Arcidiocesi di Torino

L'Arcidiocesi di Torino è la circoscrizione della Chiesa cattolica che ha sede a Torino e comprende 137 comuni della Città metropolitana di Torino, 15 della provincia di Cuneo e 6 di quella di Asti: sul suo territorio vive quasi metà degli abitanti del Piemonte.[1] È sede metropolitana dal 21 maggio 1515 e guida una provincia ecclesiastica di dieci diocesi suffraganee: Acqui, Alba, Aosta, Asti, Cuneo-Fossano, Ivrea, Mondovì, Pinerolo, Saluzzo e Susa.[2] Secondo l'Annuario Cattolico conta oltre due milioni di abitanti (2.025.553) e 346 parrocchie.[2] La cattedrale è il Duomo di San Giovanni Battista.
Origini e Medioevo
La tradizione torinese venera come protomartiri i santi Ottavio, Avventore e Solutore, vissuti nel III secolo. Il primo vescovo fu quasi certamente san Massimo, legato secondo la tradizione alla comunità monastica fondata da sant'Eusebio a Vercelli; la diocesi nacque nella seconda metà del IV secolo staccandosi proprio da quella vercellese.[1] Nel Duecento arrivarono in città gli ordini mendicanti, domenicani, francescani e agostiniani. Tra il 1491 e il 1492 furono demolite tre chiese medievali per far posto alla nuova cattedrale, in uso dal 1498 e dedicata solennemente il 21 settembre 1505.[1]
Sede metropolitana e capitale sabauda
Nel 1515 papa Leone X elevò Torino ad arcidiocesi metropolitana, assegnandole come suffraganee Mondovì e Ivrea.[1] Il legame con la dinastia regnante si fece stretto dopo che la corte si stabilì in città: nel 1578 il duca Emanuele Filiberto fece trasferire da Chambéry a Torino la Sindone, da allora custodita nella cattedrale. Nel Settecento il territorio diocesano venne ridotto con la creazione delle diocesi di Pinerolo (1748) e di Susa (1772).[1]
L'Ottocento dei santi sociali
Il XIX secolo è ricordato dalla diocesi come l'età della «santità sociale». In una città che cresceva con l'industria nacquero le opere di Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786-1842), fondatore della Piccola Casa della Divina Provvidenza, e di Giovanni Bosco (1815-1888), da cui derivarono la Società salesiana e le Figlie di Maria Ausiliatrice; accanto a loro operò san Giuseppe Cafasso. Tra i beati dello stesso periodo figurano Federico Albert, Clemente Marchisio, Giovanni Maria Boccardo e Francesco Faà di Bruno.[1]
Il Novecento: la città operaia e il Concilio
Nel primo Novecento visse a Torino Pier Giorgio Frassati (1901-1925). L'arcivescovo Maurilio Fossati, in carica dal 1930 al 1965, fece costruire numerose chiese nei quartieri nuovi per accogliere le ondate migratorie che portarono la città oltre il milione di abitanti.[1]
Il suo successore Michele Pellegrino, nato nel 1903 a Roata Chiusani, nel Cuneese, era un docente di letteratura cristiana antica dell'Università di Torino e non era mai stato parroco. Paolo VI lo chiamò alla guida della diocesi nel 1965 e lo creò cardinale nel 1967; tra il 1968 e il 1976 visitò circa quattrocento parrocchie e sostenne l'esperienza dei preti operai.[3] Ai sacerdoti impegnati nelle fabbriche ripeteva: «Sono uomo dell'università e mi trovo vescovo di una città operaia. Vi chiedo consiglio».[4] La sua lettera pastorale Camminare insieme, datata 8 dicembre 1971 e presentata alla stampa il 16 gennaio 1972, nacque da una lunga consultazione dei consigli diocesani e mise al centro l'impegno verso le classi più povere e gli immigrati.[4] Lasciò l'incarico all'inizio del 1977, si ritirò nella piccola parrocchia di Vallo Torinese e morì il 10 ottobre 1986; volle essere sepolto nel paese natale e non in cattedrale.[3]
Sotto il carmelitano Anastasio Alberto Ballestrero la diocesi autorizzò la datazione della Sindone con il radiocarbonio: il prelievo avvenne nella sacrestia del Duomo il 21 aprile 1988, i campioni furono analizzati dai laboratori dell'Università dell'Arizona, di Oxford e del Politecnico di Zurigo, e il 13 ottobre 1988 fu lo stesso arcivescovo ad annunciare il risultato.[5]
«L'intervallo di data calibrata assegnato al tessuto sindonico è tra il 1260 e il 1390 dopo Cristo.»
