Città metropolitana di Torino

La Città metropolitana di Torino è l'ente di area vasta che governa il territorio dell'ex provincia di Torino: 6.827 chilometri quadrati divisi in 312 comuni, dalla pianura del Po ai valichi alpini, con 2.230.946 abitanti secondo i rilevamenti ISTAT del 2020[1]. È nata dalla legge 7 aprile 2014, n. 56, ed è subentrata alla provincia omonima il 1º gennaio 2015[1]. Nella codifica statistica nazionale porta il numero 201, il primo della serie delle città metropolitane[2]. Il suo sindaco è, per legge, il sindaco di Torino.
Dalla provincia all'area metropolitana
L'idea che Torino fosse qualcosa di più del suo comune è antica. Già negli anni Trenta del Novecento si osservava che in un raggio di quindici chilometri dal centro vivevano 33 comuni, con 156.500 persone presenti al censimento del 1931, e che centri come Moncalieri, Rivoli, Venaria, Settimo e Chieri erano ormai attratti quasi per intero nell'orbita della città[3]. Nel dopoguerra, con la crescita industriale, questa corona fu riconosciuta anche sulla carta: un decreto regionale del 1972 definì un'area metropolitana torinese di 52 comuni limitrofi, disposti in due corone concentriche[1].
Per oltre quarant'anni, tuttavia, l'ente che amministrava il territorio restò la Provincia. La svolta arrivò con la legge 56 del 2014, la cosiddetta legge Delrio, che trasformò le province dei maggiori capoluoghi in città metropolitane: nove dal 1º gennaio 2015, diventate quattordici dal 1º gennaio 2017 con l'aggiunta di Reggio Calabria, Catania, Messina, Palermo e Cagliari[2]. A Torino il nuovo ente coincide esattamente con i confini della vecchia provincia[1].
Come funziona l'ente
Gli organi sono tre: il sindaco metropolitano, il consiglio metropolitano e la conferenza metropolitana[4]. Il sindaco del capoluogo è di diritto sindaco della Città metropolitana; il consiglio non è eletto dai cittadini, ma dai sindaci e dai consiglieri dei comuni del territorio; la conferenza riunisce tutti i sindaci ed è convocata e presieduta dal sindaco metropolitano[4].
Questo meccanismo di secondo grado fu contestato davanti alla Corte costituzionale da Lombardia, Veneto, Campania e Puglia. Con la sentenza 50 del 2015, depositata il 26 marzo, la Corte respinse i ricorsi, ricordando di aver già affermato nel 1968 «la piena compatibilità di un meccanismo elettivo di secondo grado con il principio democratico e con quello autonomistico»[4].
Sei anni dopo la stessa Corte tornò sul tema da un'altra angolazione. Nella sentenza 240 del 2021, depositata il 7 dicembre, dichiarò inammissibili le questioni sulla designazione automatica del sindaco metropolitano, perché la correzione spettava al Parlamento, ma scrisse che il sistema vigente non è «in sintonia con le coordinate ricavabili dal testo costituzionale»[5]. Il monito era rivolto al legislatore:
«sollecitare un intervento legislativo in grado di scongiurare che il funzionamento dell'ente metropolitano si svolga ancora a lungo in una condizione di non conformità ai richiamati canoni costituzionali»
Le undici zone omogenee
Un territorio di 312 comuni, in gran parte montano e con centri minuscoli accanto a città di decine di migliaia di abitanti, non si governa da un solo tavolo. Nei primi mesi di vita dell'ente il primo sindaco metropolitano, Piero Fassino, sottopose ai territori, insieme allo statuto, la divisione in undici zone omogenee approvata dal consiglio metropolitano[6].
Le zone rispecchiano geografie e storie diverse. La prima è il capoluogo; tre corone formano l'area metropolitana torinese: la zona Ovest, di 173 chilometri quadrati, con Collegno, Grugliasco e Rivoli; la zona Sud, con Moncalieri, Nichelino e Orbassano; la zona Nord, sette comuni tra cui Settimo, Borgaro, Leinì e Caselle[6]. Seguono il Pinerolese, con 45 comuni attorno a Pinerolo; le valli di Susa e Sangone; il Ciriacese e le valli di Lanzo, con 40 comuni; il Canavese occidentale, con 46; l'Eporediese attorno a Ivrea, la più frammentata, con 58 comuni; il Chivassese attorno a Chivasso, con 24; infine il Chierese-Carmagnolese, con 22[6]. Al momento dell'approvazione tre comuni, Osasio, Lombriasco e Carignano, dovevano ancora scegliere tra la zona Sud e quella di Chieri e Carmagnola[6].
Le zone non sono enti ma spazi di coordinamento: nel Pinerolese, dove la pianura irrigua lascia il posto alle valli Chisone, Pellice e Germanasca, servono a coordinare scuola, mobilità, servizi, lavoro e turismo, questioni che non si fermano ai confini dei singoli comuni[7].
