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Piazza Vittorio Veneto

Aggiornato il 26 settembre 2026

Immagine dalla pubblicazione di TorinoOggi
Dalla pubblicazione di TorinoOggi, 2026-09-22

Piazza Vittorio Veneto, per i torinesi semplicemente «piazza Vittorio», è la grande piazza porticata che chiude via Po e si apre sul fiume, di fronte al ponte che porta alla chiesa della Gran Madre di Dio e alla collina. Con una superficie di 39.960 metri quadrati non è la piazza più vasta di Torino – il primato spetta a piazza della Repubblica, con 51.300 – ma è ricordata come la più grande piazza con portici d'Europa.[1] Progettata da Giuseppe Frizzi e completata nel 1825, è insieme un esercizio di ingegneria del terreno, una scena per le feste cittadine e uno dei luoghi della vita notturna torinese.

Dalla riva del Po al progetto napoleonico

Fino all'inizio dell'Ottocento il luogo era poco più di una riva suburbana del fiume. Furono gli anni della dominazione francese a cambiarlo: per ordine di Napoleone furono abbattute le mura cittadine, e un progetto del 1808 immaginava in questo punto un piazzale semicircolare alberato e chiuso da portici.[2][3] Di quel disegno l'unica opera portata a termine fu il ponte sul Po tra l'attuale piazza e quella della Gran Madre;[2] fu costruito fra il 1807 e il 1811 su progetto dell'ingegnere Claude Joseph La Ramée Pertinchamp, e per le sue fondazioni si usarono le macerie delle vecchie mura abbattute.[3] È il ponte che oggi porta il nome di Vittorio Emanuele I.[4]

Il progetto di Frizzi e il dislivello nascosto

Con la Restaurazione e il ritorno a Torino di Vittorio Emanuele I di Savoia, la città riprese a crescere verso il Po. La voce «Torino» dell'Enciclopedia Italiana (1937) colloca proprio sotto i regni di Vittorio Emanuele I, Carlo Felice e Carlo Alberto la costruzione della «grandiosa piazza (300 × 100 m.)», insieme agli isolati verso corso San Maurizio.[2] L'incarico andò all'architetto Giuseppe Frizzi, che elaborò il progetto nel 1817 e vide la piazza finita nel 1825.[1]

Il problema principale era il terreno: tra l'imbocco di via Po e il ponte il suolo scende di 7,19 metri.[1] Frizzi non lo livellò, lo nascose. Aprì vie trasversali che spezzano la sequenza dei palazzi in tratti separati, così che la linea dei tetti non riveli la pendenza; avanzò alcune facciate per dare l'illusione che gli edifici abbiano la stessa altezza; legò i blocchi con terrazzi al piano nobile che mantengono continua la cornice laterale della piazza.[5] La pendenza rendeva lo spazio adatto anche alle adunate e alle parate militari, che ne guadagnavano in effetto scenico.[1][5]

Il nome

La piazza nacque come piazza Vittorio Emanuele I, in onore del re della Restaurazione. Il nome attuale fu adottato dopo la prima guerra mondiale, per ricordare la vittoria italiana di Vittorio Veneto del 1918; l'uso cittadino ha conservato comunque la forma breve «piazza Vittorio», che va bene per entrambi i nomi.[1][2]

Il carnevale e le giostre

Per circa un secolo piazza Vittorio fu il cuore del carnevale torinese. Intorno alla piazza si allestivano bancarelle di dolci e zucchero filato e i caffè si addobbavano a festa; qui si radunavano le maschere – soprattutto Gianduja e Giacometta, ma anche Pulcinella, Arlecchino e Brighella – e da qui partivano i carri allegorici diretti a piazza Castello, dove la festa si chiudeva bruciando il fantoccio del «Babaciu».[6][7] Al passaggio del corteo, secondo una ricostruzione, dai balconi di via Po piovevano coriandoli;[6] secondo un'altra, al posto dei coriandoli si lanciavano soprattutto confetti e cioccolatini.[7] Con il tempo arrivarono le giostre: autoscontri, tiro a segno, attrazioni circensi, dal 1967 una ruota panoramica e montagne russe persino più alte dei palazzi.[6][7]

La tradizione si interruppe nel 1986. Secondo una ricostruzione fu un'ordinanza del prefetto Luigi Sparano a vietare l'uso della piazza per il luna park;[6] secondo un'altra fu l'amministrazione comunale a trasferire le giostre per ragioni di sicurezza, prima in piazza d'Armi, poi al Ruffini e infine alla Pellerina, fra le proteste di molti cittadini.[7]

Il fiume, i Murazzi e le feste

Dal fondo della piazza si scende ai Murazzi, le arcate lungo il Po. Nel settembre 2017, su iniziativa dei consiglieri comunali Fabrizio Ricca e Roberto Carbonero, il tratto a nord del ponte è stato intitolato a Fred Buscaglione e quello a sud a Gipo Farassino, con una cerimonia tenuta proprio in piazza Vittorio; il presidente del Consiglio comunale Fabio Versaci disse di Buscaglione che «è stato una meteora del firmamento della canzone e del costume italiano ma la traccia del suo passaggio non si è ancora spenta».[4]

La piazza è oggi il principale spazio della città per i grandi eventi all'aperto, e la sua capienza è regolata: per la «Night Experience» della festa di San Giovanni del 24 giugno 2019, uno spettacolo con 302 droni luminosi, la Città fissò con prefettura e questura un limite di 38.000 persone, 21 varchi controllati e il divieto di vetro e lattine.[8] Per San Giovanni 2026 i presenti sono stati quasi 50.000: Ensi e Willie Peyote si sono esibiti da quattro balconi affacciati sulla piazza, e i fuochi hanno avuto una colonna sonora del compositore Krano che andava da Buscaglione ai Negazione, da Ennio Morricone ad Antonello Venditti.[9]

Nel 2025 la piazza è diventata la nuova sede di CioccolaTò, la rassegna del cioccolato artigianale, con una cinquantina di espositori. Inaugurandola il 27 febbraio 2025 il sindaco Stefano Lo Russo dichiarò: «Oggi inauguriamo CioccolaTò, che si presenta in questa edizione con una veste completamente rinnovata, nella location, nelle date e nell'allestimento.»[10]

Portici e manutenzione

Il colonnato è anche il punto più esposto della piazza. Il 15 dicembre 2025 Amiat ha avviato la rimozione dei graffiti dai portici, come anticipo del piano di pulizia del centro previsto per il 2026 nel programma «Torino Cambia».[11] Secondo l'assessora all'Ambiente Chiara Foglietta, il colonnato «è stato oggetto di vandalismo grafico e con questo intervento andremo a ripristinarne il decoro, di concerto con la Soprintendenza».[11]

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Fonti

  1. Mole24 — 3 giugno 2016
  2. Treccani, Enciclopedia Italiana
  3. Mole24 — 25 luglio 2018
  4. CittAgorà (Consiglio comunale di Torino) — 28 settembre 2017
  5. Mole24 — 17 agosto 2018
  6. Mole24 — 20 febbraio 2015
  7. Mole24 — 18 febbraio 2020
  8. TorinoClick (Città di Torino) — 21 giugno 2019
  9. TorinoClick (Città di Torino) — 25 giugno 2026
  10. TorinoClick (Città di Torino) — 27 febbraio 2025
  11. TorinoClick (Città di Torino) — 16 dicembre 2025

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