Parco del Valentino

Il Parco del Valentino è il grande parco pubblico di Torino lungo il Po, compreso tra corso Massimo d'Azeglio e il fiume, per circa 300.000 metri quadrati di viali, prati e giardini.[1] Nato attorno alla residenza sabauda del Castello del Valentino, nell'Ottocento divenne il luogo delle grandi esposizioni che raccontarono l'industria italiana; oggi riunisce il castello, sede del Politecnico, il Borgo Medievale, l'Orto Botanico dell'Università, il Teatro Nuovo e i padiglioni di Torino Esposizioni.
Dal castello ducale all'Orto Botanico
La storia del luogo comincia nel 1564, quando il duca Emanuele Filiberto, da poco trasferita la capitale a Torino, acquistò il sito per estendere il proprio controllo strategico anche ai dintorni della città.[2] Nel 1619, per le nozze di Vittorio Amedeo I con Cristina di Francia, il duca Carlo Emanuele I donò il castello alla giovane sposa; divenuta la prima reggente dello Stato sabaudo, Cristina ne fece il proprio palazzo di rappresentanza e sotto di lei l'edificio visse la sua stagione più splendida.[2] Carlo di Castellamonte, secondo la datazione proposta da Beatrice Signorelli, vi lavorò già dal 1620 e fra il 1633 e il 1640 diresse la decorazione degli interni, piegando pittori e stuccatori a un'arte di corte che univa modelli romani e francesi.[3] Carlo e Amedeo di Castellamonte ridisegnarono la facciata verso il Po, raggiungibile direttamente dal fiume, e quella verso San Salvario, affacciata su un grande viale alberato che è l'attuale corso Marconi.[2]
Nel 1729 Vittorio Amedeo II trasformò uno dei due giardini laterali del castello in orto botanico.[2] Il botanico Carlo Allioni, professore all'Università dal 1760, ne fu direttore e portò le specie coltivate da 1.206 a oltre 4.500.[4]
Il parco delle esposizioni
Nell'Ottocento intorno al castello prese forma il parco pubblico che ne porta il nome. Il castello fu profondamente trasformato per l'Esposizione del 1858, promossa da Cavour, e dal 1861 ospitò la Regia Scuola di Applicazione per gli Ingegneri, fondata nel 1859, da cui nel 1906 sarebbe nato il Politecnico.[2]
La prova più ambiziosa fu l'Esposizione Generale Italiana del 1884, aperta dal 26 aprile al 17 novembre sotto il patronato di Umberto I: occupò circa 440.000 metri quadrati del parco, contò 14.237 espositori e circa tre milioni di visitatori.[5] L'ingegnere Camillo Riccio progettò non un solo palazzo ma un insieme di padiglioni, fra cui la Galleria del Lavoro, lunga 250 metri.[5] Di quella stagione resta il Borgo Medievale, nato come sezione di arte antica sotto la guida del portoghese Alfredo D'Andrade: la prima pietra della Rocca fu posata il 12 dicembre 1882 e il complesso fu inaugurato il 27 aprile 1884 alla presenza dei sovrani; per il successo di pubblico il Comune lo acquistò a fine esposizione.[6]
Seguirono le esposizioni del 1898, 1902, 1911 e 1928. Nel 1937 l'Enciclopedia Italiana, descrivendo una Torino con 87 chilometri di filari di alberi, calcolava il parco in 550.000 metri quadrati:[7]
«dove si allogarono le Esposizioni del 1884, 1898, 1902, 1911 e 1928, dominato dalla mole dell'omonimo castello, mentre nelle chiare acque del Po si rispecchiano il Borgo e il Castello Medievale»
Il Novecento: Torino Esposizioni e i progetti mancati
Nel dicembre 1936 La Stampa descriveva il grande palazzo che il Comune stava costruendo nel parco, presentato come uno degli edifici più moderni del mondo, con due teatri, il Museo della Moda e uffici.[8] Era il palazzo della Moda di Ettore Sottsass: sui suoi resti, dopo la guerra, Roberto Biscaretti di Ruffia e l'ingegnere Pier Luigi Nervi ricavarono un centro espositivo per i saloni dell'automobile, con il salone B, coperto da una grande volta corrugata montata con elementi prefabbricati in ferrocemento e completato nel 1948, e il salone C del 1949-50.[9] Nel febbraio 1940 il podestà visitò i lavori che allargavano il parco di 70.000 metri quadrati al di là del fiume.[10] Nel luglio 1947 si costituì la società per azioni Torino-Esposizioni, per dare alla città una sede permanente di mostre e fiere dentro il parco.[11]
