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Pelagio Palagi

Aggiornato il 3 ottobre 2026

Pelagio Palagi (Bologna, 25 maggio 1775 – Torino, 6 marzo 1860) è stato un pittore, architetto, disegnatore di arredi e collezionista; dal 1832 diresse per Carlo Alberto la decorazione dei palazzi reali di Torino, del castello di Racconigi e di Pollenzo.[1]

Prima di Torino

Dal 1806 lavorò a Roma, dove nel 1810 vinse una medaglia d'oro al Salon di Parigi e nel 1813 entrò nell'Accademia di San Luca; dal 1815 visse a Milano, dove con Francesco Hayez affrescò la sala della Lanterna del palazzo reale, distrutta nel 1943.[1]

Il pittore dei palazzi reali

Alla fine del 1832 Carlo Alberto lo chiamò a Torino per sovrintendere alla decorazione di Racconigi; nel 1834 divenne «pittore preposto alla decorazione de' Reali palazzi» e direttore della scuola di ornato dell'Accademia Albertina.[1] Dal 1835 diresse il rinnovo di Palazzo Reale, coordinando pittori come Francesco Gonin e l'ebanista Gabriele Capello detto il Moncalvo.[1] Per la sala del Consiglio, dove Carlo Alberto firmò lo Statuto il 4 marzo 1848, disegnò i mobili; sono suoi anche la cancellata di piazzetta Reale con i Dioscuri di Abbondio Sangiorgio e l'allestimento della Biblioteca Reale (1837-1842).[2][3][4]

A Racconigi realizzò il gabinetto etrusco, presentato all'Esposizione universale di Londra del 1851, e le Margherie neogotiche, tra i primi esempi di architettura neogotica in Italia.[5][1] Nel 1837 rinnovò la sala del Teatro Regio, distrutta dall'incendio del 1936, e il monumento al Conte Verde in piazza Palazzo di Città, del 1847, sembra la sua unica scultura.[5][6][1]

Gli ultimi anni

Nel 1856 Vittorio Emanuele II lo dispensò dagli incarichi con il titolo di regio pittore; morì a Torino e lasciò la sua collezione al Comune di Bologna.[1] Il 25 maggio 2022 è stata annunciata la scoperta della sua tomba al Cimitero monumentale, all'interno di quella di un'altra famiglia.[7]

Articoli collegati: Cimitero monumentale di Torino, Palazzo Civico di Torino, Palazzo Reale

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Fonti

  1. Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
  2. MuseoTorino
  3. MuseoTorino
  4. MuseoTorino
  5. MuseoTorino
  6. MuseoTorino
  7. ANSA — 25 maggio 2022

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