Carmagnola

Carmagnola è un comune della Città metropolitana di Torino, adagiato nella pianura sulla riva destra del Po, una trentina di chilometri a monte di Torino.[1] Per quasi tre secoli e mezzo fu una piazzaforte del marchesato di Saluzzo, poi città di confine contesa fra Francia e Casa Savoia; nel Novecento è stata la capitale piemontese della canapa e oggi è conosciuta soprattutto per il suo peperone. Il suo nome ha viaggiato più lontano della città: lo porta un condottiero decapitato a Venezia, una giacca e una canzone della Rivoluzione francese.
Dal marchesato di Saluzzo ai Savoia
Forse già insediamento dei Vagienni e poi pagus romano, Carmagnola assunse la fisionomia di città intorno all'anno Mille. Passò dai conti di Auriate ai marchesi di Romagnano e ai Del Carretto, finché verso il 1200 entrò nell'orbita dei marchesi di Saluzzo, che la tennero fino al 1548.[1] Di quella lunga stagione saluzzese restano i monumenti più importanti del centro. Casa Cavassa, all'angolo fra via Valobra e via Benso, è il palazzo quattrocentesco fatto costruire da Enrico Cavassa, esponente di una famiglia salita alle prime cariche politiche del marchesato; è di proprietà privata e non si visita.[2] La collegiata dei Santi Pietro e Paolo, in piazza Verdi, fu innalzata fra il 1492 e il 1514 dall'architetto Giorgino Costanza di Costigliole; la facciata, in origine in mattoni a vista, venne rifatta nel 1894, mentre all'interno spicca la cappella dell'Immacolata Concezione.[3]
Le guerre del Cinquecento furono durissime per la città, fra assalti, saccheggi e gravi pestilenze. Dopo la battaglia di Ceresole del 1544 Carmagnola finì in mano ai Francesi, e solo nel 1588 fu presa d'assalto da Carlo Emanuele I di Savoia. Gli assedi condotti dal maresciallo Catinat nel 1690-1691 ne segnarono la fine come fortezza: nel 1694 le difese furono smantellate e la città perse ogni peso militare, restando però un centro agricolo, commerciale e culturale.[1]
Chiese e abbazie
La chiesa di Sant'Agostino fu costruita fra il 1406 e il 1437 per gli agostiniani, chiamati in città nel 1397; la peste fece slittare di alcuni anni l'avvio del cantiere. Conserva forme gotiche nell'abside, nel fianco orientale e nel campanile, un portale marmoreo rinascimentale scolpito nel 1496 dal fiorentino Amedeo da Settignano, quattro navate lunghe 45 metri e un coro ligneo del Quattrocento restaurato nel 1999. Nel Quattro e Cinquecento fu anche il fulcro civico della città: il Comune teneva le sue assemblee generali nell'attiguo convento e dal 1438 il campanile ospitava l'orologio cittadino e la grande campana del Comune; il voto all'Immacolata pronunciato durante le pestilenze del 1522 e del 1630 si rinnova ancora ogni 8 dicembre. L'edificio è chiuso per un restauro finanziato con fondi del PNRR.[4]
Fuori dal centro sorge l'abbazia cistercense di Santa Maria di Casanova, fondata intorno al 1150 e considerata uno dei primi esempi di gotico in Piemonte. Del complesso originario sopravvive solo la chiesa, rimaneggiata in età barocca e con la facciata rifatta nel 1680; è aperta la domenica e nei giorni festivi.[5]
La comunità ebraica
Carmagnola ebbe una delle comunità ebraiche storiche del Piemonte. Quando nel 1723 le disposizioni di Vittorio Amedeo II estesero l'obbligo del ghetto a tutto lo Stato, il piccolo gruppo di famiglie ebree furono concentrate nell'isolato delle Cerchie, fra le attuali vie Bertini, Cherche, Benso e Baldessano; il gruppo crebbe nel 1737 con l'arrivo degli ebrei di Racconigi. La sinagoga, in via Bertini 8, occupa l'ultimo piano di un palazzo che, secondo la Comunità ebraica di Torino, sta lì «senza alcun carattere che ne manifesti esteriormente la presenza». All'interno, a pianta centrale e in stile barocco, si trovano la tevà sotto un baldacchino di legno laccato datato 1766, l'aron decorato con simboli del Santuario di Gerusalemme e cartigli dipinti con i nomi dei donatori. La prima area di sepoltura è documentata dal 1599 in zona Zucchetta, alle spalle di Sant'Agostino; dal 1863 le sepolture sono in un settore autonomo del cimitero comunale.[6]
Il conte di Carmagnola, la giacca e la canzone
