Campidoglio (Torino)
Il Campidoglio è un borgo di Torino nella Circoscrizione 4, nato nella seconda metà dell'Ottocento appena fuori dalla cinta daziaria del 1853 come quartiere di artigiani e soprattutto di operai; è noto per il Museo d'Arte Urbana, che ne ha fatto una galleria di murales a cielo aperto.[1][2]
Il borgo
Verso il 1880 il borgo si sviluppò da un piano privato di lottizzazione, con strette strade a scacchiera e case di due o tre piani con l'orto; il nome forse viene proprio dalla pianta, che ricordava l'antica Roma.[1][3] Nel 1887, quando le strade radiali furono prolungate oltre la cinta, il Campidoglio e le Molinette erano le due maggiori borgate esterne; il borgo entrò nel piano regolatore del 1898, ratificato nel 1901, con vie larghe solo sei metri.[3] La cinta fu abbattuta nel 1911-1912 e nel 1919 si aprì piazza Moncenisio.[1]
Il Borgo Vecchio, tra corso Svizzera, corso Appio Claudio, corso Tassoni, via Fabrizi e via Cibrario, si salvò dagli sventramenti del piano regolatore del 1959 e conserva l'aspetto di un «paese nella città», con i «ciabòt», casette a uno o due piani.[2][3] La riqualificazione del borgo è cominciata nel 1994, e vi è stato recuperato il rifugio antiaereo di piazza Risorgimento.[1] In via Pilo 6 sorge l'ex teatro-cinema Astra, con la facciata Art Déco di Contardo Bonicelli del 1929-1930, oggi della Fondazione TPE.[4]
Il Martinetto
Al poligono di tiro del Martinetto, all'angolo tra corso Svizzera e corso Appio Claudio, durante la Seconda guerra mondiale furono fucilati 61 condannati a morte, tra cui, nell'aprile 1944, l'intero Comitato militare della Resistenza torinese; oggi vi sorge il Sacrario del Martinetto.[4]
Il Museo d'Arte Urbana
Il MAU è nato nel 1995 su iniziativa degli abitanti: dal 1995 al 2017 ha realizzato 123 opere murali e 35 installazioni di 99 artisti; dal 30 marzo 2014 ha sede in via Rocciamelone 7/A.[2] Il 12 aprile 2011 la Giunta comunale lo ha riconosciuto come struttura museale cittadina, e tra il 2010 e il 2014 sono state decorate le panchine di piazza Moncenisio.[2] Il Comune indica oltre cento murales, Torino Oggi nel 2026 più di duecento opere permanenti; le visite guidate «Una domenica al MAU» partono ogni quarta domenica del mese dal sagrato di Sant'Alfonso.[5][6]
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