiano
- Il Mattino — 4 febbraio 2024
- Sky TG24 — 4 febbraio 2024
- Treccani
- Toro News — 4 maggio 2024
- ANSA — 2 agosto 2021
- Regione Piemonte — 11 luglio 2024
- ANSA Piemonte — 25 settembre 2026
- CronacaQui Torino
- Torino Free — 27 settembre 2026