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Moncalieri

Aggiornato il 26 settembre 2026

Immagine dalla pubblicazione di Toro.it
Dalla pubblicazione di Toro.it

Moncalieri è un comune della Città metropolitana di Torino, adagiato a 219 metri di quota sulla riva destra del Po, subito a sud del capoluogo; si estende su 47,6 km² e nel 2008 contava 56.944 abitanti[1]. Borgo nato nel Duecento, divenne una delle residenze predilette di Casa Savoia, e dal suo castello nel 1849 partì il proclama che segnò la storia costituzionale del Regno di Sardegna. Oggi è uno dei principali centri industriali dell'area torinese[1].

Da Testona al borgo sul Po

Prima di Moncalieri c'era Testona, sulla collina: lì sorge ancora una chiesa romanica della prima metà dell'XI secolo, con campanile, abside e cripta, e lì resta il Castelvecchio, un castello medievale rimaneggiato che conserva marmi e una transenna del IX secolo[2]. Ai piedi del colle, presso il Po, esisteva un piccolo insediamento chiamato Sant'Egidio, possesso dei Templari[1]. Nel 1230 la sede del comune fu trasferita da Testona al nuovo centro, che da allora prese il nome di Moncalieri[1][2].

Il borgo passò sotto i Savoia nel 1255 o nel 1256, conobbe il dominio francese tra il 1536 e il 1559 e nel 1619 ottenne il titolo di città[2]. Della Moncalieri medievale restano soprattutto le chiese: Santa Maria della Scala, costruita tra il 1330 e il 1336, conserva un campanile la cui parte inferiore è del Duecento; anche San Francesco ha un campanile trecentesco, mentre la chiesa fu ricostruita nel 1789[2]. Del Seicento è la chiesa del Gesù, iniziata intorno al 1619, e del Settecento la Villa Cardinala, disegnata da Bernardo Vittone[2].

Il castello dei Savoia

La prima pietra del castello fu posata nel 1277 per volere di Tommaso III di Savoia, detto Tommasino[3]. L'edificio attuale nacque dalla ricostruzione della seconda metà del Quattrocento, quando lo scelse come dimora la duchessa Iolanda di Valois, moglie di Amedeo IX; nel 1475 vi firmò un trattato con Carlo il Temerario e Galeazzo Maria Sforza[3]. Dal 1610 Carlo Emanuele I avviò un ampliamento che, proseguito da Vittorio Amedeo I e da Cristina di Francia, durò circa sessant'anni, con gli architetti Amedeo di Castellamonte, Andrea Costaguta e Carlo Morello[3].

Con l'occupazione francese del 1798 il castello divenne bivacco e poi ospedale; nel 1817 Vittorio Emanuele I ne ordinò il restauro, compreso lo scalone a tre rampe in marmo di Carrara[3]. Nella seconda metà dell'Ottocento vi abitarono Vittorio Emanuele II e Maria Adelaide, e fra gli ultimi Savoia a viverci furono la principessa Maria Clotilde, moglie di Napoleone Girolamo Bonaparte, e la figlia Maria Letizia[3]. Il castello fa parte delle residenze sabaude iscritte dal 1997 nel patrimonio mondiale dell'UNESCO[4].

Il proclama del 1849

Dopo la sconfitta di Novara, la pace con l'Austria fu conclusa a Milano il 6 agosto 1849[2], ma il 16 novembre la Camera dei deputati votò di sospendere la discussione sul trattato[5]. Il 20 novembre 1849, dal castello di Moncalieri, Vittorio Emanuele II sciolse la Camera e firmò un proclama scritto da Massimo d'Azeglio, in cui accusava l'assemblea uscente di atti ostili alla Corona e invitava gli elettori a scegliere deputati moderati[5][3]. L'appello funzionò: la nuova Camera, aperta il 20 dicembre, contava circa due terzi di deputati favorevoli al governo[5], e il trattato fu approvato il 9 gennaio 1850[2].

Il rogo del 2008 e il «castello dei fantasmi»

Il 5 aprile 2008 un incendio devastò la torre sud-est: andarono perduti la camera da letto del re, i gabinetti di toeletta e proprio la Sala del Proclama, con danni stimati in oltre dieci milioni di euro[6]. Il restauro, durato nove anni, fu affidato agli architetti Visconti e Merlano, che, mancando una documentazione sufficiente degli ambienti distrutti, scelsero di evocarli con installazioni invece di ricostruirli; di qui il soprannome giornalistico di «castello dei fantasmi»[6]. Oggi il castello è sede del 1° Reggimento Carabinieri «Piemonte-Liguria», mentre gli appartamenti reali sono gestiti dal 2014 dalla Direzione regionale musei del Ministero della Cultura e sono visitabili su prenotazione dal venerdì alla domenica e nei festivi[4].

La sedizione del 1797

Il 23 e 24 luglio 1797 Moncalieri fu teatro di un tumulto contro il carovita, che coinvolse anche notabili del luogo: il gabellotto Maurizio Crosa, nobili come il conte di Grana, ecclesiastici e professionisti[7]. La folla andò a cercare Carlo Tenivelli, storico nato a Torino nel 1754, autore della Biografia piemontese e insegnante nelle scuole di Moncalieri dal 1781[7]. Secondo il Dizionario Biografico degli Italiani, egli «arringò i concittadini non tanto con un incendiario discorso giacobino, quanto con un appello umanitario ad abbassare il prezzo delle vettovaglie»[7]. Processato da una giunta militare, fu fucilato sulla piazza del borgo il 12 agosto 1797 insieme a otto rivoltosi[7].