Commentando l'esito, Ballestrero aggiunse: «La Chiesa ha dato fiducia alla scienza».[5] Il suo successore Giovanni Saldarini convocò tra il 1994 e il 1997 un sinodo diocesano dedicato alla comunicazione della fede, il primo dopo oltre un secolo; Severino Poletto promosse le missioni diocesane e istituì le unità pastorali, che raggruppano le parrocchie vicine.[1]
Torino e Susa oggi
Il 19 febbraio 2022 papa Francesco nominò 95º arcivescovo metropolita il teologo Roberto Repole, nato a Torino il 29 gennaio 1967 e presidente dell'Associazione teologica italiana dal 2011 al 2019.[6] Canonico, dirigeva la sezione torinese della Facoltà teologica dell'Italia settentrionale. L'annuncio fu dato in contemporanea in Vaticano e al santuario della Consolata; il predecessore Cesare Nosiglia rimase come amministratore apostolico fino all'ordinazione e poi si stabilì nella parrocchia della Madonna Addolorata al Pilonetto.[7] Repole fu ordinato vescovo il 7 maggio 2022.[6] Con la stessa nomina divenne anche vescovo di Susa: le due diocesi restano distinte ma sono unite in persona episcopi, cioè sotto un unico vescovo.[8]
Il 7 dicembre 2024 Francesco lo creò cardinale con il titolo di Gesù Divin Maestro alla Pineta Sacchetti.[6] Nella basilica di San Pietro erano presenti oltre 250 fedeli, tra cui seminaristi, parrocchiani di Druento e Givoletto e dipendenti della Curia, con il sindaco Stefano Lo Russo e il presidente della Regione Alberto Cirio.[9] Nel marzo 2026 Repole è stato eletto presidente della Conferenza episcopale di Piemonte e Valle d'Aosta e nell'agosto dello stesso anno è entrato nel Consiglio per l'Economia della Santa Sede.[8] Annunciata la porpora, Repole parlò di un clero dall'età media «piuttosto alta» e di una fase di cambiamento per le due diocesi:[10]
«Per queste diocesi è un momento di necessaria ristrutturazione nella consapevolezza che questo è possibile rimanendo fedeli a ciò che la Chiesa è, ma cambiando ciò che magari abbiamo ricevuto per tradizione negli ultimi decenni ma non è detto che debba essere mantenuto in eterno»
Pagine che rimandano qui
- Askatasuna
- Augusta Taurinorum
- Basilica di Maria Ausiliatrice
- Canavese
- Duomo di Torino
- Giovanni Bosco
- Giuseppe Benedetto Cottolengo
- Mario Soldati
- Piccola Casa della Divina Provvidenza
- Pier Giorgio Frassati
- Santuario della Consolata
- Sindone
- Società salesiana di San Giovanni Bosco
- Ufficio per la Pastorale dei Migranti di Torino
- Vittorio Valletta
Fonti
- Arcidiocesi di Torino
- Annuario Cattolico
- Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
- La Voce e il Tempo — 25 novembre 2021
- La Voce e il Tempo — 19 ottobre 2018
- Sala Stampa della Santa Sede
- ANSA — 19 febbraio 2022
- Diocesi di Susa
- La Voce e il Tempo — 7 dicembre 2024
- Vatican News — 8 ottobre 2024