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Cimitero monumentale di Torino

Aggiornato il 3 ottobre 2026

Il Cimitero monumentale di Torino è il principale cimitero storico della città, nella zona del Regio Parco, con ingresso in piazzale Carlo Tancredi Falletti di Barolo, lungo corso Novara. Nato nel 1828 come «cimitero generale», ha poi preso il nome di Monumentale per le numerose tombe di valore storico e artistico; comprende il Tempio crematorio e il Luogo del Ricordo per la dispersione delle ceneri.[1][5][6]

La nascita

Nel 1827 la Città approvò il progetto di un cimitero generale dell'architetto Gaetano Lombardi, lontano dall'abitato e vicino alla Dora: una tardiva applicazione dei decreti napoleonici del 1804 sulle sepolture, che permise di chiudere i cimiteri di San Pietro in Vincoli, nel borgo Dora, e della Rocca, presso il Po.[1] Secondo MuseoTorino il cimitero entrò in funzione nel 1828, primo passo di una politica comunale di salute pubblica.[1] Il marchese Tancredi Falletti di Barolo, che ne finanziò la costruzione quasi interamente a sue spese, vi è sepolto.[3][4]

L'impianto ha pianta quadrata ad angoli smussati, con la cappella e gli edifici di servizio in stile neoclassico.[1][2] Lombardi ne curò piani e disegni tra il 1826 e il 1829; nel 1840 l'architetto Carlo Sada firmò il primo piano di ampliamento, e disegnò poi anche il cimitero dei protestanti (1844) e quello dei cattolici (1845).[1] Nel 1882 vi fu costruito il tempio crematorio, uno dei primi in Italia.[1][2]

La guerra e il Campo della gloria

Nella notte del 13 luglio 1943 un bombardamento della RAF colpì la chiesa, l'ara crematoria e un tratto del porticato su corso Regio Parco, distruggendo o danneggiando monumenti ed edicole.[1] Nel Campo della gloria, dedicato ai partigiani e ai deportati politici, 48 cubi di marmo di Beppe Maggiore ed Enrico Cellino accolgono 1.226 caduti, alcuni rimasti senza nome.[1] Il cimitero ha aree riservate alla Comunità ebraica, alla Chiesa valdese, a ordini religiosi e a corpi militari.[6]

Le tombe

Il Monumentale è descritto come un museo a cielo aperto.[7] Vi lavorarono tra gli altri Leonardo Bistolfi, Pietro Canonica, Vincenzo Vela, Odoardo Tabacchi, Edoardo Rubino e Carlo Ceppi, autori di monumenti come la tomba della famiglia Hess (Bistolfi, 1923-1926), la tomba Ferreri Provana (Vela, 1867) e la tomba Braida-Fontanella (Bistolfi, 1881-1883).[10] Nelle arcate e nei nicchioni ottocenteschi del cosiddetto Primitivo sono sepolti Silvio Pellico, Iolanda Margherita di Savoia e Rosa Vercellana, la «bela Rosin».[9]

Tra i sepolti ci sono anche Massimo d'Azeglio, Vincenzo Gioberti, Edmondo De Amicis, Carolina Invernizio, Primo Levi, Mario Soldati, Cesare Lombroso, Galileo Ferraris, Rita Levi-Montalcini, Vittorio Valletta, Battista, Andrea e Sergio Pininfarina, Fred Buscaglione, Erminio Macario e i giocatori del Grande Torino; vi riposano inoltre le 64 vittime del cinema Statuto e le sette vittime della ThyssenKrupp.[8] Nel 2022 una studiosa dell'AFC ha individuato la sepoltura del pittore Pelagio Palagi nella tomba della famiglia Solei.[11]

Oggi

Il cimitero è gestito da AFC Torino, che organizza le visite con operatori accreditati secondo un calendario, mette a disposizione guide storico-artistiche e un'applicazione per la visita e rilascia su richiesta il permesso di fotografare le tombe storiche.[7] Il muro di cinta è lungo complessivamente 3.300 metri; nel gennaio 2023 è stato annunciato il restauro del muro e delle arcate del Primitivo, per circa 3,5 milioni di euro, e il Monumentale fa parte della rete dei cimiteri storici europei.[9]

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Fonti

  1. MuseoTorino
  2. TorinoToday — 4 novembre 2016
  3. MuseoTorino
  4. Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
  5. Città di Torino — 22 dicembre 2025
  6. AFC Torino
  7. AFC Torino
  8. Turismo Torino e Provincia
  9. TorinoToday — 16 gennaio 2023
  10. MuseoTorino
  11. ANSA — 25 maggio 2022

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