Superga (calzature)

Superga è un marchio di calzature nato a Torino all'inizio del Novecento, noto soprattutto per la scarpa da tennis in tela con suola di gomma vulcanizzata modello 2750, presentata nel 1925.[1] Prende il nome dalla collina ai cui piedi sorgeva la prima fabbrica e dalla basilica che la domina.[2][3] Per gran parte del Novecento le scarpe sono state prodotte nello stabilimento di via Verolengo, nella zona nord della città, dove lavoravano soprattutto donne; oggi il marchio appartiene al gruppo torinese BasicNet.[4]
Le origini: Walter Martiny e la gomma
Secondo la ricostruzione dell'azienda, nel 1911 l'ingegnere svizzero naturalizzato italiano Walter Martiny fondò a Torino, ai piedi della collina di Superga, la Walter Martiny Industria Gomma.[2] Martiny aveva rilevato una fabbrica di pneumatici e giocattoli di gomma e tra i primi prodotti ci furono stivali di gomma per i contadini e per chi lavorava nelle risaie.[5] La scheda di MuseoTorino colloca invece la nascita del marchio Superga nel 1916, all'interno delle Fabbriche Riunite Industria Gomma Torinese (FRIGT).[3]
Nel 1913 la società Martiny costruì un nuovo stabilimento calzaturiero in via Verolengo 28, su un terreno dove dal 1903 i fratelli Pio e Angelo Albesiano avevano un capannone. Lo stabilimento arrivò a occupare l'isolato tra via Verolengo, via Orvieto, via Luini e via Assisi e negli anni Dieci vi si fabbricavano anche pneumatici per automobili;[4] secondo MuseoTorino i fabbricati furono costruiti tra il 1915 e il 1920.[3]
La 2750, una scarpa da tennis
Il modello che ha reso celebre il marchio nacque nel 1925. Secondo il racconto aziendale Martiny lo ideò pensando alla moglie, giocatrice di tennis: sui campi in terra battuta si giocava allora con scarpe dalla suola di corda, e lui la sostituì con la gomma, disegnando un battistrada a buccia d'arancia che resiste all'usura e non scivola.[2][1] Nel 2011, per i centocinquant'anni dell'Unità d'Italia, la Superga fu inserita tra i cinquanta oggetti che hanno fatto la storia del Paese.[1] Nel tempo la produzione si allargò agli scarponcini da montagna Alpina, con suola a carrarmato, e alle scarpe da calcio e da basket.[5]
Guerra e Resistenza in fabbrica
Durante la Seconda guerra mondiale lo stabilimento fu colpito dai bombardamenti alleati, il 20 novembre 1942[4] e poi il 12-13 luglio 1943, quando subì pesanti danni.[3] Nel luglio 1944 si costituì il Comitato di liberazione nazionale aziendale e nell'aprile 1945 durante l'insurrezione gli operai difesero la fabbrica dai tedeschi.[3]
Gli anni Pirelli
Nel 1951 la Superga passò alla Pirelli, che vi avviò un ventennio di forte crescita.[4] La capacità produttiva salì da 2 milioni a 12 milioni di paia l'anno entro il 1975.[2] All'inizio degli anni Sessanta lo stabilimento torinese contava 1.380 addetti, in gran parte donne.[3] Con l'arrivo della Pirelli nei reparti lavoravano quasi duemila operaie, a cottimo e spesso a contatto con sostanze nocive;[4] il loro compito era cucire la tela alla tomaia di gomma.[6] Clara Barillari, che in fabbrica passò quarantasei anni, lo ha ricordato così: «Qui si lavorava a cottimo».[6]
Nel 1962 il grafico Albe Steiner disegnò il logo; tra i volti delle campagne pubblicitarie ci furono il portiere Dino Zoff e il tennista Adriano Panatta.[3] Dal 1970 la linea Superga Sport, riconoscibile dal simbolo a coda di rondine, ebbe tra i testimonial Claudio Sala, Panatta e Ivan Lendl.[2] Panatta vinse il Roland Garros del 1976 con ai piedi il modello che portava il suo nome.[1]
Crisi, chiusura e passaggio a BasicNet
Nel 1976 la manodopera era scesa a 751 addetti.[4] Nel 1992 il marchio fu acquisito dalla Sopaf e la produzione torinese cessò negli anni Novanta: la scheda sullo stabilimento indica il 1998.[3][4] Nel 2004 BasicNet divenne licenziataria mondiale esclusiva; nel 2007 acquisì la proprietà del marchio.[3][1] Con la nuova gestione la Superga è stata proposta come marchio di calzature informali, con collaborazioni con case di moda.[2]
Nel 2025, per il centenario della 2750, il marchio ha presentato a Pitti Uomo un modello chiamato «1925» e ha riportato in Italia una parte della produzione.[7] Il vicepresidente di BasicNet Lorenzo Boglione ha commentato:[7]
«Se un prodotto, senza cambiare, dopo 100 anni è ancora così rilevante che se ne vendono milioni di pezzi tutti gli anni, allora siamo davanti a un mito».
