Giuseppe Cafasso
Giuseppe Cafasso (Castelnuovo d'Asti, 15 gennaio 1811 – Torino, 23 giugno 1860) è stato un sacerdote torinese, santo, uno dei «santi sociali» della Torino dell'Ottocento; a Torino lo chiamavano «'l preive dla forca», il prete della forca, per l'assistenza ai carcerati e ai condannati a morte.[1][2][3]
La formazione
Nato in una famiglia contadina di Castelnuovo, oggi Castelnuovo Don Bosco, studiò a Chieri ed entrò in seminario nel 1830; fu ordinato sacerdote il 21 settembre 1833.[1][2] Sua sorella minore Marianna fu la madre del beato Giuseppe Allamano.[3]
Il Convitto ecclesiastico
Il 28 gennaio 1834 entrò nel Convitto ecclesiastico di San Francesco d'Assisi, dove dal 1844 il teologo Luigi Guala gli affidò l'insegnamento; ne divenne poi rettore, insieme alla chiesa di San Francesco e al santuario di Sant'Ignazio sopra Lanzo.[2] Per venticinque anni, dal 1835 al 1860, fu direttore spirituale di don Bosco.[3]
Il prete della forca
Accompagnò al patibolo, dopo averli confessati, 57 condannati a morte secondo la Santa Sede e MuseoTorino, 68 secondo il Dizionario Biografico degli Italiani; tra loro il generale Gerolamo Ramorino, fucilato il 22 maggio 1849.[3][2][1] Le esecuzioni si tenevano al Rondò della Forca, all'incrocio di corso Valdocco e corso Regina Margherita, fino al 1852; lì nel 1961 fu collocato il monumento in bronzo al santo di Virgilio Audagna, voluto dai carcerati di tutta Italia.[4]
Il culto
Morì a Torino a 49 anni e fu sepolto nel cimitero generale, poi traslato al santuario della Consolata.[2] Pio XI lo beatificò il 3 maggio 1925 e Pio XII lo canonizzò il 22 giugno 1947, proclamandolo il 9 aprile 1948 patrono delle carceri italiane.[3] Gli sono intitolate vie a Torino, Roma, Bra, Asti e Castelnuovo Don Bosco.[2]
Pagine che rimandano qui
- Arcidiocesi di Torino
- Giovanni Bosco
- Santuario della Consolata
- Società salesiana di San Giovanni Bosco