Pochi decenni prima Moncalieri aveva accolto un'altra figura popolare: il calzolaio Giovanni Antonio Panighetti, che vi si stabilì nel 1765 presso la parrocchia di Sant'Egidio e la cui fama di santità, dopo il 1780, attirava nobili in cerca di consiglio[8]. Sopra il banco da lavoro teneva un cartello: «Chi opera qualcosa che non sia fatto per puro e netto amor di Dio è un ingrato e non merita di vivere»[8]. È sepolto a Sant'Egidio, nella tomba della famiglia Salmatoris[8].

Il Collegio Carlo Alberto e la meteorologia

Nell'Ottocento Moncalieri fu anche un luogo di scienza. Al Real Collegio Carlo Alberto dei padri barnabiti insegnava matematica dal 1856 il napoletano Francesco Denza, laureato all'Università di Torino; ordinato sacerdote nel 1858, l'anno seguente vi fondò un osservatorio meteorologico[9]. Nel 1866 nacque il Bullettino meteorologico dell'Osservatorio del R. Collegio Carlo Alberto in Moncalieri, e l'osservatorio divenne il centro di una rete di stazioni di montagna organizzata con il Club Alpino Italiano[9]. Denza chiuse la carriera come direttore della Specola Vaticana, ricostituita da Leone XIII nel 1891[9]. Moncalieri ospita tuttora uno dei più antichi osservatori geodinamici d'Italia[1].

La città oggi

Nel Novecento Moncalieri è entrata nell'orbita industriale di Torino, con fabbriche di accessori e carrozzerie per automobili, fonderie, industrie chimiche, tessili ed elettrotecniche, accanto a un commercio agricolo di ortaggi e vino[1]. Al confine con il capoluogo, alla confluenza del Sangone nel Po, si stende il Parco delle Vallere, circa 130 ettari: il nome viene dagli argini costruiti nel 1541 durante l'occupazione francese, la Regione acquisì l'area nel 1990 per farne la sede dell'ente di gestione del Parco fluviale del Po, e l'alluvione del novembre 2016 la sommerse per intero[10]. Lungo la sponda destra del Po la città di Torino sta completando una pista ciclabile continua da San Mauro a Moncalieri, con un investimento di sei milioni di euro annunciato nel 2024[11].

Il legame con il calcio granata è esplicito: il 3 giugno 2019 l'impianto sportivo di Santa Maria, casa della squadra per atleti con disabilità del Torino, è stato intitolato a Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino, su proposta del Toro Club «ToroMio»[12]. A Moncalieri è nata nel 1984 Chiara Appendino, sindaca di Torino dal 2016 al 2021[13].

Cronologia

  • — Nell'ex stabilimento Ilte di Moncalieri, che stampava gli elenchi telefonici, nascerà uno dei data center più grandi d'Italia con un investimento miliardario e 400 posti di lavoro previsti. → la Repubblica Torino
  • — Sarah Rizea, nata a Moncalieri e cresciuta nel nuoto artistico a Torino, è incoronata Miss Italia 2026. → Quotidiano Piemontese
  • — La struttura di Chirurgia di Moncalieri dell'Asl To5 avvia uno studio clinico multicentrico sull'uso del diacetato di clorexidina nelle suture per ridurre le infezioni post-operatorie negli interventi addominali. → TorinoOggi CronacaQui Torino
  • — A Moncalieri la polizia locale sequestra venti gatti Maine coon e tre cuccioli di pastore australiano stipati in un appartamento di 50 metri quadrati nel centro storico, denunciando la coppia che li deteneva. → La Stampa la Repubblica Torino
  • — A Moncalieri la Fiera Nazionale della Trippa apre, da venerdì 2 a domenica 4 ottobre, la quarta edizione di Gusto Festival al PalaExpo, l'ex storico Mercato del Bestiame attivo fino al 1993. TorinoOggi
  • — Il Comune di Moncalieri stanzia 200 mila euro per realizzare 25 nuovi attraversamenti pedonali rialzati, con priorità alle vie vicine alle scuole. → TorinoOggi CronacaQui Torino

Articoli collegati: Castello di Moncalieri, Chiara Appendino, Massimo d'Azeglio, Residenze sabaude, Susanna Agnelli, Vittorio Emanuele II

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Fonti

  1. Treccani
  2. Treccani
  3. Castello di Moncalieri
  4. Castello di Moncalieri
  5. 150anni.it (Comitato per i 150 anni dell'Unità d'Italia)
  6. L'Agenda News — 11 gennaio 2026
  7. Treccani - Dizionario Biografico degli Italiani
  8. Mole24 — 29 aprile 2026
  9. Treccani - Dizionario Biografico degli Italiani
  10. Mole24 — 29 dicembre 2023
  11. Mole24 — 25 luglio 2024
  12. Toro.it
  13. Treccani

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