Ospedale Molinette

L'ospedale Molinette, ufficialmente Ospedale San Giovanni Battista, è il principale ospedale di Torino: un complesso a padiglioni aperto nel 1935 in corso Bramante, sulla sponda sinistra del Po. È l'erede diretto dell'Ospedale maggiore di San Giovanni Battista e della Città di Torino, nato nel Medioevo accanto al Duomo, e oggi fa parte dell'azienda ospedaliero-universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino.[1] Dalle sue sale operatorie è partito il programma dei trapianti d'organo del Piemonte.
Dal campanile del Duomo a via Giolitti
Secondo la tradizione, un canonico della cattedrale raccolse per strada un moribondo e lo ricoverò in una stanza del campanile della chiesa di San Giovanni: da quel gesto sarebbe nato il primo ospedale della città.[1] Un documento del 13 marzo 1228 lo cita come «Hospitale del Domo»; nel 1306 la sede fu spostata verso le torri della Porta Palatina e dal 1460 l'istituto è conosciuto come Ospedale di San Giovanni.[2] Nel 1540-41 il Comune affiancò il Capitolo dei canonici donando all'ospedale i beni di dodici confraternite e più di cento case; il 12 gennaio 1578 l'ente prese il nome ufficiale di Ospedale maggiore di San Giovanni Battista e della Città di Torino, che mantiene ancora.[2] La gestione restò a lungo ai canonici del Duomo, sotto l'autorità del vescovo; la peste del 1630 mise in crisi l'istituto e costrinse il Capitolo a chiedere aiuto alla Città.[1]
Nel 1680 il conte Amedeo di Castellamonte progettò la nuova sede nell'odierna via Giolitti: una pianta a croce greca su due piani, con l'altare visibile da tutte le corsie e quattro cortili porticati. I lavori durarono otto anni e costarono un milione di lire.[1] Nel 1832 re Carlo Alberto firmò il regolamento dell'ospedale; dal 1836 l'assistenza fu affidata alle Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli, che vi prestarono servizio per oltre 130 anni.[1] L'edificio seicentesco, oggi «San Giovanni Antica Sede», conserva la struttura originale.[1]
Il «nuovo Policlinico»
Già all'inizio del Novecento la vecchia sede era insufficiente. Il progetto di un nuovo ospedale fu discusso in consiglio comunale dal 1903.[3] Nel 1914 il sindaco Teofilo Rossi di Montelera, nel bilancio del suo mandato, lo collocava nella zona sud della città, vicino al futuro Politecnico:[4]
«Nelle vicinanze del futuro Politecnico sorgeranno i nuovi Ospedali progettati a notte del Corso Spezia, colla fronte orientale disposta lungo il Corso Galileo Galilei, tra il Corso Spezia predetto e il Corso Piemonte»
Il 21 luglio 1928 fu firmata la convenzione per la nuova «Città ospedaliera» lungo il Po, nella zona dei vecchi mulini: il nome popolare di Molinette viene da un piccolo mulino detto la Mulinetta.[1] Il progetto fu firmato dagli ingegneri Eugenio Mollino (1873-1953) e Michele Bongioanni: diciannove padiglioni alti da due a quattro piani, collegati da gallerie vetrate su due livelli, in muratura portante e solai in cemento armato, su un'area di circa 139.000 metri quadrati.[3]
L'inaugurazione del 1935
Il re Vittorio Emanuele III inaugurò l'ospedale il 9 novembre 1935; la benedizione fu impartita dal cardinale Maurilio Fossati.[2] La Fondazione Ricerca Molinette colloca invece la cerimonia al 13 novembre e ricorda che Mussolini declinò l'invito.[5] L'opera era costata 71 milioni di lire: 35 dal Municipio, 21 dal governo, 10 dalla famiglia Abegg e 5 dall'ospedale per arredi e attrezzature.[1] All'apertura contava 1.600 letti, quattro divisioni di medicina e quattro di chirurgia, le cliniche universitarie, un istituto di anatomia patologica, la radiologia, una chiesa, una scuola convitto per infermiere, le cucine e una centrale termoelettrica; nel complesso trovò posto anche l'ospedale San Lazzaro con la clinica dermatologica.[1]
Le bombe della Seconda guerra mondiale
