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Francesco Gonin

Aggiornato il 3 ottobre 2026

Francesco Gonin (Torino, 16 novembre 1808 – Giaveno, 14 settembre 1889) è stato un pittore, litografo e illustratore, celebre per le illustrazioni dei Promessi sposi e della Storia della colonna infame eseguite su commissione di Alessandro Manzoni.[1][2]

La formazione

Figlio di genitori valdesi, studiò all'Accademia di Torino dal 1820 al 1828; dal 1822 lavorò con il laboratorio di Felice Festa, il primo a sperimentare la litografia nel Regno di Sardegna, e tra il 1824 e il 1832 eseguì le litografie del «Viaggio romantico-pittorico» di Paroletti.[1] Esordì nel 1829 all'esposizione del Valentino, e dal 1839 al 1842 realizzò le illustrazioni dei Promessi sposi.[1]

Gli affreschi torinesi

Sotto la direzione di Pelagio Palagi lavorò a lungo per Palazzo Reale: i beati Umberto e Bonifacio per la sala del Consiglio (1837), gli affreschi dall'Iliade nella rotonda oggi dell'Armeria Reale (1842) e il fregio della sala delle Guardie (1847); nel 1841-1843 affrescò la cappella delle Margherie a Racconigi.[1] Nel 1837 diresse costumi e figurini del Teatro Regio, nel 1845 affrescò il soffitto del Teatro Carignano e tra il 1845 e il 1847 la cupola della Santissima Trinità.[1] Nel 1852 dipinse l'abside e i pennacchi della cupola di San Massimo, nel 1858 la cupola della basilica dei Santi Maurizio e Lazzaro e nel 1870 il soffitto del salone ottocentesco di Palazzo Carignano.[1][3] Suoi dipinti come «La morte di Carlo Alberto» (1850) sono nella basilica di Superga.[1]

La memoria

Nel 1855 diresse la rivista di litografie «L'Arte moderna».[1] A Giaveno, dove morì, il progetto «Omaggio a Gonin» ha riprodotto sulle facciate del centro storico sedici sue illustrazioni dei Promessi sposi.[4][5]

Pagine che rimandano qui

Fonti

  1. Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
  2. MuseoTorino
  3. MuseoTorino
  4. TorinoToday — 25 aprile 2017
  5. ValsusaOggi — 30 gennaio 2020

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