A Carmagnola nacque intorno al 1385 Francesco Bussone, il condottiero passato alla storia con il nome della sua città. Cresciuto al soldo di Facino Cane, dopo la morte di questi servì Filippo Maria Visconti, che aveva sposato la vedova Beatrice di Tenda: contribuì alla ricostruzione dello Stato visconteo e fu governatore di Genova dal 1422 al 1424. Nel 1425 passò al servizio di Venezia e il 12 ottobre 1427 sconfisse i viscontei a Maclodio. La conduzione sempre più fiacca della guerra alimentò però le voci di intese segrete con il duca di Milano: arrestato e processato, fu condannato a morte e decapitato a Venezia nel 1432.[7]
Nel Settecento il nome della città arrivò a Parigi con gli emigranti piemontesi: la «carmagnola» era una giubba a falde corte, che nel 1792 i federati marsigliesi indossarono entrando nella capitale e che divenne così un segno di uguaglianza. Lo stesso nome passò poi alla canzone ballata dal popolo intorno agli alberi della libertà durante la Rivoluzione.[8]
Canapa e campagna
Il territorio carmagnolese è pianeggiante e in gran parte irrigabile. Nel 1931 l'Enciclopedia Italiana contava 11.987 abitanti, di cui soltanto 3.842 nel capoluogo, e descriveva un'economia fatta di frumento, mais, gelsi e bachi da seta, cartiere, filande, caseifici e officine meccaniche. Il prodotto di punta era la canapa:[1]
«il seme della canapa di Carmagnola è molto pregiato, e forma oggetto di vasto commercio anche all'estero»
Quella stagione è raccontata oggi dall'Ecomuseo della cultura della lavorazione della canapa, parte della rete dei musei civici insieme al Museo civico di storia naturale, al Museo civico navale, al Museo tipografico Rondani, alla sinagoga, a Palazzo Lomellini e al museo di arte sacra dell'abbazia di Casanova.[9]
La Fiera nazionale del Peperone
Oggi il prodotto simbolo della città è il peperone di Carmagnola, coltivato secondo un disciplinare rigoroso in cinque ecotipi diversi, protagonista della Fiera nazionale del Peperone, che a fine estate occupa per dieci giorni piazza Mazzini, piazza Sant'Agostino e il foro boario di piazza Italia e si chiude con la maxi peperonata cucinata dai volontari della Pro Loco.[10] Il suo richiamo non è soltanto locale: la 77ª edizione, dal 28 agosto al 6 settembre 2026, con oltre trecento stand, ha contato circa 350.000 presenze, un dato ancora provvisorio. Per la sindaca Ivana Gaveglio, al termine di dieci anni di mandato, la manifestazione «è cresciuta rafforzando la propria identità e aprendosi sempre di più al territorio».[11]
Pagine che rimandano qui
- Appello contro il fascio di luce alla Sacra di San Michele
- Bagna càuda
- Città metropolitana di Torino
- Elena Patriarca
- Experimenta::::::2001
- Incidente stradale sull'autostrada A6 tra Marene e Carmagnola (7 ottobre 2026)
- Stazione Teriologica Piemontese
- Tre Daspo per gli scontri alla partita Under 15 Asr Elledi-Asdc Bisalta (18 aprile 2026)
Tre Daspo per gli scontri alla partita Under 15 del 18 aprile 2026
Il Questore di Torino emette tre provvedimenti di Daspo per gli scontri tra tifoserie avvenuti il 18 aprile 2026 al termine di una partita del campionato provinciale Under 15 tra Asr Elledi e Asdc Bisalta, disputata al centro sportivo Giorgio Demichelis di Carmagnola.
Daspo per gli scontri a una partita giovanile Under 15 (ottobre 2026)
Cronologia
- — Il Questore di Torino emette tre provvedimenti di Daspo per gli scontri tra tifoserie avvenuti il 18 aprile al termine di una partita del campionato provinciale Under 15 tra Asr Elledi e Asdc Bisalta al centro sportivo Giorgio Demichelis di Carmagnola. → ANSA Piemonte TorinoToday
- — Un'auto esce di strada in autonomia sull'autostrada A6 Torino-Savona, tra i caselli di Marene e Carmagnola: il conducente ferito viene trasportato in ospedale con l'elisoccorso. → TorinoOggi CronacaQui Torino
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Fonti
- Treccani – Enciclopedia Italiana
- Comune di Carmagnola
- Comune di Carmagnola
- Comune di Carmagnola
- Comune di Carmagnola
- Comunità Ebraica di Torino
- Treccani – Enciclopedia on line
- Treccani – Vocabolario
- Città di Carmagnola – Carmagnolamusei
- Il Carmagnolese — 25 agosto 2026
- Il Carmagnolese — 8 settembre 2026
- ANSA Piemonte — 1 ottobre 2026
- TorinoToday — 1 ottobre 2026
- Quotidiano Piemontese — 1 ottobre 2026