Il dopoguerra portò anche progetti mai realizzati. Nel febbraio 1948 si tornò a discutere, dopo circa vent'anni di proposte, di un acquario con rettilario al Valentino;[12] a dicembre un appassionato di floricoltura propose di affidare il parco a un'amministrazione autonoma.[13] Fra il dicembre 1948 e il gennaio 1949 il Consiglio comunale dibatté a lungo se ricostruire la sede del Politecnico nel parco o nell'area della cascina Ceresa, oltre la Barriera di Nizza.[14]
Il parco ha anche una storia sportiva: fra il 1935 e il 1955 i suoi viali ospitarono le corse automobilistiche del Gran Premio del Valentino.[15]
Il parco oggi
Nel giugno 2015 il Valentino ospitò la prima edizione di «Parco Valentino – Salone & Gran Premio», salone dell'automobile all'aperto e a ingresso libero con 35 marchi fra case automobilistiche, centri stile e carrozzieri; per l'ottantacinquesimo anniversario della Pininfarina il castello accolse un concorso d'eleganza con 50 vetture, e la parata finale partì dal parco verso la Reggia di Venaria.[15] Per l'edizione 2017 l'Osservatorio Culturale del Piemonte stimò 120.000 visitatori venuti apposta e una ricaduta economica di 4,2 milioni di euro.[16]
Nel luglio 2020 la Città riunì per la prima volta un comitato di gestione del parco, aperto a Soprintendenza, Politecnico, Università, comitati di cittadini, chioschi, locali e associazioni sportive.[17] A novembre dello stesso anno approvò 950.000 euro di manutenzione straordinaria: pavimentazioni drenanti sui viali di corso Massimo d'Azeglio e viale Mattioli, pietra di Luserna all'ingresso di fronte al castello, cure agli ingressi monumentali (monumento ad Amedeo di Savoia, Arco monumentale, Fontana dei Dodici Mesi) e al prato dell'Imbarchino, nel solco di un programma di restauro del 2008 ispirato alla Carta di Firenze sui giardini storici.[1]
Il parco resta uno spazio della città che studia: il 25 e 26 settembre 2026 viale Mattioli, fra l'Orto Botanico e il castello, ha ospitato la ventesima edizione della Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori, con 350 attività e circa 1.500 fra ricercatori, dottorandi e studenti. Nel settembre 2026 i lavori di riqualificazione del parco, avviati nel marzo 2024 con una spesa di 9,5 milioni di euro — 9 dal Pnrr e mezzo milione del Comune —, risultano completati al 95%, con la riduzione della larghezza dei viali Crivelli, Mattioli e Virgilio da 13,5 a circa nove metri a vantaggio del verde, la rimozione di 65.000 m² di asfalto e la messa a dimora di 555 alberi, e con la riapertura integrale dell'area attesa a metà novembre. [25][18]
VALE, il polo culturale
Il 16 settembre 2026 è stato presentato VALE, abbreviazione di Valentino: un polo culturale diffuso che mette in rete il parco, il Teatro Nuovo, il Borgo Medievale, l'Orto Botanico, il nuovo campus del Politecnico nei padiglioni di Torino Esposizioni e gli spazi universitari di corso Massimo d'Azeglio.[19][20] Il cuore del progetto è la nuova Biblioteca civica centrale a Torino Esposizioni, con apertura annunciata per l'11 dicembre 2026; i primi appuntamenti partono dal 5 novembre e la programmazione completa è prevista per l'inizio del 2027.[21]