La vicinanza con gli stabilimenti FIAT del Lingotto, con la RIV e con la linea ferroviaria, obiettivi dei bombardieri, costò cara.[1] Le Molinette furono colpite cinque volte: il 13 e il 17 agosto 1943 da incursioni notturne della RAF con bombe di grosso calibro, l'8 novembre e il 1º dicembre 1943 e il 3 gennaio 1944 da bombardamenti a tappeto diurni dell'aviazione statunitense, che distrussero in parte i padiglioni e danneggiarono gravemente coperture e impianti.[3] L'ospedale rimase agibile solo per metà e sotto il cortile di corso Bramante fu scavato un rifugio antiaereo.[1] Tra le vittime dei bombardamenti è ricordata suor Santina, delle Figlie della Carità, che si rifiutò di abbandonare una paziente.[6]
La stagione dei trapianti
Il programma trapianti piemontese è partito dalle Molinette con il primo trapianto di rene, il 7 novembre 1981; il primo di cuore è del 3 aprile 1990, il primo di fegato del 10 ottobre dello stesso anno, seguiti dal polmone (5 settembre 1993) e dal pancreas (18 agosto 1999).[7] Il centro trapianti di fegato, diretto da Mauro Salizzoni, ha superato i 3.000 interventi il 17 luglio 2017.[8] In quell'occasione il rettore dell'Università di Torino, Gianmaria Ajani, commentò: «Il numero è certamente rilevante, e tagliare il traguardo dei tremila trapianti ha un suo significato simbolico, ma l'aspetto più importante è la qualità, che si raggiunge e mantiene solo con un sostegno continuo alla ricerca».[8] Nel novembre 2023 il centro, fondato da Salizzoni, che lo ha guidato per 28 anni, e diretto dal 2018 da Renato Romagnoli, ha toccato quota 4.000 trapianti, primato in Italia e in Europa.[9]
Oggi e il Parco della Salute
Nel 2012 è nata l'Azienda ospedaliero-universitaria Città della Salute e della Scienza,[10] che riunisce le Molinette (con il Dermatologico San Lazzaro e il San Giovanni Antica Sede), il CTO, l'Ospedale infantile Regina Margherita e il Sant'Anna.[11] Nel 2021 disponevano di 1.481 posti letto ordinari e 161 di day hospital.[6] Il loro futuro è però altrove: nell'aprile 2025 è stato firmato il contratto con il raggruppamento formato da Consorzio Sis e Abp Nocivelli per il Parco della Salute, che sorgerà tra corso Settembrini e corso Spezia e accoglierà le Molinette e il CTO. Il costo complessivo è di 610,9 milioni di euro, coperto dallo Stato, dalla Regione Piemonte e dal concessionario; il cantiere dovrebbe partire nel 2026 e la consegna è fissata per il 2031.[12]
Pagine che rimandano qui
- Beppe Fenoglio
- Carlo Mollino
- Città della Salute e della Scienza di Torino
- Compagnia di San Paolo
- Giornata Europea del Caregiver 2026 in Piemonte: le iniziative della Rete Oncologica
- Inchiesta della Procura di Torino sulla morte di Raffaele Miele dopo un trapianto di cuore (ottobre 2026)
- Interventi urologici assistiti da robot chirurgico alle Molinette (settembre 2026)
- Nursing Up
- Rete Oncologica del Piemonte e Valle d'Aosta
- Rogo della ThyssenKrupp
- Tram di Torino
Articoli collegati: Città della Salute e della Scienza di Torino, Interventi urologici assistiti da robot chirurgico alle Molinette (settembre 2026)
Chirurgia robotica in urologia
Nel settembre 2026 l'ospedale esegue circa 250 interventi urologici l'anno con il supporto di un robot chirurgico, per ridurre le liste d'attesa.[1]
Cronologia
- — La procura di Torino apre un'inchiesta per omicidio colposo sulla morte di Raffaele Miele, 36 anni, deceduto il 1° ottobre alle Molinette dopo un trapianto di cuore, e dispone l'autopsia come accertamento tecnico irripetibile su richiesta della famiglia. la Repubblica Torino ANSA Piemonte
Fonti
- A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino
- La Voce e il Tempo
- MuseoTorino
- Piemonteis — 7 aprile 2020
- Fondazione Ricerca Molinette
- Mole24 — 17 agosto 2021
- Quotidiano Sanità
- Torino Oggi — 17 luglio 2017
- insalutenews.it — 24 novembre 2023
- Quotidiano Piemontese
- A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino
- Torino Free — 26 aprile 2025
- La Stampa — 27 settembre 2026