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Compagnia di San Paolo

Aggiornato il 22 settembre 2026

Immagine dalla pubblicazione di ANSA Piemonte
Dalla pubblicazione di ANSA Piemonte, 2026-09-23

La Compagnia di San Paolo è una fondazione filantropica di diritto privato con sede a Torino, in corso Vittorio Emanuele II 75. Nata nel 1563 come confraternita laica di sette cittadini, per oltre quattro secoli ha unito assistenza ai poveri e attività creditizia, fino a generare la banca che oggi confluisce in Intesa Sanpaolo, di cui è il principale azionista. È tra le maggiori fondazioni europee di origine bancaria e ha un forte radicamento in Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta.[1][2]

La confraternita del 1563

La Compagnia nacque il 25 gennaio 1563 nel convento di San Domenico. I fondatori erano l'avvocato Giovanni Antonio Albosco, promotore dell'iniziativa, il capitano Pietro della Rossa, il canonico Battista Gambara, il notaio Nicolò Ursio, il mercante Benedetto Valle, il sarto Nicolino Bossio e il libraio Ludovico Nasi. Era l'anno in cui si chiudeva il Concilio di Trento e in cui Emanuele Filiberto trasferiva la capitale sabauda da Chambéry a Torino. Dopo alcune incertezze spirituali dello stesso Albosco, attratto da certi punti della dottrina riformata, i confratelli si affidarono alla guida spirituale del gesuita Leonardo Magnano.[3] Il gruppo, chiamato in origine Compagnia della Fede Cattolica, si proponeva due scopi: aiutare una popolazione impoverita e contrastare la diffusione della Riforma protestante.[4]

Monte di Pietà, doti e case per le donne

Nel 1579 la Compagnia rifondò il Monte di Pietà, che concedeva piccoli prestiti su pegno per sottrarre i poveri all'usura.[2][3] Nel 1589 eresse la Casa del Soccorso, destinata a giovani donne povere e sole esposte allo sfruttamento, e nel 1595 istituì l'Ufficio Pio, che assisteva persone in difficoltà di ogni ceto: nobili decaduti, mercanti rovinati, orfane, malati e mendicanti.[1] Il primo nucleo del patrimonio venne dal lascito di Aleramo Beccuti, 300 scudi l'anno, e l'Ufficio Pio amministrava anche le doti per le fanciulle povere.[3] Dal 1653 la Compagnia gestì anche il debito pubblico dello Stato sabaudo attraverso il Monte della Fede, e nel 1683 aprì la Casa del Deposito, pensata anche come rifugio per donne vittime di violenza.[4] La storica Blythe Alice Raviola ha riassunto così il meccanismo di crescita dell'ente: «più aumentavano i lasciti a favore della Compagnia, più si consolidava il suo patrimonio».[3]

Dalla soppressione alla banca

Durante il governo francese la Compagnia fu soppressa, nel 1802. Il Monte di Pietà, riorganizzato nel 1804, prese un carattere sempre più creditizio, e con la Restaurazione l'ente rinacque.[1] Dal 1815 diresse le Opere pie di Torino; nel 1848 un'inchiesta ministeriale ne propose la soppressione.[3] La svolta arrivò nel 1853, sotto Vittorio Emanuele II: nel Regno di Sardegna le funzioni religiose della confraternita furono separate da quelle economiche, e patrimonio e gestione passarono a un consiglio di nomina pubblica, le Opere Pie di San Paolo.[1][4] Nel 1867 prese avvio il Credito Fondiario, dedicato ai mutui per l'agricoltura e l'edilizia.[2]

Nel 1883 le antiche Case del Soccorso e del Deposito presero il nome di Educatorio Duchessa Isabella.[1] Il suo edificio in piazza Bernini, progettato dai fratelli Giuseppe e Attilio Davicini, fu avviato con la posa della prima pietra il 15 aprile 1890 alla presenza della duchessa di Genova, Isabella di Savoia Wittelsbach. Fu ospedale militare durante la Prima guerra mondiale e fu gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1942.[5] Nel 1900 l'ente contribuì alla nascita dell'ospedale Amedeo di Savoia e nel 1935 completò il finanziamento del nuovo ospedale delle Molinette.[2] Nel 1927 divenne istituto di credito e nel 1932 ente di diritto pubblico, con il nome di Istituto di San Paolo di Torino.[3][4] Nel dopoguerra l'Istituto Bancario San Paolo di Torino ebbe un ruolo importante nella ricostruzione.[1]

La fondazione

La legge Amato-Carli impose la separazione fra banche e attività filantropiche. Alla fine del 1991 l'attività creditizia passò a una società per azioni, l'Istituto Bancario San Paolo di Torino S.p.A., mentre l'ente riprese l'antico nome di Compagnia di San Paolo e divenne fondazione: il valore delle attività bancarie costituì il suo patrimonio filantropico.[1][4] Nel 2000 adottò uno statuto di diritto privato.[2]

Nel 2013, per i 450 anni, la casa editrice Einaudi pubblicò una storia in due volumi curata da Walter Barberis e Anna Cantaluppi. Il lavoro, basato sull'archivio storico dell'ente, ha coinvolto decine di studiosi. Nella prefazione l'allora presidente Sergio Chiamparino scrisse che «questa storia della Compagnia non assolve pertanto ad alcuna intenzionalità celebrativa o politica».[6] L'archivio storico, gestito dalla Fondazione 1563 per l'Arte e la Cultura,[6] dal 2014 si trova nell'ex Educatorio Duchessa Isabella, restaurato dalla Compagnia tra il 2009 e il 2015 e dal 2015 sede della stessa Fondazione 1563.[5]

