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Teatro Carignano

Aggiornato il 3 ottobre 2026

Il Teatro Carignano è il teatro di piazza Carignano, in via Piazza Carignano 6, ed è l'unico teatro torinese che conserva la struttura settecentesca; dal 1977 è la sede principale del Teatro Stabile di Torino.[1]

Le origini

Le fonti raccontano gli inizi in modo diverso. Secondo MuseoTorino il teatro nacque verso il 1711 come teatro di famiglia dei principi di Carignano per la commedia, dopo un primo progetto in legno di fine Seicento attribuito a Guarino Guarini.[1] Secondo lo Stabile l'edificio era in origine una sala da pallacorda, il «Trincotto Rosso», passata nel 1727 alla Società dei Cavalieri e adattata a teatro nel 1740 con 56 palchi.[2]

Il teatro di Alfieri

Nel 1752, per volere del principe Luigi Vittorio di Carignano, Benedetto Alfieri lo ricostruì in muratura dalle fondamenta, su una pianta ridotta di quella del Teatro Regio, con 84 palchi e tre ordini di panche in platea; fu inaugurato a Pasqua del 1753 con «La calamita de' cuori» di Carlo Goldoni.[1][2] Il palazzo che fa da avancorpo è attribuito a Giovanni Battista Borra, e le decorazioni sono di Gaetano Perego e Mattia Franceschini.[1]

Dopo l'incendio del 16 febbraio 1786 il teatro fu ricostruito nel 1787 su progetto di Giovanni Battista Feroggio, con quattro ordini di palchi, il portico e tredici finestre al piano nobile.[2][1] Il soffitto della platea, con il «Trionfo di Bacco», è di Francesco Gonin, del 1845.[1] Nel 1870 il teatro passò alla Città: l'architetto Carrera trasformò il quarto ordine di palchi in galleria e ricavò nel sotterraneo una birreria, diventata cinema nel 1903.[2] Al Carignano debuttò «Il piacere dell'onestà» di Luigi Pirandello.[2]

Lo Stabile

Il teatro fu colpito dai bombardamenti dell'8 novembre 1942 e del 13 luglio e dell'8 agosto 1943.[1] Lo Stabile, nato nel 1955 come «Piccolo teatro» fondato dal Comune, vi portò i suoi spettacoli maggiori dal 1961, sotto la direzione di Gianfranco De Bosio, a cominciare da «La resistibile ascesa di Arturo Ui» di Brecht; il 24 marzo 1964 vi debuttò «Le mani sporche» di Sartre, con la regia di De Bosio.[3] Nel 1977 la Città affidò il Carignano allo Stabile come sede stabile.[1][2]

Tra la primavera del 2007 e il 2009 un restauro ha recuperato gli ingressi originari e l'antica birreria sotterranea voluta da Carlo Alberto.[1][2] La settantesima stagione dello Stabile si è aperta al Carignano il 6 ottobre 2025 con «Amleto» diretto da Leonardo Lidi, e quella 2026-2027 il 5 ottobre 2026 con «Una delle ultime sere di carnovale» di Goldoni, diretta da Valerio Binasco.[4][5]

Pagine che rimandano qui

Fonti

  1. MuseoTorino
  2. Teatro Stabile Torino
  3. Teatro Stabile Torino
  4. Torino Oggi — 5 ottobre 2025
  5. ANSA — 30 settembre 2026

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