Secondo quanto dichiarato da BasicNet a FashionNetwork nel giugno 2025, entro la fine di quell'anno la Superga avrebbe contato circa venti negozi a gestione diretta in Europa, oltre ad altri punti vendita gestiti da partner in Sudafrica, Grecia e Filippine.[8]
L'ex fabbrica di via Verolengo
Nel 2002 i capannoni furono in parte demoliti e al loro posto sorse un complesso residenziale.[4] I tre edifici rimasti, circa 3.800 metri quadrati, si trovano nella Circoscrizione 5, sono di proprietà comunale dalla fine degli anni Novanta, sono stati usati dall'Asl To2 fino al 2016 e sono vincolati come bene culturale. Dopo le aste andate deserte, con una base di 1,3 milioni di euro nel 2018, nel 2024 la Città ha avviato un partenariato pubblico-privato.[9][10] Il progetto, affidato a Paratissima, prevede un investimento di 3,5 milioni di euro e tre anni di lavori per ricavarne un centro con mostre, festival, spazi di coworking, proiezioni e un art-bistrot.[10] Il 30 aprile 2015 il giardino tra via Verolengo e via Luini è stato intitolato alle operaie della fabbrica Superga.[6]
Nasce il Balletto del Teatro Superga a Nichelino (settembre 2026)
Il Teatro Superga di Nichelino amplia il proprio progetto artistico con la nascita del Balletto del Teatro Superga, nuova realtà dedicata alla danza, con la direzione artistica di Laura Rossana Caffaro, direttrice del Centro Studi Armonia Danza. Il progetto non è una scuola di danza ma un percorso pre-professionale pensato come ponte tra la formazione accademica e il mondo del lavoro, che permette alle giovani danzatrici di seguire le fasi di preparazione di uno spettacolo, dalle prove ai debutti, fino a trasferte e tournée. Il Balletto sarà stabilmente legato al Teatro Superga, i cui direttori artistici sono Alessio e Fabio Boasi. Per il sindaco di Nichelino Giampiero Tolardo si tratta di un progetto culturale che unisce formazione, produzione artistica e valorizzazione del territorio.
Pagine che rimandano qui
- Alberto Cirio
- Assedio di Torino del 1706
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Articoli collegati: Balletto del Teatro Superga, BasicNet, Laura Rossana Caffaro, Nichelino
Fonti
- ANSA — 14 gennaio 2025
- Superga (sito ufficiale)
- MuseoTorino
- MuseoTorino
- Grazia — 18 giugno 2024
- TorinoClick (Consiglio comunale di Torino) — 30 aprile 2015
- MF Fashion / Milano Finanza — 15 gennaio 2025
- FashionNetwork — 19 giugno 2025
- Il Giornale del Piemonte e della Liguria — 7 agosto 2024
- Torino Oggi — 20 luglio 2026
- ANSA Piemonte — 25 settembre 2026
- TorinoOggi — 25 settembre 2026