Patrimonio e attività

Al 31 dicembre 2023 il patrimonio era di circa 8,3 miliardi di euro. Circa 3,1 miliardi erano investiti in Intesa Sanpaolo, mentre la parte diversificata ammontava a circa 4,2 miliardi.[2] A settembre 2026 la Compagnia deteneva il 6,526% delle azioni ordinarie della banca e ne era il primo azionista, davanti alla Fondazione Cariplo.[7] Gli organi sono il presidente, il segretario generale, un Consiglio generale di 17 membri, un Comitato di gestione di 5 membri e il Collegio dei revisori.[2]

Il 16 aprile 2024 il Consiglio generale ha eletto all'unanimità presidente per il mandato 2024-2027 Marco Gilli, torinese, nato nel 1965 ed ex rettore del Politecnico di Torino. Gilli è succeduto a Francesco Profumo, dimessosi il 22 febbraio 2024.[8] Al momento dell'elezione ha dichiarato: «Affronto questa grande sfida con entusiasmo e fiducia nella consapevolezza di essere accompagnato da una squadra multidisciplinare di altissimo livello sia in termini di governance che di struttura».[8]

Il piano strategico 2025-2028, presentato nelle linee guida il 15 luglio 2024, prevede oltre 700 milioni di euro di erogazioni in quattro anni. Nel quadriennio precedente erano stati 710 milioni, con un impatto stimato di 3,5 miliardi sul territorio.[9] Dal 2020 l'attività è organizzata in tre obiettivi (Cultura, Persone e Pianeta) e quattordici missioni, collegati agli obiettivi dell'Agenda 2030.[1][10] La Compagnia agisce anche attraverso enti strumentali: l'Ufficio Pio, la Fondazione per la Scuola, la Fondazione 1563, il Collegio Carlo Alberto, la fondazione LINKS e l'IIGM, dedicato alla genomica e alla medicina di precisione.[2][10]

Pagine che rimandano qui

Il dominio compagnia.torino.it nell'archivio web

Il dominio compagnia.torino.it, nell'archivio web dal 4 gennaio 2000, si presenta come «Compagnia di San Paolo - Home Page». Dal 2016 il sito reindirizza al dominio compagniadisanpaolo.it.

Il dominio compagnia.torino.it (2000)

Il dominio compagnia.torino.it ospitava già nel gennaio 2000 la home page della Compagnia di San Paolo, in versione italiana e inglese.

Da compagnia.torino.it a compagniadisanpaolo.it

Nell'istantanea del 4 gennaio 2000, il dominio compagnia.torino.it ospita una semplice pagina segnaposto, «Compagnia di San Paolo - Home Page», disponibile in versione italiana e inglese. L'ente pubblica in seguito il proprio sito sul dominio compagniadisanpaolo.it: nell'istantanea del 10 gennaio 2016 il sito presenta sezioni su scopi, organi, struttura e statuto della Fondazione.

Il sito compagnia.torino.it (2000-2004)

Dal gennaio 2000 il sito ufficiale della Compagnia di San Paolo era ospitato all'indirizzo compagnia.torino.it, con versione italiana e inglese; l'ultimo salvataggio dell'archivio web con contenuti propri di quell'indirizzo è del 24 luglio 2004.

Il dominio compagnia.torino.it, una pagina segnaposto dal 2000

Il dominio compagnia.torino.it fu registrato per la Compagnia di San Paolo entro il gennaio 2000, ma rimase sempre una semplice pagina segnaposto bilingue («Compagnia di San Paolo - Home Page»), confermata identica nel luglio 2004; l'indirizzo risultava poi parcheggiato e senza contenuti propri fino almeno al marzo 2021.

Il dominio compagnia.torino.it

Accanto al sito istituzionale, la Compagnia di San Paolo ha utilizzato anche il dominio compagnia.torino.it, online dal 4 gennaio 2000: gli snapshot dell'archivio web lo mostrano come una semplice pagina d'ingresso bilingue («Compagnia di San Paolo - Home Page» / «VERSIONE ITALIANA ENGLISH VERSION»), rimasta pressoché invariata fino all'ultimo snapshot del 2 marzo 2021.

Articoli collegati: Intesa Sanpaolo

Fonti

  1. Fondazione Compagnia di San Paolo
  2. Mole24 — 5 novembre 2025
  3. Letture.org
  4. Fondazione Ansaldo
  5. MuseoTorino
  6. Fondazione 1563 per l'Arte e la Cultura
  7. Intesa Sanpaolo
  8. ANSA — 16 aprile 2024
  9. Fondazione Compagnia di San Paolo — 15 luglio 2024
  10. Fondazione Compagnia di San Paolo
  11. web.archive.org — 4 gennaio 2000
  12. web.archive.org — 10 gennaio 2016
  13. Internet Archive (Wayback Machine) — 4 gennaio 2000
  14. Internet Archive (Wayback Machine) — 24 luglio 2004
  15. Internet Archive (Wayback Machine) — 2 marzo 2021

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