La Fondazione CRT vi destina 7 milioni di euro fra biblioteca e parco; la Compagnia di San Paolo 24 milioni per il Borgo Medievale rinnovato, più circa 2 milioni l'anno per la gestione, in un partenariato pubblico-privato con la società XKE SI; il Politecnico investe circa 50 milioni nel campus e il Comune oltre 100 milioni di fondi complementari al PNRR.[19] Presentando il progetto, il sindaco Stefano Lo Russo ha detto: «Quello che sta prendendo forma al Valentino […] è uno dei più grandi progetti urbani della storia recente di Torino».[19] Per la presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi, VALE rappresenta «un investimento sulla conoscenza, sull'accessibilità e sul futuro della città».[19]
Il nuovo polo culturale «Vale» nell'area del parco (2026)
Nel settembre 2026 prende forma attorno al parco del Valentino un nuovo polo culturale chiamato «Vale» (abbreviazione di Valentino), che coinvolge il Parco, il Teatro Nuovo, il Borgo Medievale, il nuovo campus del Politecnico, l'Orto Botanico e gli spazi universitari di corso Massimo d'Azeglio, per un valore complessivo di oltre 200 milioni di euro finanziato da Città, Fondazioni e Università. Cuore del progetto è la nuova Biblioteca civica centrale, la cui apertura al pubblico è prevista per l'11 dicembre 2026; la sua offerta culturale, definita «laboratorio permanente di cittadinanza e cultura», è affidata a Maurizia Rebola. Tra i finanziatori, la Compagnia di San Paolo ha investito oltre 24 milioni di euro per il recupero del Borgo Medievale, mentre la Fondazione Crt vi ha destinato 7 milioni, che si aggiungono ai 32 già stanziati in precedenza per la città; il progetto di riconversione della Biblioteca è firmato dalla società di ingegneria Icis e dagli studi Isolarchitetti di Torino e Rafael Moneo di Madrid.
Il polo culturale Vale, nuova biblioteca civica e riconversione del Borgo Medievale (settembre 2026)
A partire dal settembre 2026 l'area del parco del Valentino ospita la nascita di Vale, un polo culturale da oltre 200 milioni di euro che comprende, insieme al parco stesso, la nuova Biblioteca civica centrale, il Teatro Nuovo, il Borgo Medievale, il nuovo Campus del Politecnico di Torino, l'Orto Botanico e gli spazi universitari di corso Massimo d'Azeglio.
Il nuovo polo culturale «Vale» nell'area del parco (2026)
Nell'area del parco del Valentino nasce nel 2026 il nuovo polo culturale «Vale» (abbreviazione di Valentino), che integra il Parco, il Teatro Nuovo, il Borgo Medievale, il nuovo campus del Politecnico, l'Orto Botanico e gli spazi universitari di corso Massimo d'Azeglio, per un valore complessivo di oltre 200 milioni di euro sostenuto dalla Città, dalle Fondazioni e dalle Università.
«Vale», il polo culturale del Valentino da oltre 200 milioni di euro (2026)
Il progetto è sostenuto dalla Città, dalle Fondazioni e dalle Università: la Compagnia di San Paolo ha investito oltre 24 milioni di euro per il Borgo Medievale, mentre la Fondazione Crt ha destinato altri 7 milioni, che si aggiungono ai 32 già erogati alla città. Il sindaco Stefano Lo Russo lo ha definito «uno dei più grandi progetti urbani della storia recente di Torino»; nei mesi successivi all'apertura il polo ospiterà, tra gli altri appuntamenti, la decima edizione di Biennale Democrazia, il Torino Jazz Festival e il Salone del Libro.
Il Parco al centro del nuovo polo culturale Vale (2026)
Dal 2026 il Parco del Valentino diventa il fulcro del progetto Vale, un polo culturale da oltre 200 milioni di euro che unisce la nuova Biblioteca civica centrale, il Teatro Nuovo, il Borgo Medievale, il nuovo campus del Politecnico di Torino, l'Orto Botanico e gli spazi universitari di corso Massimo d'Azeglio.
Il progetto «Vale», nuovo polo culturale nel parco (2026)
L'investimento complessivo supera i 200 milioni di euro, sostenuto da Città, Fondazioni e Università.
Nasce «Vale», il polo culturale intorno alla nuova Biblioteca civica (2026)
Nel parco del Valentino nasce «Vale», un nuovo polo culturale costruito attorno alla nuova Biblioteca civica centrale di Torino, che apre l'11 dicembre 2026.