Palazzo Cisterna, la sede
La sede di rappresentanza è Palazzo Dal Pozzo della Cisterna, in via Maria Vittoria. Costruito nel 1675 per i conti Ripa di Giaglione su progetto di Antonio Maurizio Valperga o del fratello Andrea, passò nel 1685 ai Dal Pozzo della Cisterna; nel Settecento l'architetto Francesco Valeriano Dellala di Beinasco ne guidò l'ampliamento[8]. Dal 1867, con le nozze tra Maria Vittoria Dal Pozzo e Amedeo di Savoia, duca d'Aosta, divenne residenza di rappresentanza e Francesco Gonin vi aggiunse sale, soffitti a cassettoni e dorature[8]. Nel 1940 i Savoia-Aosta lo cedettero all'Amministrazione provinciale, che dal 1945 vi ha la propria sede ufficiale[8].
Il giardino storico, affacciato su via Carlo Alberto, è stato restaurato e riaperto al pubblico il 10 aprile 2025, visitabile ogni giorno dalle 9 alle 21[9]. Nell'agosto 2026 il sindaco Stefano Lo Russo ha presentato la riqualificazione dell'intero palazzo: oltre 14 milioni di euro, 13 dei quali dal bilancio dell'ente e uno dalla Compagnia di San Paolo, per restaurare le sale storiche e la biblioteca e ricavare uffici e servizi, con fine lavori prevista nella primavera del 2027[10].
Oggi
L'ente lavora sempre più in coppia con la Città di Torino. Nel febbraio 2026 è stato avviato tra i due enti un accordo biennale, a costo zero e rinnovabile, per condividere piattaforme digitali degli appalti, formazione del personale e gestione dei fondi del PNRR[11]. «Questo accordo tra Città di Torino e Città Metropolitana risponde a esigenze di integrazione amministrativa tra enti e si prefigge di aumentarne l'efficienza tramite la collaborazione», ha dichiarato la vicesindaca Michela Favaro[11].
Il nodo segnalato dalla Corte costituzionale riguarda proprio questo meccanismo: il sindaco metropolitano è il sindaco scelto dagli elettori di un solo comune, mentre gli abitanti degli altri 311 non partecipano alla sua elezione[5].
Protocollo d'intesa con il Museo del Risorgimento (settembre 2026)
La Città metropolitana di Torino formalizza con il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano un protocollo d'intesa per la realizzazione congiunta di programmi educativi e formativi, attività di divulgazione storica, mostre temporanee e progetti espositivi, con attenzione ai temi dell'educazione civica, della sostenibilità e della cittadinanza attiva. Il protocollo è sottoscritto dalla presidente del Museo Luisa Papotti e dalla consigliera metropolitana delegata al turismo Sonia Cambursano. Tra le prime iniziative comuni, eventi collegati alla mostra «A tavola, cucina, cibo e gusto nell'Italia del Risorgimento», allestita al Museo da ottobre 2026 ad aprile 2027.
25,9 milioni dal ministero per il progetto di mobilità sostenibile MeMo (settembre 2026)
Nel settembre 2026 il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica assegna alla Città metropolitana di Torino 25,9 milioni di euro, il secondo importo più alto tra gli enti italiani partecipanti al bando, per «MeMo - Metropoli in movimenTo», progetto per ridurre la dipendenza dall'auto privata negli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro, sviluppare l'interscambio tra treno e bicicletta e sostenere una logistica urbana più efficiente. Il finanziamento si concentra su quattro linee d'azione: logistica urbana sostenibile, rafforzamento del mobility management di area, promozione della ciclabilità con la strategia «bike to rail» e mobilità scolastica.
25,9 milioni di euro per il progetto di mobilità sostenibile MeMo
La Città Metropolitana di Torino ottiene dal ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica un finanziamento di 25,9 milioni di euro — il secondo più alto tra gli enti italiani partecipanti al bando — per il progetto MeMo-Metropoli in movimenTo, che punta a ridurre la dipendenza dall'auto privata, sviluppare l'interscambio tra treno e bicicletta e sostenere una logistica urbana più efficiente, con azioni mirate soprattutto agli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro.
Bandite le gare per i nuovi ponti sulla SP92 e a Strambinello (settembre 2026)
La Città metropolitana di Torino bandisce la gara d'appalto per il nuovo ponte sul Po sulla Provinciale 92 tra Castiglione e Settimo Torinese, un'opera da 19,5 milioni di euro, dopo aver già avviato quella per il nuovo ponte Preti a Strambinello.
