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Pier Giorgio Frassati

Aggiornato il 26 settembre 2026

Immagine dalla pubblicazione di Famiglia Cristiana
Dalla pubblicazione di Famiglia Cristiana, 2025-09-07

Pier Giorgio Frassati (Torino, 6 aprile 1901 – Torino, 4 luglio 1925) è stato uno studente di ingegneria, alpinista e militante cattolico torinese, figlio del direttore della Stampa. Morto di poliomielite a ventiquattro anni[1], è stato proclamato beato nel 1990 e santo il 7 settembre 2025: è ricordato per il servizio ai poveri dei quartieri torinesi e per la passione per la montagna.[2]

Una famiglia della Torino liberale

Era il primogenito di Alfredo Frassati e di Adelaide Ametis[1], pittrice; ebbe una sorella, Luciana.[3] Il padre, nato nel 1868 a Pollone, nel Biellese, aveva preso il controllo della Stampa nel 1900 e ne aveva fatto uno dei quotidiani più influenti del Paese, arrivato a 300.000 copie nel maggio 1915. Liberale, ostile tanto all'influenza clericale quanto al fascismo, Alfredo fu nominato senatore nel 1913 su proposta di Giolitti e ambasciatore a Berlino nel novembre 1920, incarico da cui si dimise nell'ottobre 1922, dopo la marcia su Roma; nel novembre 1925, pochi mesi dopo la morte del figlio, fu costretto a lasciare il giornale.[4] In casa di un editore laico il figlio maturò una fede intensa e praticata: «il figlio del laicissimo direttore della Stampa», lo definisce ancora oggi la stampa cattolica.[5]

Studi, associazioni e politica

Frequentò il ginnasio statale intitolato a Massimo d'Azeglio e poi l'Istituto Sociale dei gesuiti.[1] Nel 1918 si iscrisse al Politecnico di Torino, al corso di ingegneria industriale meccanica con indirizzo minerario; alla morte gli mancavano due esami alla laurea.[2] La scelta aveva un motivo preciso: voleva andare un giorno in America Latina a lavorare tra i minatori.[3]

Negli stessi anni si costruì una fitta rete di appartenenze: nel 1918 la Congregazione mariana e la Conferenza di San Vincenzo, nel 1919 il circolo «Cesare Balbo» della FUCI, nel 1920 il Partito Popolare Italiano, dove si collocò nella corrente di sinistra.[1] Nel 1922 entrò nel Terz'ordine domenicano con il nome di fra Girolamo.[2] Era attivo anche nell'Azione Cattolica, che ne ha fatto uno dei propri modelli di riferimento.[6] I viaggi in Germania al seguito del padre ambasciatore lo misero in contatto, secondo il Dizionario Biografico degli Italiani, con il sacerdote Carl Sonnenschein, impegnato tra gli operai di Berlino. Antifascista dichiarato, nel 1924 fu allontanato dalla FUCI torinese per le sue posizioni politiche.[1]

«Frassati Impresa Trasporti»

La carità era la parte meno visibile e più assidua della sua vita. Con la San Vincenzo visitava malati e famiglie povere nei quartieri più miseri della città.[2] Lo si vedeva spingere per le strade di Torino carretti carichi di aiuti, tanto che gli amici lo avevano soprannominato «Frassati Impresa Trasporti», ricordò papa Leone XIV nell'omelia della canonizzazione.[7] Ogni giorno partecipava alla Messa, praticava l'adorazione eucaristica e la confessione frequente.[2]

La montagna

A diciassette anni si iscrisse al Club Alpino Italiano; fu socio anche della Giovane Montagna, l'associazione cattolica di alpinisti nata a Torino. Prima delle gite passava all'alba a prendere gli amici per andare insieme alla Messa delle quattro e mezza. «Il fascino della montagna mi attira», diceva fin da giovane.[3] L'ultima fotografia lo ritrae durante una salita in Val di Lanzo; sotto, di suo pugno, aveva scritto:

«Verso l'alto»

Pier Giorgio Frassati, dedica sull'ultima fotografia, 1925

L'espressione, ripresa da Leone XIV nel 2025, è diventata il motto con cui Frassati è ricordato.[7]

La morte e il culto

Morì il 4 luglio 1925, colpito da una poliomielite fulminante dopo quattro giorni di malattia. Ai funerali accorse una folla immensa, in gran parte di povera gente.[1] Secondo la Santa Sede aveva contratto il male probabilmente proprio assistendo i poveri.[2] A Leone XIV si deve anche la memoria di una sua frase: «Il giorno della morte sarà il più bel giorno della mia vita».[7]

Il processo di beatificazione si aprì nel 1932.[1] Karol Wojtyła lo conosceva già da arcivescovo di Cracovia: inaugurando una mostra a lui dedicata, il 27 marzo 1977, disse che Frassati «può essere considerato - seppure non ancora salito agli altari - come un patrono, la guida spirituale della gioventù accademica».[8] Divenuto Giovanni Paolo II, lo dichiarò venerabile il 23 ottobre 1987 e beato il 20 maggio 1990.[2] In quell'occasione lo chiamò «il ragazzo delle otto beatitudini».[9]

La sua tomba si trova nel Duomo di Torino, meta di pellegrinaggi; il 21 giugno 2015 vi sostò papa Francesco.[3] Nel luglio 2016 le spoglie lasciarono Torino per la Giornata mondiale della gioventù in Polonia, sostando a Milano, Bolzano, Vienna, Bratislava e in numerose città polacche, fino all'arrivo a Cracovia il 23 luglio.[10] Nel 2013 le edizioni San Paolo pubblicarono, a cura della Caritas, l'audiolibro Mille colpi di cannone, in cui tra gli altri Luciana Littizzetto legge i suoi scritti.[9]

La canonizzazione

Il miracolo riconosciuto per la canonizzazione riguarda un sacerdote, padre Juan Manuel Gutiérrez: la rottura completa del tendine d'Achille diagnosticata il 31 ottobre 2017 risultò guarita il 15 novembre, dopo una novena a Frassati.[2] La canonizzazione era stata annunciata per il Giubileo dei giovani dell'estate 2025.[6] Si celebrò infine il 7 settembre 2025 in piazza San Pietro, insieme a quella di Carlo Acutis, presieduta da Leone XIV.[7] In piazza erano circa centomila fedeli; da Torino arrivarono poco meno di mille pellegrini con l'arcivescovo Roberto Repole, guida dell'arcidiocesi di Torino, che concelebrò.[5] La memoria liturgica cade il 4 luglio, anniversario della morte.[2]

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Articoli collegati: Biella, Giovanni Agnelli (1866-1945), Giovanni Giolitti, La Stampa, Politecnico di Torino

Fonti

  1. Treccani
  2. Dicastero delle Cause dei Santi
  3. Famiglia Cristiana — 4 luglio 2015
  4. Treccani
  5. Famiglia Cristiana — 7 settembre 2025
  6. Azione Cattolica Italiana
  7. Santa Sede — 7 settembre 2025
  8. Associazione Pier Giorgio Frassati
  9. Famiglia Cristiana — 11 giugno 2013
  10. Famiglia Cristiana — 22 luglio 2016

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