Vale, il polo culturale del Valentino (2026)
Nel 2026 nasce attorno alla nuova Biblioteca civica centrale il polo culturale «Vale», abbreviazione di Valentino che richiama anche il valore della cultura: coinvolge l'intera area, dal Parco al Teatro Nuovo, dal Borgo Medievale al nuovo campus del Politecnico, dall'Orto Botanico agli spazi universitari di corso Massimo d'Azeglio. Il progetto, dal valore complessivo di oltre 200 milioni di euro grazie a interventi della Città, delle Fondazioni e delle Università, propone un calendario di appuntamenti ad ampio pubblico a partire da novembre 2026, consultabile sul sito valetorino.it.
«Vale», il polo culturale nato intorno alla nuova Biblioteca civica centrale
Cronologia
- — Al Valentino nasce VALE, il nuovo polo culturale diffuso che mette in rete il parco, il Teatro Nuovo, il Borgo Medievale, gli atenei e la futura Biblioteca civica centrale negli spazi riqualificati di Torino Esposizioni. → La Stampa TorinoClick
- — Al Parco del Valentino di Torino prende il via la ventesima edizione della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, con 350 attività e circa 1.500 tra ricercatori, dottorandi e studenti coinvolti. → TorinoClick Politecnico di Torino
- — A Torino viene annunciata la 16ª edizione della StraWoman Humanitas, il tour di corsa-camminata non competitiva dedicato alle donne, in programma domenica 18 ottobre nel Parco del Valentino. → Prima Torino Il Torinese
- — Al Parco del Valentino di Torino torna domenica 4 ottobre l'ottava edizione della Cosplayer Run di Accademia 72, una camminata-corsa non competitiva di circa 5 km che unisce sport accessibile, cosplay e solidarietà. → TorinoOggi
Articoli collegati: Biblioteca civica centrale, Castello del Valentino, Nasce VALE, il polo culturale del Valentino, Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori 2026 al Parco del Valentino, Presentazione del progetto Vale a Torino, VALE
Pagine che rimandano qui
- Annunciata la 16ª edizione della StraWoman Humanitas (settembre 2026)
- Biblioteca civica centrale
- Borgo Medievale
- Castello del Valentino
- Cesare Lombroso
- Cosplayer Run 2026 al Parco del Valentino
- Edmondo De Amicis
- Esposizione internazionale dell'industria e del lavoro (1911)
- Eurovision Song Contest 2022
- Gigi D'Agostino
- Inaugurazione di VALE al Valentino
- Luca Argentero
- Mario Soldati
- Monte dei Cappuccini
- Museo Nazionale del Risorgimento Italiano
- Nasce VALE, il polo culturale del Valentino
- Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori 2026 al Parco del Valentino
- Palazzo Carignano
- Politecnico di Torino
- Presentazione del progetto Vale a Torino
- Primo Levi
- San Salvario
- Stefano Lo Russo
- StraWoman Humanitas
- Teatro Nuovo
- Torino Esposizioni
- Umberto I
- VALE
Fonti
- TorinoClick — 11 novembre 2020
- Residenze Reali Sabaude
- Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
- Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
- MuseoTorino
- Borgo Medievale di Torino
- Treccani, Enciclopedia Italiana
- La Stampa, 20/12/1936, n. 303, p. 6 — 20 dicembre 1936
- Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
- La Stampa, 13/02/1940, n. 38, p. 5 — 13 febbraio 1940
- La Stampa, 13/07/1947, n. 164, p. 2 — 13 luglio 1947
- Stampa Sera, 26/02/1948, n. 49, p. 2 — 26 febbraio 1948
- La Stampa, 09/12/1948, n. 282, p. 2 — 9 dicembre 1948
- La Stampa, 21/12/1948, n. 292, p. 2 — 21 dicembre 1948
- TorinoClick — 8 giugno 2015
- TorinoClick — 12 marzo 2018
- TorinoClick — 10 luglio 2020
- TorinoClick — 25 settembre 2026
- TorinoClick — 16 settembre 2026
- Politecnico di Torino — 16 settembre 2026
- La Stampa — 17 settembre 2026
- Politecnico di Torino — 25 settembre 2026
- ANSA Piemonte — 16 settembre 2026
- la Repubblica Torino — 17 settembre 2026
- Torino Free — 28 settembre 2026