Il progetto MeMo-Metropoli in movimenTo e il finanziamento da 25,9 milioni (settembre 2026)
Il 17 settembre 2026 la Città metropolitana di Torino ottiene dal ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica un finanziamento di 25,9 milioni di euro, il secondo più alto tra gli enti italiani partecipanti al bando, per il progetto MeMo-Metropoli in movimenTo, dedicato a ridurre la dipendenza dall'auto privata negli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro. Il consigliere metropolitano delegato ai Trasporti, Pasquale Mazza, indica quattro linee d'azione: logistica urbana sostenibile, rafforzamento del mobility management, promozione della ciclabilità attraverso la strategia bike to rail e mobilità scolastica.
Cronologia
- — La Città metropolitana di Torino avvia il programma MeMo - Metropoli in movimenTo, finanziato dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica con 25,9 milioni di euro. Città metropolitana di Torino Il Torinese
- — La Città metropolitana di Torino apre il bando 2026 del Servizio civile digitale, con 12 posti per il progetto «PA Digitale per Tutti – Facilitazione e inclusione», candidature entro il 6 novembre. → Città metropolitana di Torino CronacaQui Torino
- — La Città metropolitana di Torino bandisce la gara d'appalto per il nuovo ponte sul Po sulla Provinciale 92 tra Castiglione e Settimo Torinese, un'opera da 19,5 milioni di euro, dopo aver già avviato quella per il nuovo ponte Preti a Strambinello. Città metropolitana di Torino TorinoOggi
- — La Città metropolitana di Torino annuncia il ritorno del Salone della mobilità scolastica attiva, in programma lunedì 5 ottobre nell'Auditorium della sede di corso Inghilterra a Torino, dedicato alla costruzione di una rete metropolitana per rendere più sicuri gli spazi intorno alle scuole. → Città metropolitana di Torino TorinoOggi
- — Con il patrocinio della Città metropolitana di Torino, si svolge la quinta edizione di «Carte in Dimora», la Giornata Nazionale dell'Associazione Dimore Storiche Italiane che apre gratuitamente al pubblico archivi e biblioteche private custoditi nelle dimore storiche. → Città metropolitana di Torino
- — A Venaus, in Val Cenischia, la Città metropolitana di Torino inaugura la nuova rotatoria sulla provinciale 210, realizzata con un investimento di 250.000 euro per rendere più sicuro l'accesso al centro storico. → Città metropolitana di Torino TorinoOggi
- — Lungo la Strada Provinciale 1 delle Valli di Lanzo, a Pessinetto, prosegue il varo delle travi di copertura della galleria paramassi con senso unico alternato regolato da semafori; a Reano la Sp 185 resta chiusa fino al 21 ottobre per lavori alla rete elettrica. → Città metropolitana di Torino ANSA Piemonte
- — La Città metropolitana di Torino annuncia che i lavori di manutenzione straordinaria al ponte sul torrente Pellice della Sp 157 tra Bricherasio e Bibiana dureranno complessivamente circa 90 giorni, e dal 7 ottobre modifica la taratura dei semafori del senso unico alternato per ridurre le code sulla Sp 161. → Eco del Chisone
- — La Città metropolitana di Torino organizza per il 17 ottobre e il 15 novembre due camminate gratuite lungo il Cammino Don Bosco, tra la Basilica di Superga e Castelnuovo Don Bosco. Città metropolitana di Torino TorinoOggi
Articoli collegati: Augusta Taurinorum, Bando per il nuovo ponte sul Po tra Castiglione Torinese e Settimo Torinese (2026), Bando per il ponte sulla SP 92 tra Castiglione e Settimo Torinese, Bando per il ponte sulla SP92 tra Castiglione e Settimo Torinese (settembre 2026), Gare d'appalto per i ponti di Castiglione e Strambinello (2026), Settimo Torinese
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- Abbazia di Novalesa
- Aeroporto di Torino-Caselle
- Arcidiocesi di Torino
- ASL TO4
- Assedio di Torino del 1706
- Associazione Dimore Storiche Italiane
- Augusta Taurinorum
- Avigliana
- Avvio del programma MeMo – Metropoli in movimenTo della Città metropolitana di Torino
- Banche del Tempo della provincia di Torino
- Bando 2026 del Servizio civile digitale della Città metropolitana di Torino (settembre 2026)
- Bando per il nuovo ponte sul Po tra Castiglione Torinese e Settimo Torinese (2026)
- Bando per il ponte sulla SP 92 tra Castiglione e Settimo Torinese
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Fonti
- Treccani
- ISTAT
- Treccani, Enciclopedia Italiana
- Corte costituzionale — 26 marzo 2015
- Corte costituzionale — 7 dicembre 2021
- Mole24 — 28 gennaio 2015
- Mole24 — 3 aprile 2026
- Mole24 — 18 ottobre 2023
- Torinoclick (Città di Torino) — 10 aprile 2025
- Mole24 — 25 agosto 2026
- Torinoclick (Città di Torino) — 25 febbraio 2026
- Città Metropolitana di Torino — 24 settembre 2026
- ANSA Piemonte — 17 settembre 2026
- Città metropolitana di Torino — 30 settembre 2026
- TorinoOggi — 30 settembre 2026